12.03.2010
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
mi sono molto preoccupata, perché qualunque cosa avessi fatto o non fatto sarebbe stata sbagliata
mi ha fatto male vedere J così silenziosa, con le spalle curve, troppo pesanti per un corpo indebolito, il viso scavato e i vestiti larghi senza forma
O mi ha parlato di altre visioni, con tono tranquillo, questa volta di ciò che le sarebbe successo. anche J ne era al corrente, perché non voleva che fosse colta di sorpresa dagli eventi, e che non si spaventasse.
e J sembrava non avere paura, ma non voleva allontanarsi da O.
a scuola il massimo dei voti, la più brava
sembra che lui sia invecchiato di mille anni, forse beve troppo, vive grazie alla disoccupazione e la notte trova alloggio di fortuna negli appartamenti prototipo di cui gli sono rimaste le chiavi, nei palazzi costruiti nella berlino est durante il boom successivo alla riunificazione e rimasti poi vuoti per la crisi del mercato immobiliare
O non risponde al telefono, non controlla la mail, ha il cellulare sempre spento, anche quando se lo porta dietro
il buco della moquette è diventato l’inserto di una mela rossa, le tende sono fatte con disegni plastificati e rilegati insieme la cui grafia è quella di un’abile grafica, decisa nel segno e sensibile nel colore, il suo balcone è un giardino di quiete
postato da
anna baldi
venerdì 12 marzo 2010 alle ore 18:33
| commenti: 0 |
|