14.03.2010
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
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| autoritratto, il sentimento |
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DA non mi guarda negli occhi, fa finta di non sentire quando gli parlo, lascia che la mia voce sia un sottofondo indistinto, riesce a parlarmi solo per terza persona
il nome di Adamo tradotto ha perso il suo significato etimologico ebraico che vuol dire terra. nella versione ebraica della bibbia si parla della creazione facendo riferimento all’uso di quattro tipi di terre distinte: quella nera, bianca, rossa, e gialla. nel concetto della creazione è quindi insito oltre che al concetto di animare (Dio che plasma Adamo a sua immagine lo anima grazie al suo soffio vitale) anche il concetto di colore, e di sfumatura.
Dürer nel suo autoritratto (nel quale fa un uso apparentemente irriverente dell’iconografia tipica per la rappresentazione di Gesù Cristo, una vista frontale del volto, capelli lunghi e barba) inscrive in alto a destra AD 1500 ALBERTUS DURERUS NORICUS/ IPSUM ME PROPRIIS SIC EFFIN/GEBAM COLORIBUS AETATIS/ ANNO XXVIII
effige: rappresentazione bidimensionale, ma anche tridimensionale, il pittore che modella con la terra
appropriatezza dei colori (...prorpiis sic...coloribus): il dipinto sembra quasi monocromatico, e presenta delicati toni bianchi, neri, rossi e gialli.
un’altra considerazione: la parola a supporto dell’immagine
postato da
anna baldi
domenica 14 marzo 2010 alle ore 21:44
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