Già da piccola mi sono accorta che le cose si dimenticano, tanto che un giorno ho iniziato a decidere di quale momenti mi sarei ricordata. Ce n’erano alcuni non particolarmente importanti se non per il loro valore di prova, soprattutto all’inizio. E la curiosità era quella di sapere se effettivamente a distanza di anni me li sarei ricordati o se nonostante la volontà dopo pochi mesi li avrei già scordati.
Quei momenti li ricordo ancora, credo tutti. E soprattutto ricordo quel elenco di dettagli significativi che di volta in volta identificavo per definire il ricordo, per in-formarlo: le circostanze, la luce del giorno, la penombra pomeridiana, l’odore della stanza, il colore della parete, e anche il sentimento di sfida; ma non il mio viso, la mia statura, le mie sembianze; e quando ripenso a quei momenti rivedo tutto da un luogo chiuso, quello del mio corpo solido e opaco, e in quegli istanti così precisi non ho età, cambia solo la relazione con lo spazio, ma questo è solo un dettaglio.
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anna baldi
domenica 12 luglio 2009 alle ore 19:57| commenti: 5 |
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Elena
domenica 12 luglio 2009 alle ore 22:27
50 post ed in nessuno si parla di architettura ! Anna Baldi sei fortunata ...,devi avere amici fra i blogger visto che nessuno ancora ti ha criticato per questo . Io certo non lo farò perchè credo che ognuno possa fare l'uso che vuole di questo blog ,nel limite della buona educazione .
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marco+
lunedì 13 luglio 2009 alle ore 00:07
ho notato anch'io questo veloce intercedere dei post... lontani dall'architettura. ogniuno fa ciò vuole, è giusto, patchportale. ho lasciato qua e la qualche nota. anna tace. anche questo è giusto.
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vitruvio pollione
lunedì 13 luglio 2009 alle ore 19:15
A formare la preparazione dell’architetto concorrono gli apporti culturali di molte scienze e l’esperienza delle altre arti.[…] In tutte le arti, ma in particolare nell’architettura esiste un binomio fondamentale: il significato e il significante. Il significato è l’opera da costruire, il significante ne è l’illustrazione teorica e sistematica. Il vero architetto dovrà naturalmente avere esperienza tanto dell’uno quanto dell’altro. Dovrà possedere doti intellettuali e attitudine all’apprendere, perché né il talento naturale senza preparazione scientifica, né la preparazione scientifica senza talento naturale possono fare il perfetto artefice. Sia perciò competente nel campo delle lettere e soprattutto della storia, abile nel disegno e buon matematico; curi la sua preparazione filosofica e musicale; non ignori la medicina, conosca la giurisprudenza e le leggi che regolano i moti degli astri.
[…] poiché dunque la natura non ha concesso a tutti ma solo a pochi privilegiati questi suoi doni, il dovere dell’architetto è solo quello di esercitarsi un po’ in tutti i campi. Non è ragionevole, anche alla luce delle necessità della sua professione, che egli possa raggiungere una perfetta conoscenza di tutte le scienze, ma, data la vastità dello scibile, dovrà accontentarsi di più modesti traguardi.
Prego perciò, o Cesare, te e tutti coloro che leggeranno questi miei libri di essere indulgenti se la mia esposizione non sarà sempre corretta. Ricordate che mi sono accinto all’opera con la preparazione letteraria che può avere un architetto, non un grande filosofo o un esperto letterato. Per quanto concerne, però, le possibilità dell’arte architettonica ed i principi ad essa inerenti, prometto - e spero – di esporre queste mie pagine con la massima competenza e chiarezza non solo per gli architetti, ma per tutti coloro che amano il sapere.
Dell'architettura, libro I,I
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antonio
lunedì 13 luglio 2009 alle ore 19:38
questo brano l'ho tradotto alla maturità...fu un segno del destino.
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Alvar Aalto
martedì 14 luglio 2009 alle ore 00:25
Vorrei solo aggiungere, spinto da un bisogno personale ed intuitivo, che l’architettura e i suoi particolari sono connessi in un certo senso alla biologia. Forse essi sono simili a un salmone o ad una trota adulti. Questi non sono nati già adulti, né sono nati nel mare o nel corso d’acqua dove vivono abitualmente. Essi sono nati a molte centinaia di miglia di distanza dal loro proprio ambiente di vita. Dove i fiumi sono soltanto dei torrenti, piccoli specchi d’acqua scintillanti in mezzo alle montagne [...] tanto lontano dal loro ambiente naturale quanto lo sono la vita spirituale e gli istinti dell’uomo rispetto all’ambiente quotidiano di lavoro. E come lo sviluppo delle uova di pesce fino al momento di diventare un organismo maturo richiede del tempo, altrettanto tempo richiede tutto ciò che si sviluppa e si consolida nel nostro mondo di pensieri.
L’architettura ha bisogno di questo tempo a un livello persino maggiore di qualsiasi altra attività creativa.
Yksi tervehdys,
Alvar