11.07.2009
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
Al parco Sempione su una panchina c’era una signora distinta vestita con una toga nera, un foulard rosso a fiori, calze a rete e scarpe bianche. Dai lineamenti e dal colorito del viso credo che venisse dalla Mongolia. Era da sola e tranquilla. Io ero indaffarata a tenere a bada tre bimbi esuberanti che mi scappavano da ogni parte. Si era già allontanata verso una zona meno protetta dagli alberi quando ha iniziato a urlare arrabbiata in una lingua sconosciuta; e mentre urlava sputava fuori con veemenza tutto quello che l’avvelenava dentro; davanti a lei non c’era nessuno, solo il mondo intero. Mi sono sentita a disagio per essermi trovata lì in quel istante e di avere assistito a un momento così intimo di rabbia e di dolore di quella donna, e forse di avere disturbato involontariamente i suoi pensieri. Poco dopo si è calmata e si è ricomposta, e il suo sguardo da cattivo è tornato ad essere assente e lontano. E intanto io con vergogna cercavo di riportare all’ordine dei bimbi inebriati dal gioco e sfrontatamente felici e appagati.
postato da
anna baldi
sabato 11 luglio 2009 alle ore 23:25
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