home + architetture + case & interni + concorsi + eventi + progetti + progettisti + blog + prodotti +
Made in Italy Qatar
ANNA BALDI ARCHITECT
il blog di anna baldi


domenica 28 febbraio 2010

28.02.2010

&

dopo la bufera di neve di nuovo il sole
ti raggiungo ovunque

prepacked mini cinnamon donuts, per favore!
:D


NY

postato da anna baldi domenica 28 febbraio 2010 alle ore 21:34    | commenti: 1 | scrivi un commento |





sabato 27 febbraio 2010

27.02.2010

oggi non voglio pensare a nessuno
voglio concentrarmi solo sulle cose sparse attorno a me, ridare loro una forma d'ordine, appropriarmene

sarà difficile

la dispersione e la perdita
perchè i sistemi chiusi nella realtà non esistono
oggi voglio recuperare, voglio assimilare
voglio sentire un limite preciso e spesso
tra il dentro e il fuori, tra me e te



postato da anna baldi sabato 27 febbraio 2010 alle ore 10:01    | commenti: 8 | scrivi un commento |





venerdì 26 febbraio 2010

26.02.2010

H non ha dormito, dice per il suo silenzio, e non si è accorto invece che è per il timore di ciò che potrebbe vedere di sè
senza veli di ipocrisia, senza l'ombra della gelosia, per onestà d'animo,
perchè non è vero che L è in silenzio, le sue parole smuovono valanghe, quelle dell'incredibile

vuoi sapere perchè: un luogo comune, ciò che non succederà mai, guardare avanti aiuta a superare l'insignificanza, a svestire ciò che di perverso si può proteggere nell'intimità dell'anima

... tu che dici a me che ti amerei: anche questa è un'ipocrisia




postato da anna baldi venerdì 26 febbraio 2010 alle ore 23:15    | commenti: 6 | scrivi un commento |





giovedì 25 febbraio 2010

25.02.2010

mi ha vista

… e quell’attimo della montagna è strettamente legato anche a una poesia di robert walser, oltre che allo sguardo.
ho incrociato le parole PINXIT MEA e non ho potuto non pensare a “ mi ha vista”

un portone in legno chiuso, una valigia, uno scaffale pieno di libri, una bicicletta che ha lasciato il posto ad una moto, e la musica.

due persone anziane e la figlia
vuole te perché da solo non sa scegliere,
e un sentimento di oppressione mi ha profondamente infastidita
[non è questo il senso dell’amore, non il mio, direi anzi che è almeno il suo opposto]



postato da anna baldi giovedì 25 febbraio 2010 alle ore 23:22    | commenti: 3 | scrivi un commento |





mercoledì 24 febbraio 2010

24.02.2010

G ha il terrore che possa succedere qualcosa alle sue mani. tutto ruota attorno al fatto che non debba accadere nulla che le possa compromettere.
quando i suoi amici lo invitano a cena teme che gli preparino del pesce pensando di fare cosa molto gradita, e lui proprio non riesce a mandarlo giù.
le sue due bimbe meravigliose hanno sempre portato i capelli corti fino a quando non hanno potuto contrastare il suo volere, per un semplice motivo pratico, e cioè che si asciugano in fretta, visto che dovevano lavarseli ogni sera, perché G non sopporta i capelli trasandati.
un uomo molto intelligente, critico, ironico, sensibile, che adora i quadri e l’arte in generale, di ogni epoca.
corrisponde alla mia idea di uomo italiano per la sua raffinatezza, eleganza e disinvoltura nei modi.
ogni volta che lo incontro cerco di essere il più perfetta possibile, e dentro di me penso che veda ogni dettaglio, e ogni imprecisione, per quanto piccola, che inevitabilmente mi sfugge [una impercettibile piccola nota che stona c'è sempre in me, quasi a farlo apposta].
questa sera per la prima volta si è lasciato andare, e mi ha detto con ammirazione che sono bella (?!); mi ha anche chiesto come faccia. sei cambiata, eppure sono sempre la stessa. e non sa dell’ansia che provo ogni volta che lo vedo, per non sfigurare davanti alle sue L, M e B.

la mia superficialità



postato da anna baldi mercoledì 24 febbraio 2010 alle ore 00:51    | commenti: 1 | scrivi un commento |





martedì 23 febbraio 2010

23.02.2010

c’è stato un periodo in cui le vacanze erano un’ottima occasione per tornare in Italia (caldo, frutta, clinton …)
L e JJ erano in VdN ed è stata un ottima occasione per vederci.
abbiamo organizzato una gita nel verde e ci siamo ritrovati su un pendio dall’erba alta, pieno di fiori di campo e api, circondato da pini esili e alti, forse troppo secchi. non ci siamo allontanati di molto dal parcheggio, e abbiamo subito approfittato di un tavolo in legno con panche, all’ombra. l’ideale per L che non tollera il sole, per P che ha subito tirato fuori i suoi acquarelli da viaggio, e anche per JJ, un corso ormai acclimatato alle temperature timide del nord.
io non avevo assolutamente voglia di infognarmi ai piedi del pendio, all’ombra per di più, e mi sono arrampicata abbastanza in alto, per potere leggere in pace un libro che mi aveva dato L, sapeva ancora che i libri che legge lei mi sono sempre piaciuti. mi sono sdraiata a pancia in giù, e dietro al libro intravedevo l’erba incolta rinsecchita dal calore, i fiori selvaggi, il brusio di api e insetti, la terra brulla.
PH, in francese! la storia di un uomo inesistente, che si appropria della sua identità strappando alle donne la loro essenza sublime.
immersa nella lettura. riprendendo contatto con la realtà ho alzato lo sguardo verso gli altri, abbastanza piccoli da fare parte di una cartolina, e in modo istintivo e liberatorio rimanendo a pancia in giù ho steso le braccia avanti a me, come se dovessi tuffarmi, o prendere uno slancio, e mi sono chiesta se ne avessi avuto il coraggio. prima ancora di rispondere stavo già rotolando su me stessa verso il fondo, sempre più veloce e sempre più storta. sentivo che qualcosa era cambiato, così come sentivo una grande leggerezza dentro.
quelle montagne che tanto mi avevano turbata erano me, la loro linea spezzata era il mio essere irrequieto e instabile, il brusio degli insetti la mia ansia, i versanti in ombra la mia instabilità e la mia angoscia, e finalmente riuscivo a guardarmi, ad avere la forza di sostenere il mio animo di contraddizioni e insicurezze, e a volermi bene, a sentirmi bene, per quello che ero, un essere fragile che si riconosceva.
non sono arrivata fino in fondo perché la traiettoria è diventata sempre più storta, e mi ha frenata, e magari anche risparmiata da qualche possibile sasso doloroso, maldestra come i bimbi che si accingono a fare cose da esperti, e un grande sentimento di gioia mi ha inondata e gratificata.
tra le cose più belle della montagna c’è anche il torrente, la corrente impetuosa che mi attraversa che diventa visibile e sonora.
sulla via del ritorno P si è fermato in modo del tutto spontaneo in un piccolo lago e abbiamo fatto un tuffo nelle acque gelide che hanno marcato e rassodato all’istante il limite più estremo del mio essere e della mia consapevolezza.

ecco adesso sai anche della montagna



una belva rinchiusa al buio, dentro, che fiuta la preda passarle vicino
le mani nervose, anche lo sguardo

- una mia carissima collega

- non ho nessuno che mi scalda
- ...........nessuno....................

scrivo (troppo?), tra verità e realtà, per vederci chiaro

l'arma più pericolosa: la parola




postato da anna baldi martedì 23 febbraio 2010 alle ore 14:47    | commenti: 3 | scrivi un commento |





lunedì 22 febbraio 2010

22.02.2010

ricordo la mia età perché mentre elaboravo questi pensieri stavo leggendo un libro, niente di particolare, un testo di lettura scolastica, di uno scrittore allora emergente di cui non ricordo assolutamente il nome.
il protagonista era un uomo, che stranamente rispecchiava in modo perfetto la mia idea di uomo italiano. non saprei dire se questa idea si è costruita sulla sua figura o se lui ha confermato un’immagine che mi ero già costruita. sicuramente entrambi.
il protagonista cerca di raccontare la sua totale estraneità nei confronti della donna che è stato costretto per una serie banale di circostanze a sposare. pur non superando nel corso di tutto il racconto questo sentimento di distacco , finisce con l’innamorarsi di lei, in modo imprevedibile e irreversibile, trovandosi di fronte all'ulteriore incomprensibilità della sua completa dipendenza verso una donna che sa di non conoscere e che non riesce a capire. nel libro non vi sono dialoghi, così che non si sente mai la voce di lei, ma solo quella di lui. la storia è ambienta in montagna, nel periodo estivo.

quindi la constatazione di allora riguardo alla mia incompatibilità con la montagna è ancora oggi strettamente legata a ciò che rimane in me di questo libro, alle piste di una località svizzera di cui ricordo perfettamente ogni curva, ogni salto, ogni tratto in piano da percorrere ad uovo, e naturalmente, per assenza, all’immagine grandiosa del mare.
non posso pensare alla montagna senza pensare al mare, mai, neanche oggi.



al telegiornale hanno mostrato il Vesuvio coperto di neve, e io ero lì proprio ieri, che sprofondavo avanzando verso la vetta, a poco più di mille metri, mentre guardando a valle si vedeva il mare

[a volte basta così poco, che tutto si sfinisce]



postato da anna baldi lunedì 22 febbraio 2010 alle ore 22:38    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 21 febbraio 2010

21.02.2010

a 16 anni mi sono accorta che non ce la facevo a sostenere la visione della montagna. un sentimento di oppressione mi aggrediva e mi soffocava.
non come il mare, che con la sua linea continua e circolare all’orizzonte era sempre pronta ad accogliermi dandomi sollievo quiete e conforto.
ero riuscita però a trovare un compromesso tra il mio mondo interiore e il profilo irrequieto delle vette vertiginose dei monti severi e imperscrutabili, il quale consisteva nella tolleranza della montagna solo ed esclusivamente nella stagione invernale, quando cioè mi avrebbe dato ciò che il mare non era in grado di darmi. mi avrebbe permesso di vivere l’ebbrezza di una velocità senza sosta, l’emozione dei muscoli tesi, saldi e allo stesso tempo il più elastici possibili, tanto da adattarsi a qualsiasi cambiamento improvviso di percorso, per garantire la stabilità dell’andamento. (anche qui) ho finito con lo sciare da sola, per non avere la pazienza di aspettare chi avrebbe potuto scendere con me. la velocità ha offuscato la vista delle cime severe e irremovibili, proiettandomi sempre a valle, anche quando impaziente risalivo con gli impianti. e poi la montagna nei periodi più freddi dell’anno mi avrebbe avvicinata al sole, che magicamente avrebbe di nuovo colorito di salute il mio viso. ma d’estate la montagna non la sopportavo, mi opprimeva il suo profilo all’orizzonte, mi opprimevano i volumi irregolari e imponenti dei suoi versanti che mi oscuravano il tramonto colorandosi di nero, mi opprimeva la fatica del cammino, in salita o in discesa, mi opprimevano gli alpeggi con un odiosa quantità di mucche, mi opprimevano il calore e gli insetti, a volte anche le cicale dei campi…
al mare invece le stesse cicale rinvigorivano la mia gioia, mi facevano sentire un tutto uno con il rumore dell’onda sul bagnasciuga, con il cielo stellato anche senza luna che comunque accendeva di riflessi il mare, con quell’universo in sintonia che mi circondava delicatamente, per farsi ammirare



postato da anna baldi domenica 21 febbraio 2010 alle ore 23:46    | commenti: 2 | scrivi un commento |





sabato 20 febbraio 2010

20.02.2010

&
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.

&



postato da anna baldi sabato 20 febbraio 2010 alle ore 00:50    | commenti: 9 | scrivi un commento |





venerdì 19 febbraio 2010

19.02.2010

per riuscire a dormire L deve coprirsi bene, sentire un peso su di sé.
in piena estate il piumino non le è bastato, ho dovuto darle anche una coperta. abbiamo dormito insieme ma io mi sono sottratta a quel suo rifugio. ci siamo addormentate guardando il soffitto disegnato con un segno sottile che avevo fatto con una pittura fluorescente.

l’acqua è troppo aggressiva per la sua pelle, come la luce.
da anni ha una sinusite cronica che la tormenta.

ho quasi timore di chiederle di lei. quando ci siamo conosciute non era così, tutto è cambiato velocemente, dal matrimonio di sua sorella …
lei invece vuole sapere di me e ogni mia parola risuona come cento

so che in parte lo fa per deviare la mia attenzione da lei, e lei sa stare zitta a lungo sapendo che il silenzio prima o poi può tirarne fuori molte di parole, eppure è sincera quando mi mette in guardia (io non le chiedo mai nulla, è lei che è schietta)

è il suo modo di parlarmi di sé, anche se mi rimane sempre un dubbio



postato da anna baldi venerdì 19 febbraio 2010 alle ore 22:09    | commenti: 0 | scrivi un commento |





giovedì 18 febbraio 2010

18.02.2010

la mia coscienza

camminando su uno strato di neve ghiaccio e sale, facendo molta attenzione a non scivolare per i tacchi alti, ho pensato che in fondo tutto è molto semplice, quasi banale, che la difficoltà sta nel sapere vedere,
nel sapere mettere a fuoco le sottili sovrapposizioni e nel sapere definire come un abile chirurgo dotato di bisturi il confine così preciso che se reciso non può sanguinare

non può prescindere dall’alchimia, e poi bisogna nutrirlo perchè cresca

[e adesso panico :D]

per tutta la notte ho sognato L, la mia coscienza
mi dice sempre in modo diretto e brusco cose che non capisco, e che anzi sono più propensa ad escludere
in genere mi limito ad ascoltarla, e a tornare di continuo sulle sue parole, nel tentativo improbo di arrivare a vedere ciò lei ha visto di me



postato da anna baldi giovedì 18 febbraio 2010 alle ore 21:48    | commenti: 2 | scrivi un commento |





mercoledì 17 febbraio 2010

17.02.2010

immobile

ho assaporato per una frazione di secondo un tempo sospeso accorgendomi subito di esserne esclusa, per una leggera ombra che ti portavi dietro, ancora per quella prima volta
il mio orgoglio che non mi ha fa scendere a compromessi, che mai mi farà accettare di essere una numero due

gli amori nascosti sono l’umiliazione dell’amore e la negazione della persona
mi chiedo se non sia anche questo un caso in cui l'oggetto si fa cosa


per G

postato da anna baldi mercoledì 17 febbraio 2010 alle ore 00:30    | commenti: 7 | scrivi un commento |





martedì 16 febbraio 2010

16.02.2010

il ricordo perfetto è quello della sensazione, del mondo indefinito e nebbioso dell’atmosfera.

ricordo perfettamente la strada con le maisons a schiera in mattoni bruni, la fuga prospettica sul lato della sua abitazione, le scale nell’oscurità prima di accedere alla stanza, questa in penombra, illuminata solo dalla luce giallastra di un lampione poco distante, obliquamente. eppure anche se oggi avessi l’indirizzo preciso non riuscirei a ritrovare quel luogo
Ph mi ha rassicurata dicendomi che i suoi genitori di notte non si svegliano mai, e non si è accorto della prima ferita che ho accusato, in silenzio, sperando che in realtà non avesse parlato. era chiaro che per lui non era la prima volta che non tornava a casa da solo. ho odiato quella stanza in quella casa, perché rendeva il mio amore per lui promiscuo, e infantile. avrei preferito per i nostri incontri un monolocale occupato, senza elettricità e riscaldamento, di un grattacielo di periferia, ma per portarmi lì avrebbe dovuto essere un'anarchico, che impiegava i periodi di sospensione delle lezioni per fare la guerriglia in nicaragua, mentre invece lui era per la diplomazia, il dialogo, il confronto equilibrato.
non credo che il sentimento che lui avesse per me fosse amore, allora però volevo crederlo e speravo che fosse così. sicuramente nutriva per me un affetto sincero e si era avvicinato a me con grande disinvoltura e ammirazione non appena ero riuscita a raccontargli quanto lo avessi seguito in silenzio negli ultimi anni. improvvisamente mi vedeva, in primo piano. uno scoglio era la diversità d’età che c’era tra noi, io finivo la scuola e lui l’università, due mondi in collisione.
sentivo la cura sincera delle sue attenzioni, la sua devozione, le sue carezze che volevano darmi solo gioia e mostrami le meraviglie di un mondo che sorride anche sotto una pioggia sottile e un grigiore diversamente insostenibili. sentivo che aveva capito quanto lui fosse importante per me e soprattutto che quello che mi stava dando sarebbe stato ciò che mi sarebbe rimasto quando avrei continuato per la mia strada.
so di essere stata io ad avere preso da lui e non lui da me, e lui ha voluto darmi con dolcezza tutto ciò di buono che ha potuto.
a confermare questi miei pensieri confusi dalla sua esistenza e dalla realtà dei fatti è stata una sua dolce confidenza, quella che lo legava alla sua prima notte d’amore, lo stesso abbraccio amoroso con il quale lui aveva iniziato me e che rimaneva per lui quello più caro e avvincente, e con il quale dolcemente ancora mi possedeva.
queste sue parole miste di baci sono state il mio addio per lui. non ho più potuto vederlo e a fatica e senza scelta l’ho visto allontanarsi, in profondità, perdendo ogni traccia l’uno dell’altra, io con qualcosa di suo per sempre.
con freddezza e risolutezza ho smesso di alimentare quel sentimento forte che provavo per lui, un sentimento sterile perché senza eco, e nel giro di qualche mese questo interruppe spontaneamente di pulsare. Allora facevo atletica, e la distanza che percorrevo era la stessa che mi allontanava da lui, ed è proprio nel complesso sportivo universitario dell’ulb che vi è stato il distacco definitivo, smettendo di correre nell’attimo stesso in cui era evidente che quel amore ancora informe che trattenevo nelle mie mani fosse ormai privo di vita

[ho dovuto stendermi, per dei crampi dolorosi allo stomaco]

una donna: che non sappia essere uomo?



postato da anna baldi martedì 16 febbraio 2010 alle ore 17:03    | commenti: 3 | scrivi un commento |





lunedì 15 febbraio 2010

15.02.2010

D Ch ha cambiato gestione già da qualche anno. quella presedente faceva dei croissants e pains au chocolat secondo una ricetta francese, una sfoglia di burro leggermente salata priva dell’aroma all’arancio tipico dei cornetti italiani. il laboratorio è praticamente contiguo e le paste venivano sfornate abbastanza regolarmente. ci andavamo soprattutto quando ci veniva a trovare A, che appena alzata riesce a prendere solo del tè verde, mentre inizia a sentire un vero appetito verso le 11 del mattino, ed era lei che impaziente ci trascinava lì. la nostra colazione durava un paio di ore (dipendeva dalla velocità con la quale venivano riforniti i vassoi vuoti, e a volte D Ch era così pieno che a stento si riusciva ad entrare); avevamo una media di almeno tre cornetti a testa, ancora caldi e burrosi. oramai ci conoscevano e lasciavano che tenessimo noi il conto complicato di paste e bevande per pagare tutto in una volta sola. Se capitava che eravamo pigri P tornava a casa con due sacchetti pieni stracolmi che si svuotavamo molto rapidamente. mi succede raramente di incontrare il vecchio gestore da Augusto, il nostro fruttivendolo: ha smesso di fumare e ha perso almeno 15 chili, diventando quasi irriconoscibile, :D. cerco sempre di capire se non abbia di nuovo l’intenzione di aprire una pasticceria nelle vicinanze.
l’ultima volta che sono stata al D Ch era quest’estate, fine luglio, seduta ad un tavolino sotto il porticato esterno, sull'unica sedia d'angolo, esposta ai raggi del sole. ho bevuto un succo d’arancia tristissimo, bagnato di lacrime. i croissants non li ordino più.
(P ora me li porta da parigi, ma non è la stessa cosa)




postato da anna baldi lunedì 15 febbraio 2010 alle ore 14:54    | commenti: 5 | scrivi un commento |





domenica 14 febbraio 2010

14.02.2010

mi sono immersa nell'acqua bollente e ho aspettato che il tempo passasse...

sicuramente questa mattina a milano il cielo era coperto


mi hai stretta forte coprendomi tutta, e ho sentito di essere io a sostenere te



postato da anna baldi domenica 14 febbraio 2010 alle ore 21:22    | commenti: 12 | scrivi un commento |





sabato 13 febbraio 2010

13.02.2010

mi capita di trovarmi inavvertitamente davanti ad una tragica tristezza, un’inesorabile spreco di esistenza, ad una vita rassegnata e subita senza riscatto. quella vista mi investe con violenza, mi si appiccica sopra, e poi subito mi prende dentro. lo stomaco mi si restringe, un senso profondo di nausea mi assale, come se conoscessi bene quella cosa aggressiva che divora la volontà, perché già vissuta magari in altra vita (un’altra vita, quella che rende tutto più credibile e veritiero), quell’inerzia assurda che genera inizialmente cattiveria e rabbia, e poi neanche più quelle, per diventare infine il luogo del non tempo e dell'assenza
la nausea, la mia difesa istintiva per distogliermi e ricercare all’istante un’immagine più generosa, per continuare più risoluta il mio percorso e perchè le mie azioni non mi facciano sprofondare in quel mondo

(chissà se hai cercato quell'attimo che ti ho mostrato, e se lo hai ritorvato)



postato da anna baldi sabato 13 febbraio 2010 alle ore 00:01    | commenti: 6 | scrivi un commento |





venerdì 12 febbraio 2010

12.02.2010

A si era predisposto un letto su una struttura in tubi innocenti e un tavolato grezzo. La stanza aveva un suo fascino, per la commistione di due atmosfere, quella vissuta e privata di uno studiolo e quella esposta e indiscreta di un vicolo stretto e buio. Ho dormito anche nella camera di F, più tradizionale e più luminosa per esposizione, un’atmosfera intrisa di una leggera malinconia, un tempo sospeso e rapito da altrove; non ho mai capito quanto ci fosse di suo, ma me lo immaginavo a suo agio in quella stanza. Il momento più bello era quello della cena. dopo una giornata faticosa ci si riuniva tutti in cucina, oltre a me c’erano sempre anche altri ospiti, e mentre l’acqua bolliva F tirava fuori la chitarra e tra i vari racconti, osservazioni scherzose e un assaggio di pasta intonava canzoni e musiche. S rimaneva immobile sulla sua sedia, affascinata; ed era come accomodarsi attorno a un focolare, o a un falò … quando andavo a letto avevo la sensazione viva di iniziare qualcosa, un sonno intenso e profondo, e non di terminare un giorno.

forse troverò qualche minuto
come sono brutte queste parole messe insieme



postato da anna baldi venerdì 12 febbraio 2010 alle ore 14:29    | commenti: 2 | scrivi un commento |





giovedì 11 febbraio 2010

11.02.2010

[ \____ ]

la mia mediocrità
non sapere guardare abbastanza lontano, non sapere cogliere quell’astrazione che sostanzia la forma e la prescinde, basterebbe anche una delle due possibilità perchè tanto si confondono, non avere la forza di essere fino in fondo e perdermi troppo a lungo in ciò che scarto e che mi toglie la vita
intuire ed esitare

(non posso astrarre la memoria dal luogo, e ho scelto quello di un immagine con una presenza invisibile o anche il vuoto, che ho custodito per anni. ho sempre desiderato potere tornare in quel luogo, pazientemente, e legarlo a me)

io ti parlo e ti sento



postato da anna baldi giovedì 11 febbraio 2010 alle ore 22:17    | commenti: 5 | scrivi un commento |





mercoledì 10 febbraio 2010

10.02.2010

[ ____/ ]

mi sono aggrappata a te instintivamente per non soffocare
ho afferrato il tuo braccio con entrambe le mani senza pressione, senza forza,
la tua presa invece salda e sicura
non hai esitato e non mi avresti mai mollata
non fino a quando non fossi in salvo

hai voluto che prendessi un'altra birra
con un sorriso
e il tuo sguardo non mi si è più scollato di dosso

so fare a meno di te se vuoi misurare la tua forza con il ricatto. so essere asciutta, senza emozioni e spietata, non ho paura dell'abbandono.

non ha smesso un attimo di nevicare
una neve leggera, pronta a proteggermi
eppure sfrecciavo in un giorno di piena estate, in un mattino d'agosto
questo è uno di quei momenti in cui vorrei che il tempo passi il più veloce possibile e tuttavia mai!

indisciplinata e autonoma, per non annegare



postato da anna baldi mercoledì 10 febbraio 2010 alle ore 00:13    | commenti: 5 | scrivi un commento |





martedì 9 febbraio 2010

09.02.2010

per inerzia

[e intanto so che ci stai pensando, :D]



postato da anna baldi martedì 9 febbraio 2010 alle ore 23:22    | commenti: 0 | scrivi un commento |





lunedì 8 febbraio 2010

08.02.2010

il volto ad un ombra, il buio che non è buio

il volto inatteso
fino all’ultimo improbabile
credibilissimo e appassionato
il volto ad un ombra, il volto dell’assenza, un volto bellissimo
mai quanto alla fine, sollevato e di nuovo luce



postato da anna baldi lunedì 8 febbraio 2010 alle ore 17:30    | commenti: 4 | scrivi un commento |





domenica 7 febbraio 2010

07.02.2010

[http://www.youtube.com/watch?v=EGPA3CpGUWU&feature=related]

l'ombra solo se c'è la luce, per quanto debole, per quanto diffusa
le mie ombre, ognuna per ogni sorgente luminosa che mi investe, anche lontana

ombra
esattamente ciò che trattengo e sottagro di te



postato da anna baldi domenica 7 febbraio 2010 alle ore 10:02    | commenti: 6 | scrivi un commento |





sabato 6 febbraio 2010

06.02.2010

cosa ti piace di me?
cosa mi piace di te?
tutto



postato da anna baldi sabato 6 febbraio 2010 alle ore 22:58    | commenti: 3 | scrivi un commento |





venerdì 5 febbraio 2010

05.02.2010

P è partito portandosi con sé la mia macchina fotografica e il mio cellulare; non posso fare a meno di pensare a quello che riesce a combinare il subconscio

e sono quattro le foto che avrei voluto scattare, peccato! cercherò di cogliere quegli attimi in altre circostanze. sono bene impressi nella mia mente, perché mi hanno dominato a sorpresa, io con lo sguardo rivolto verso l’alto, trattenendo il respiro per bloccare il tempo.

tutto ruota attorno ad un attimo, quello della fine, che arrivi il più presto possibile o il più tardi possibile
il tempo, un sovrapporsi e susseguirsi continuo e instancabile di questi attimi.

Non ho potuto fotografare neanche i momenti più banali ma felici di questo soggiorno (M che corre da una finestra all’altra per vedere tutte le manovre dei gatti delle nevi che ogni sera ci hanno raggiunti per la cena, la gita di notte su uno di loro, il gattone dagli occhi verdi che lo guidava quello di alice nel paese delle meraviglie, M alla finestra che mi saluta e spalancando la bocca fa cadere di sotto il ciuccio, gli uccelli che se lo sono portato via, P che scia a ritroso, la gara e la premiazione, M bianco in viso di crema solare spalmata generosamente dalla premurosa S, S P e M sul bob della ferrari, S di prima mattina già truccata impeccabilmente, la neve che non cessa di cadere facendo confondere la terra con il cielo mentre noi sprofondiamo nel tentativo di arrampicarci senza forze verso casa, M addormentato in braccio a S, M che canta magicabula agitando il grissino o lo stuzzicadenti diventati bacchetta magica, P e S che ridono come dei matti mentre M si tira giù i pantaloni facendo il pagliaccio davanti a tutti, tutti a letto impazienti per la storia di stellina proiettata sul soffitto nel buio della stanza :D….).

ogni mattina cornetti appena sfornati dalla bravissima cuoca. e stasera forse crema catalana, la farà apposta per me! sono due anni che aspetto questo momento! durante l’ultimo soggiorno c’erano come ospiti anche un gruppo molto numeroso di norvegesi, adulti e bambini, e il dessert catalano era il momento atteso da tutti. per i mesi successivi ho tentato in vano di farla anche io, un disastro! inizialmente uno due volte alla settimana, poi i tentativi hanno iniziato a diradare. Non facevo altro che comperare uova e panna e immancabilmente finiva che buttavo via tutto, perché incomprensibilmente nel giro di pochi secondi la crema impazziva sotto ai miei occhi (mentre la giravo delicatamente) senza che potessi fare nulla per arrestare quel degrado… sarà che non amo seguire le ricette (ne ho provate diverse scaricate da internet) e che quindi c’era sempre qualcosa che cambiavo o adattavo, per quanto in modo sempre più irrilevante con l’aumentare del numero dei tentativi finiti male; alla fine era come se la ricetta stesse quasi per domare lei me, sensazione sgradevole che mi ha portato a porre fine ai miei esperimenti culinari. ho pensato che magari la cuoca avesse un ingrediente o una procedura segreta, come credo sia per i pavesini e la nutella (soprattutto per i primi sono stati molti i tentativi per cercare di interpretare i quantitativi e le modalità di lavorazione degli ingredienti, un infinità di sfumature che non hanno portato ad esiti convincenti per quanto molto vicini; ma negli ultimi due casi si tratta però di procedimenti industriali, più difficili da simulare). fino ad ora non ho osato chiedere la ricetta alla cuoca, ho tempo fino a domani; se fosse un uomo credo saprei essere più sfrontata. però l’idea di maneggiare nuovamente tutte quelle uova (un quantitativo spropositato come per il crème caramelle) mi avvilisce già da ora e non ripaga più la delicatezza del risultato finale, forse è stato questo da sempre il vero ostacolo.



postato da anna baldi venerdì 5 febbraio 2010 alle ore 23:13    | commenti: 2 | scrivi un commento |





giovedì 4 febbraio 2010

04.02.2010

ciò che non ho la forza di darti te lo prendi con grande disinvoltura altrove, senza rancore e intuitivamente per risparmiarmi.
mi ferisce. è con il gioco che percepisco il vero distacco.

la mente stanca come il corpo



postato da anna baldi giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 22:00    | commenti: 1 | scrivi un commento |





mercoledì 3 febbraio 2010

03.02.2010

[?]

uno spazio vuoto tra il corpo e la mente. esiste.
un vuoto da mozza fiato, che risveglia l’ansia e diventa una grande sfida.
un vuoto che svanisce quando una precisa immagine della mente si dissolve nel corpo, quando ogni pigmento della superficie e ogni piega della linea trovano un corrispondente in ogni muscolo e in ogni sua fibra.

e quando quell’immagine si compie in esso, il corpo si abbandona con armonia leggerezza e disinvoltura, ed è trasportato da un sentimento forte di libertà.


subito dopo le notti di luna piena capita che questa misteriosamente sparisca dal cielo, non ho mai capito come ciò sia possibile.

questa notte nel buio e nel gelo totale, sotto un cielo trapunto di stelle brillanti, un giro sul brino best, un gattone delle nevi dagli occhi verdi; le piste deserte, investiti da nuvole di neve illuminate dai fari: una grande emozione, quella della meraviglia!
[e mi chiederai come avrò fatto!? :D]



postato da anna baldi mercoledì 3 febbraio 2010 alle ore 23:14    | commenti: 5 | scrivi un commento |





martedì 2 febbraio 2010

02.02.2010

quest’anno ci hanno sistemati nella parte ristrutturata, le pareti delle camere rivestite in legno, bagni nuovi, tutto in uno stile accogliente nel segno del confort.
la sera ho trovato le borse, che avevo stipato tra l’armadio e la parete, bagnate. anche la parete e il pavimento erano lungo lo spigolo comune bagnati, condensa. ho avvistato i gestori, un coppia giovane molto gentile, e mi hanno detto che il problema si è presentato l’anno scorso, non appena erano stati terminati i lavori. inizialmente l’architetto aveva previsto un isolamento termico a cappotto, poi si è optato per uno strato di isolante termico interno (l’ultima volta che ero stata qui due anni fa, mentre facevo una pausa al sole, mi era capitato casualmente di ascoltare una conversazione che i gestori stavano avendo con due architetti, una coppia molto distinta, con scarponi da sci ai piedi; si parlava di pannelli solari, delle difficoltà di integrazione e di manutenzione).
quando a fine lavori sono stati evidenti i primi segni di umidità è stato detto loro che con il tempo la parete si sarebbe asciugata (? la parete era già esistente!) e intanto sulla facciata in corrispondenza del davanzale sono già evidenti i segni delle infiltrazioni, perché non appena scende il sole anche le finestre iniziano a gocciolare. non sembra sia stata fatta una verifica sulla resistenza all’umidità della stratigrafia, il materiale isolante è stato posizionato direttamente sulla parete fredda [senza guaina] e sul lato esterno è stato steso uno strato di impermeabilizzante per tetti [!]. quando sono salita in camera ho poggiato la mano sulla parete del bagno e anche questa era completamente bagnata.
mi sono detta che ci saranno state sicuramente una progettazione consegnata in comune, una direzione lavori con asseverazione, le certificazioni dei posatori, ma non posso credere che le imprese che dovrebbero avere esperienza acquisita abbiano eseguito le opere senza fare notare le lacune. credo che sarà anche molto difficile riuscire a definire le diverse responsabilità in via amichevole, ma una cosa è certa, e cioè che bisognerà smantellare il lavoro fatto al più presto, per rifarlo daccapo a regola d’arte.
quando siamo arrivati la signora B si è preocupata di raccomandarci più volte di non andare nelle camere con gli scarponi (cosa talmente evidente che non l'avremmo mai fatta, neanche se non fossimo stati avvisati), perché “il parquet nuovo è molto delicato”, delle grandi doghe in massello di legno con finitura anticata.



postato da anna baldi martedì 2 febbraio 2010 alle ore 17:46    | commenti: 1 | scrivi un commento |





lunedì 1 febbraio 2010

01.02.2010

ero molto avvilita. pensavo di avere perso un giorno e invece mi sono addormentata circondata dalle montagne illuminate dalla luna piena, che si staccavano possenti sul cielo scuro, e ad ogni mio risveglio erano ancora accese, fino a tingersi di un meraviglioso rosso pallido, quello del sole del mattino

arriveranno anche questa sera i ruggenti otto gatti delle nevi a cenare insieme a noi, e c’è già grande subbuglio.



postato da anna baldi lunedì 1 febbraio 2010 alle ore 19:06    | commenti: 0 | scrivi un commento |



« Mese di gennaio

CHI SONO
anna baldi

vai alla mia
scheda progettista

ULTIMI COMMENTI IN QUESTO BLOG
GIACOMO - 01/03/2010 22:05:00
. ...


venerdì - 12/02/2010 16:53:00
:D...:*...


monica - 08/02/2010 20:41:00
http://www.youtube.com/watch?v=Py5AKfC5kV4 variazioni sul tema ombra e luce...



<< febbraio 2012
dom
lun
mar
mer
gio
ven
sab
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29      

ARCHIVIO
» febbraio 2012
» gennaio 2012
» dicembre 2011
» novembre 2011
» ottobre 2011
» settembre 2011
» agosto 2011
» luglio 2011
» giugno 2011
» maggio 2011
» aprile 2011
» marzo 2011
» febbraio 2011
» gennaio 2011
» dicembre 2010
» novembre 2010
» ottobre 2010
» settembre 2010
» luglio 2010
» giugno 2010
» maggio 2010
» aprile 2010
» marzo 2010
» febbraio 2010
» gennaio 2010
» dicembre 2009
» novembre 2009
» ottobre 2009
» settembre 2009
» agosto 2009
» luglio 2009
» giugno 2009
» maggio 2009
Blog by Archiportale.com
sdfsd