30.09.2010
dal blog anna baldi architect, di anna baldi
avrebbe potuto essere stata lei a dirlo
era una frase che usava pronunciare nei momenti più impensabili, di punto in bianco, come a riprendere un filo sospeso, ma non perché volesse veramente lasciarla, bensì per potere convincersi di avere una scelta, per sentirsi capace di rinunciare a qualcosa che in realtà non possedeva.
ancora adesso ogni tanto le torna questa frase in mente e la ripete sottovoce o in silenzio, più per sentire, come allora, l’effetto di quelle parole dentro di sé che per l’effettiva intenzione di lasciarla (perché ora potrebbe farlo). e si rende conto con uno struggente senso di squallida tristezza che se così fosse non è la sua casa che lascerebbe, ma tutto ciò che la anima e ruota attorno ad essa, un qualcosa di meraviglioso che le sta accanto e l’accompagna in ogni istante con una piacevole invadenza, che la sostanzia per sottrazione, che la assorbe e si alimenta di lei in maniera insaziabile e prepotente, un qualcosa che si può dire allo stesso tempo simile e diverso, nel quale ama immergersi a capo fitto per confondere e sovvertire i limiti tra contenitore e contenuto, anche se a volte lo fa con resistenza, debole ma anche risoluta, dovuta al suo egoismo dietro al quale si celano la sua insicurezza e i suoi dubbi.
vorrebbe dire rinunciare a quel qualcosa di magicamente completo e fragile che spesso teme di compromettere, anche solo con questo pensiero, ora irriverente e fuori luogo.
postato da
anna baldi
giovedì 30 settembre 2010 alle ore 23:48
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