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giovedì 2 settembre 2010

02.09.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

il malinteso come la coincidenza non sono mai una casualità. troppe cose si ricollegano tra di loro per chiudere un insieme il cui senso è perfetto.

non posso dimenticare perché altrimenti rischierei di fare le scelte più semplici senza pensare a lei che cresce desiderosa e impaziente di assaporare e vivere un mondo che le promette ciò che c’è di più magnifico, la scoperta e il suo possesso.

se mi chiedi però di cercare un anello nel mare, questa volta non ti do ascolto, perché con le cose non è come con le idee.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 22:58    | commenti: 6 | Bookmark and Share



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postato da ferrante salnatore venerdì 3 settembre 2010 alle ore 19:54

due giudici corrotti , hanno preso ma lazzsetta di soldi da chi aveva torto per fregare chi aveva ragione .
voi consiglio clicatecisi , < ferrante salvatore voghera > oppure < ferrante salvatore voghera canicatti > oppure , < nebrodi e dintorni una storia a dir poco > oppure , www.giustiziaitaliana.com

postato da massimo battaglio domenica 5 settembre 2010 alle ore 07:26

D'accordo che il blog è libero
D'accordo che non esistono regole
Direi che 31 interventi consecutivi vanno oltre ogni regola

postato da ab domenica 5 settembre 2010 alle ore 16:01

si, infatti ho temuto di mettere fuori uso il server, o di venire espulsa. :D
postato da ferrante salvatore voghera canicatti sabato 18 settembre 2010 alle ore 12:21

la tua famiglia è mai stata fregata dalla ingiustizia italiana ? che ne dici se facessero una legge che periodicamente sorteggiasse un gruppo di italiani con la facolta di mandare a casa i giudici corrotti , e fannulloni ? oppure fare il processo davanti un publico , come fanno a forum ? delinquente giudice minudri maria di voghera e bianchi daniele di tortona sono corrotti . vi consiglio di cercarmi in google cosi , < ferrante salvatore voghera > oppure < ferrante salvatore voghera canicatti > oppure , www.ingiustiziaitaliana.com
postato da ferrante salvatore voghera mercoledì 27 ottobre 2010 alle ore 09:16

delinquente giudice avvocato minudri maria di voghera e bianchi di tortona. hanno preso soldi dalla parte che aveva torto , per fregare chi aveva ragione. sono due veri corrotti ! la tua famiglia è gia stata fregata da un giudice corrotto ? cercatemi in google cosi , < ferrante salvatore voghera > scaricate e spedite agli amici , www.giustiziaitaliana.com
postato da ferrante salvatore milano voghera giovedì 6 gennaio 2011 alle ore 11:03

rubare l’eredita ai fratelli ?.
Vai dalla delinquente Giudice-Avvocato Minudri di Voghera.
Questa schifosa persona esercita tanto da Avvocato quanto da Giudice, la Legge italiana permette che le due mansioni siano svolte contemporaneamente dalla stessa persona...come dire che un ladro può fare contemporaneamente il poliziotto.
Comunque se vuoi rubare l’eredità dei tuoi fratelli fai come ha fatto mia sorella, Alfonsa ferrante :
1) Intestati la casa di tua madre all’insaputa dei tuoi fratelli.
2) Trovati un avvocato disonesto che parli con la giudice minudri maria in privato e si accordi con lei.
3) Cambia tutte le serrature ed impedisci ai fratelli di andare a trovare vostra madre. In questo modo si riesce ad ottenere , fregare rubare l’eredità .
Cosa importa se la mamma è invalida e le viene sottratto il conforto dei figli...ci penserà la corrotta giudice avvocato Maria Minudri a fare un bel casino, impedendo che i figli vadano a trovare la loro madre
In Italia si sa che l’eredità dei genitori va spartita fra tutti i figli ma ricordo agli italiani che tanti nostri giudici non rispettano le leggi e spesso le applicano in maniera sbagliata, cosicché un fratello o una sorella può fregare tutti gli altri eredi e sequestrare la madre .
Infatti mia sorella, ferrante Alfonsa , ha fatto proprio così, grazie ad un avvocato compiacente, ed alla corrotta giudice minudri maria di Voghera, è cosi riuscita a rubare l’eredità ai fratelli.
La cosa peggiore fu che nostra madre era invalida ed io, Salvatore Ferrante, mi prendevo cura di lei; grazie alle manovre di mia sorella sono stato estromesso dalla vita di mia mamma e non ho più potuto andare a trovarla, difatti la giudice, compiaciuta del fatto che di nascosto mia sorella era riuscita ad intestarsi la casa materna, ha confermato che non avrei più avuto nessun diritto di andare a casa di mia madre!!!
Io mi domando com’è possibile che alla corrotta giudice Minudri permettano di fare sia da giudice che da avvocato. Ci vuole realmente la separazione delle carriere dei Magistrati: l’Avvocato non deve fare da giudice, come il ladro non può fare il poliziotto, specialmente quando si tratta di delinquenti, disonesti e corrotti come la Minudri o come il giudice bianchi di Tortona, altro losco personaggio che ho dovuto fronteggiare intascandosi la tangente, < il pizzo >, per avermi truccato un altro processo . I soldi al giudice li ha dati mio fratello Giuseppe oppure l’avvocato riolfo Graziella ? io sono stato rovinato e derubato da due corrotti schifosi giudici .. . i due giudici non sono stati puniti … i giudici di milano vogliono processare silvio berlusconi ma non vogliono processare e punire i colleghi corrotti … la legge è uguale per tutti , anche per i numerosi giudici corrotti ? volete sapere di piu ? cliccate in google cosi , < ferrante salvatore voghera > - - < salvatore ferrante tortona Voghera > - - < ferrante salvatore milano Voghera > - - < ferrante salvatore canicatti Voghera > scaricate e spedite agli amici . www.cattivagiustizia.com
www.ingiustiziaitaliana.com
cell . 3482942448 - tel . 038361732



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giovedì 2 settembre 2010

01.09.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

Il momento tanto atteso di tornare alla normalità, alla confusione, agli impegni, e un po’ alla volta la consapevolezza di essere fuori luogo e di essermi dimenticata in fretta e troppo facilmente di quella leggera patina che impreziosisce gli esseri, di essere tornata a casa troppo selvaggia e noncurante, di sentire ancora dentro di me quel mare impaziente e le sue onde ruggire avidamente.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:55    | commenti: 4 | Bookmark and Share



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postato da monica giovedì 2 settembre 2010 alle ore 17:03

Anna,
io e la mia gallina, uovo compreso ,abbiamo deciso sia sicuramente meglio dedicarci ad altra cosa che la scrittura
:D.
***

postato da lucio tuzza giovedì 2 settembre 2010 alle ore 19:50

La maestra mi diceva sempre: "scrivi come una gallina !"
Cosa avrà voluto dire ?

postato da monica giovedì 2 settembre 2010 alle ore 20:43

Lucio no
diceva "scrivi come una gallina,ma non è una catastrofe perchè da grande farai dei bellissimi plastici"
ti ricordi adesso?

postato da ferrante salvatore voghera mercoledì 18 gennaio 2012 alle ore 23:07

SCHIFO ITALIANO

GIUDICE AVVOCATO LA STESSA PERSONA

La giudice corrotta Minudri Maria di ( VOGHERA ) il pomeriggio cambia lavoro e fa l’avvocato in piazza duomo , N. 38 . Questa delinquente giudice a preso soldi ed ha truccato il processo per aiutare mia sorella che ha sequestrato nostra madre invalida per fare sparire l’eredità . Queste due …. schifose hanno approfittato di una mamma malata e indifesa . non ho più potuto assistere la mamma in quanto mia sorella ha cambiato la serratura e chiave . A seguito della mia denuncia i giudici di Milano ( capoluogo ) dovevano processare la giudice corrotta e invece è l’anno protetta .
Cosa stanno tramando alle mie spalle i giudici corrotti ?
Tutti gli stranieri non hanno fiducia nello schifo italiano e si vede il risultato .

Lo spread del debito publico e pari allo schifo italiano
I miei volantini li trovate a Milano – Voghera – tortona – arcore – brallo - pavia alessandria – parma – cogoleto – arenzano – caldirola – sannazzaro – eccetera .

www.ingiustiziaitaliana.com cercate in google ( ferrante salvatore Voghera )
telefono - 3482942448


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giovedì 2 settembre 2010

31.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

se non è errato pensare al calore come uno degli alimenti della vita, allora l’eccesso di calore così come il suo difetto portano alla fragilità, alla corruzione del benessere, alla malattia, fino nei casi estremi al soffocamento e all’estinzione di essa.
sicuramente non avrei sbagliato, e ho poggiato per tutta la notte la mia mano sul tuo dolore, affinché il calore del mio corpo nutrisse il tuo, una temperatura ideale per la similitudine del nostro essere, quella attraverso la quale ogni diversità si stempera e ritorna all’equilibrio.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:54    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

30.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

Luisa e Giovanni abitano in un palazzo del medioevo ampliato nel rinascimento nel pieno centro di una piccola ma florida città di provincia veneta, subito addossati alla piazza centrale sulla quale si affaccia il palazzo signorile; durante l’ultima radicale ristrutturazione nei muri portanti sono emersi da sotto un fitto strato di malta archi acuti lasciati poi a vista. anche Maria abita in un palazzo storico, edificato da una ricca contessa all’inizio dell’ottocento, poco distante dall’Hofburg, e in qualche maniera, per il suo spirito romantico, prova una grande emozione nel pensare che quella nobile donna si sia data la pena di costruirle con due secoli di anticipo la sua attuale abitazione. anche Cristina abita in un edificio storico, ma meno prestigioso; si tratta di un’architettura rurale ai margini della città rinascimentale, originariamente un granaio o un fienile, un edificio ampliato successivamente nell’ottocento, pur mantenendo un carattere popolare. anche lei è sensibile come Luisa e Maria al fascino delle stratificazioni e alla continuità nel tempo, a quella necessità che ne determina la durata.
Beatrice invece abita in un palazzo del secondo dopo guerra, un’architettura più razionale e meno suggestiva; il suo sogno sarebbe però quello di abitare in un palazzo degli anni ’70 davanti al quale le capita di passare al ritorno dal lavoro, con grandi vetrate su balconi le cui ringhiere sono decorate al centro con una grande foglia in ferro battuto di castagno che ai non esperti e più maliziosi può facilmente far pensare ad una foglia di cannabis.
Alessio vive invece in un modernissimo attico vetrato che si affaccia sul Central Parc la cui vista domina tutta la città, un ottimo contesto per valorizzare un arredo di mobili e soprammobili antichi alternati ad oggetti di design, molti del Bauhaus, le pareti e pavimenti in pietra rigorosamente bianchi. oramai sono molti anni che vive a NY, dove si occupa di finanza, dopo avere conseguito un dottorato con i massimi voti in economia presso la H.University. grazie ad un operato corretto ed affidabile, la sua popolarità non è stata minata dal crollo della borsa di qualche anno fa, rimanendo illeso dalla crisi economica che ha invece travolto impetuosamente e senza riserva amici e colleghi.
Cristina è l’unica a non avergli ancora fatto visita nella sua abitazione da sogno. la prima occasione mancata è stata molti anni fa, a settembre. in quegli anni Cristina era ogni estate molto impegnata, lavorava per mettere da parte qualche soldo per l’inverno; i suoi genitori erano contrari al fatto che fosse andata via di casa per fare degli studi che non condividevano e cercavano di farla tornare riducendo al minimo il loro sostegno economico. a Settembre il lavoro stagionale terminava, faceva il supervisore in una grande piscina privata all’aperto in una località sulla costa tirrenica, dopo di ché, prima di riprendere il semestre invernale di studi, si riposava facendo un viaggio da sola o andando a trovare degli amici. Alessio le aveva raccontato di un console suo conoscente che dopo avere visto una sua foto aveva chiesto insistentemente di lei, e che ora non vedeva l’ora di conoscerla; lei l’aveva trovata una cosa curiosa e piuttosto insolita, ma non ci aveva dato più di tanto peso. perché quell’estate si era innamorata, di un ragazzo più giovane. non se l’era sentita di lasciare la città nella quale sapeva che c’era anche lui, poco le importava se si sarebbero effettivamente visti (sperava che prima o poi sarebbe dovuto succedere), perché si rendeva conto che lei (inspiegabilmente) non era in cima ai suoi pensieri e che assolutamente non rientrava nelle sue priorità. l’ultima volta che si sono incontrati è stata alla fine di settembre, in un negozio di giocattoli del Corso, dove lei ha trovato finalmente un caleidoscopio, un dono per il suo primogenito. poi è tornata agli studi senza mai più farsi viva. Alessio per qualche anno ha rinnovato il suo invito, fino a quando una volta si è dimenticato di farlo, definitivamente. Cristina pensava che era stato molto facile rinunciare ad una città, non altrettanto facile era stato rinunciare a lui, ma in qualche modo quelle rinunce si equivalevano.

le prime nuvole, che rendono questa partenza molto più facile.

non credo che continuerò a scrivere di loro.




postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:43    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

29.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

la casa di Beatrice è invece arredata con un gusto meno pretenzioso. i pochi oggetti d’arredo antico, una credenza , un tavolino, una poltrona, quattro sedie, e alcuni soprammobili sono tutti doni di Luisa, che piacciono molto a Beatrice per il solo ed esclusivo valore affettivo. ogni tanto Maria le regala qualche vaso di porcellana o di vetro, delle vere occasioni alle quali non è riuscita a resistere, e questi finiscono inevitabilmente in qualche angolo nascosto e buio come per evitare che possano in qualche modo disturbare l’atmosfera evocata da quelli provenienti dalla casa materna e paterna, nonostante questi siano però in modo assoluto esteticamente consoni ai primi. per il resto l’arredo segue uno stile contemporaneo, un design a volte poco costoso e di larga diffusione, personalizzato con un gusto leggermente esotico per la presenza di oggetti etnici collezionati duranti i suo viaggi vicini e lontani.
a casa di Cristina invece, che da sempre ha avuto un senso di oppressione dall’infinità di oggetti e dal carattere troppo personale e rigido della sua abitazione d’origine, ha un rigetto per tutto ciò che è decorativo e superfluo. difficilmente riuscirebbe ad abitare in una casa di nuova costruzione, per di più lontana dal centro, come sicuramente non farebbero neanche Luisa e Maria, per il resto però a casa sua non ci sono quadri alle pareti, non foto di famiglia o qualsiasi altra immagine. i molto doni ricevuti in occasione del suo matrimonio sono rinchiusi in armadi, e gli unici pochi oggetti esposti sono giustificati o da un loro uso, come per esempio un vassoio d’argento sul quale ripone la frutta fresca, oppure da un senso di minimo decoro. l’esposizione di questi ultimi è però costantemente minata dal suo desiderio di farli sparire, definitivamente. Luisa, un pozzo inesauribile, ha pensato ad un certo punto, quasi per compassione, di portarle un po’ alla volta in occasione delle sue rare visite dei tappeti attinti dalla sua numerosa collezione; quando Cristina improvvisamente si è accorta che il pavimento era sparito sotto una distesa continua di colori e forme geometriche e floreali non ha esitato con un senso di liberazione ad arrotolarli uno ad uno, e di riportarli tutti indietro. i pochi mobili da lei scelti sono in uno stile essenziale, raffinati per il loro misurato e delicato equilibrio. un'essenzialità che viene riscaldata da un tocco di colore, perché a Cristina piacciono i colori, insieme leggeri e vivaci, a volte insoliti. la cosa che più le piace di casa sua sono le due lampade simmetriche del salone che partono dal soffitto e arrivano fino a terra, una successione di palle in vetro di murano soffiato leggermente colorate di gusto anni settanta-nordico, secondo lei le più belle lampade in assoluto, unico motivo che l’ha spinta a sceglierle; quando sono accese proiettano un’alternanza di ombre leggere che animano le pareti completamente spoglie in grassello di calce accendendo a loro volta la delicata ed altrimenti impercettibile tonalità di un rosa antico.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:42    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

28.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

entrambi ricalcano in maniera estrema e a volte esasperata il gusto innato e molto personale di Luisa, che a sua volta, sull’impronta della villa nella quale è nata e cresciuta, si è circondata di un’infinità di mobili ed oggetti carichi di significati e di ricordi, atti a colmare il distacco dalla sua famiglia avvenuto con il suo matrimonio e magari anche per una carenza affettiva da parte di genitori di vecchio stampo della ricca borghesia dell’inizio del secolo scorso, i cui numerosi figli venivano mandati tutti in collegio e seguiti durante i loro soggiorni a casa da personale addetto esclusivamente alle loro cure. con il suo buon gusto ha però molto presto affinato e di gran lunga superato lo stile della sua casa d’origine.
Luisa è una di quelle donne la cui bellezza è esaltata dalla loro classe e personalità. con il suo modo di fare è capace di vestire qualsiasi capo, firmato e non, e persino gli stracci addosso a lei sembrano usciti da una sartoria prestigiosa. e così è pure per l’arredamento della sua casa. negli anni si sono aggiunti mobili acquisiti presso antiquari e mercatini, pezzi costosi e non, che ha saputo valorizzare combinandoli insieme con grande abilità ed inventiva, creando un ritmo equilibrato e differenziato attraverso ogni singola stanza facendo della sua casa (con il suo essere) un tutt’uno. la sua particolarità è che non ha oggetti singoli ma fa in modo di averne diversi dello stesso genere formando piccole e grandi collezioni. ci sono le collezioni di soprammobili in argento, quella di oggetti provenienti da bomboniere, bicchierini per il liquore, portaceneri, cornici portafotografia di tutte le misure, saliere, oppure le collezioni di porcellana di diverse provenienze, quella di figure di animali, quella delle tazze da cioccolata con paesaggi romantici, di zuppiere con temi floreali, o anche la collezione della frutta in vetro con oro zecchino, quella di bottiglie in vetro soffiato, di bicchieri veneziani in vetro d’epoca, di tartarughe e coccodrilli in avorio e pietre dure, la collezione di piatti d’epoca con scene mitologiche o con uccelli o con fiori e ghirlande in parte provenienti dalla sua casa d’infanzia, , regali della madre o provenienti da lasciti, oppure quella dei piatti di natale danesi iniziata molti anni fa, la collezione di icone preziose, quella di cinture e bracciali in argento provenienti dalla mongolia, quella di scatolette dipinte a mano con lupi o uccelli dalle piume d'oro, o di portasigarette e tabacchiere in argento incastonate di pietre preziose e non, ed ancora, in cucina la collezione di pentole in rame, e persino nei bagni quelle di profumi e di saponette, e tante altre. il pavimento è una sovrapposizione continua di tappeti antichi di ogni provenienza e dimensione, così come anche le pareti, fitte di quadri grandi e piccoli di ogni epoca e di ogni soggetto, ad eccezione dell’astratto.
la casa è da sempre stato il suo sfogo, un passatempo che l’ha completamente coinvolta, soprattutto nei momenti di grande preoccupazione e difficoltà emotiva. se qualcosa le oscura l’animo allora la capovolge spostando mobili, quadri, piante, e ricomponendo il tutto con soluzioni inedite. se è in visita da uno dei suoi figli è facile che tornando dal lavoro questi trovino mobili, soprammobili e quadri spostati secondo soluzioni per lei migliorative che l’hanno tenuta impegnata per tutta la giornata esaurendo le sue energie e bruciando la noia dell’attesa. E così anche per casa sua: ogni volta che le si fa visita c’è sempre qualche novità nella sistemazione dell’arredo dovute a volte a nuovi occasionali acquisti. l’ultimo di questi, di cui è particolarmente fiera, è stato un tavolo in noce lungo oltre tre metri della fine dell’ottocento proveniente con molta probabilità da una sala di consultazione di una biblioteca, che ha collocato senza esitazione nella sala da pranzo. ciò non ha comportato solo lo spostamento del vecchio tavolo, ma anche tutto un giro di sedie, tappeti, lampadari, appliques (inclusa la realizzazione di appositi punti luce altrimenti inesistenti), centritavola e candelabri, in modo da valorizzare al meglio la nuova situazione. non sembra abbia collegato che anche il tavolo da pranzo della sua casa d’infanzia era una tavolata lunghissima, ancora più lunga di quella da lei acquistata, in noce massiccio trattato alla cera, meno raffinato del suo, rifinito invece con vernice lucida e con i lati più cortii arrotondati a semicerchio.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:31    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

27.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

la nostalgia accomuna Alessio e Maria. entrambi hanno raccolto lentamente un’infinità di oggetti per fare rivivere la loro infanzia popolata di luoghi e di persone care, arredando le loro abitazioni secondo un disegno preciso e consapevole, Maria con un gusto più femminile, grazie ad una cura del dettaglio quasi ossessiva, Alessio in modo più sobrio ed essenziale. quest’ultimo è molto attento nella scelta dei pezzi che acquista, pochi ma solo quelli di prestigio che corrispondono perfettamente a ciò di cui lui è alla ricerca. Maria invece ha un approccio meno rigido, si lascia facilmente conquistare da oggetti che rappresentano una variazione al tema, che in qualche modo circoscrivono e si avvicinano a quel mondo che vuole fare riemergere tra le sue mura, e i pezzi da lei acquisiti non sono necessariamente quotati e la loro preziosità sta nell’averli scelti e riportati in vita, uno accanto all’altro. a casa sua le pareti sono tappezzate alla maniera delle gallerie illuministe in un fitto accostamento e sovrapposizione in altezza di vedute, raffigurazioni mitologiche e ritratti; le porcellane d’epoca a temi floreali e mitologici, zuppiere, centritavola, brocche, piatti, tazze e tazzine sono talmente numerose da essere distribuite non solo sui mobili ma anche a pavimento, oramai quasi in ogni angolo, tanto che perfino la cucina si è trasformata in un salone con un numero considerevole di zuppiere, tazze e piatti d’epoca occupando ogni superficie a diposizione. la sua camera da letto è diventata un po’ alla volta la ricostruzione di quella della nonna materna con mobili in legno in stile liberty da un disegno geometrico regolare, cassettiera e comodini con ripiano in marmo rosso di verona, letto con testata, armadio con uno specchio ampio sull’anta.
Alessio oltre che per la porcellana, ha una predilezione per il vetro di murano, quasi esclusivamente seguso e venini, sicuramente un ricordo delle ore in cui il padre lo teneva in braccio ogni notte quando piccolissimo non voleva più dormire e gli mostrava, con la pazienza carica di compiacenza che ha un padre per il primogenito maschio, una ad una tutte le bottigliette della collezione di liquori di Luisa conservati dentro una angoliera in noce rinascimentale il cui interno si illuminava non appena le ante venivano aperte, mettendole in contro luce e muovendole lentamente perché si illuminassero di colori brillanti e meravigliosi.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:16    | commenti: 3 | Bookmark and Share



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postato da francesco amadori giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:21

Bentornata, aspettavo proprio te
postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 02:04

si, tornata, con un po' di irruenza. sorvolate. ciao :D
postato da francesco amadori giovedì 2 settembre 2010 alle ore 08:18

perchè sorvolare ?
Non saresti tu, ben tornata così come sei.


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giovedì 2 settembre 2010

26.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

ho detto sottovoce, quasi tu potessi non avere sentito, forse senza neanche formulare una frase compiuta, di me, con te
un qualcosa che non avevo mai detto, che non sapevi e non ti aspettavi. ho visto il tuo viso assaporare un piacere profondo, e mi hai stretto forte, intensamente; un qualcosa che ho rinchiuso di nuovo dentro di me, perché superfluo ripetere



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:13    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

25.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

ho immaginato di sentire già il profumo di quando si torna in città, a settembre.

Beatrice è la più piccola dei quattro. si potrebbe dire quasi una figlia unica, se non fosse stato che nei suoi primi anni d’infanzia vivessero in casa anche i fratelli maggiori. poi, molto presto, con la scusa degli studi universitari, questi sono andati a vivere da soli trasferendosi altrove, ognuno per conto proprio. Alessio a dire il vero era stato allontanato prima della matura età, internato da bambino in un collegio torinese dove gli sarebbe stata impartita un’ottima educazione e la disciplina, così che da sempre erano poche per lui le occasioni di stare in famiglia.
Luisa diceva apertamente con una leggerezza e con un’indelicata ingenuità della quale sola lei è capace, che non era stata una gravidanza programmata, che era capitata per caso, per errore, una inaspettata doppia ovulazione. così che Beatrice è cresciuta con la convinzione di essere una bimba indesiderata sotto un velo leggero di negatività, sempre in agguato quando meno se l’aspetta, pronto a calare sulla sua felicità e sulle sue aspettative.
da bimba le è sempre piaciuto fare lunghi soliloqui ad alta voce, in autobus, per strada, al parco, a casa. a quattro anni il suo gioco preferito era di salire sulla sua piccola bicicletta, una volante potente e veloce, all’inseguimento immaginario di banditi pericolosi e senza scrupoli.
all’elementari si è iscritta di sua iniziativa al WWF e conosceva già molto bene la carta dei diritti dei bambini.
a seguito di una carriera veloce e brillante è ora un alto funzionario della polizia e collabora con europol in indagini delicate sul traffico dei minori, tratta di persone e sfruttamento della prostituzione.

la prima parola consapevole di Beatrice non è stata mamma bensì Ima, il suo primo disegno Cristina. ancora adesso è lei che cerca nei momenti difficili.

Cristina le ha detto che per un po’ sarebbe stato meglio se non si sarebbero più parlate, non ha potuto accettare i suoi rimproveri anche se si è resa conto che è stata nuovamente colpa di quell’ombra scura e cupa sempre in agguato su di lei, che l’ha nuovamente ferita scatenando uno sfogo di rabbia velenosa mista a dolore. solo che questa volta Cristina non può darle conforto, sfacciatamente fortunata proprio in ciò di cui Beatrice si sente ingiustamente privata.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:12    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

24.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

e desiderabile

questa notte sono stata svegliata dalla luce della luna piena, come fosse stato un richiamo. in lontananza un giocoliere con il fuoco in una danza primordiale, le onde assopite

dimmelo, voglio sentirtelo dire



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:10    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

23.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

[oltre alla coincidenza dell’inizio con la fine] il cerchio come non lo avevo ancora pensato: la compresenza dei contrari, del concavo e del convesso, così come dei movimenti opposti simultanei (punti che si muovono da destra a sinistra e altrettanti da sinistra a destra contemporaneamente, oppure dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso).

come stai?
bene, ho solo bisogno di riposo
il desiderio che ritorni la quiete, che l’acqua si distenda e che l’aria si faccia di nuovo leggera.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:09    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

22.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

la quadratura del cerchio - delirio totale ;D

regalandomi dei vecchi strumenti di misurazione tra cui anche quelli da lui usati da giovane, come per esempio un righello abbinato ad un cerchio sul quale sono riportati i 360° che conservo ed uso tuttora, mio padre mi ha raccontato di suo zio Graziano. una persona umile senza una vera istruzione, però molto ambiziosa, ossessionato dal problema della quadratura del cerchio, tanto da finire i suo giorni isolato da tutti, immerso fino all’ultimo tra i fogli infiniti di disegni carichi di segni e calcoli di verifiche incomplete e fuorvianti. ho sempre pensato curioso l’ostinato accanimento del lontano parente in questa impresa impossibile. a dire il vero ho addirittura dubitato della sua esistenza, credendolo piuttosto uno dei personaggi dei racconti fantasiosi di mio padre.

se così fosse sarebbe troppo facile
se così fosse sarebbe stato fin troppo semplice

impossibile senza di te, che credi in me, senza mai dubitare


eppure

postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:06    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

21.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

i tuoi capelli arruffati dal vento, gonfi di salsedine, il tuo viso, i tuoi occhi.

non mi ero accorta di quanto tu abbia veramente bisogno di me. quante bugie e cose taciute, tenute nascoste. la tua fragilità e la tua insicurezza. ho disegnato un cerchio grande come una mano ed insieme abbiamo ideato una leva che abbassata visualizza la p e alzata la b, per unire due lettere che ci legano.

mi hai chiesto se posso aiutarti con la quadratura del cerchio. in realtà è stato come chiedermi di farla per te visto che non sapresti da dove iniziare. la cosa divertente è che tu creda veramente che io sia capace di ciò che mi chiedi. le tue richieste impossibili. il tuo solleticare la mia immaginazione, che ama le sfide, e che follemente ti dà anche ascolto.

per strada anche S mi ha presa per mano, lo fa ancora quando usciamo insieme, nonostante al suo passaggio risvegli il desiderio di molti [perché fintanto che c’è piacere e dolore, c’è anche il desiderio].



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:05    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

implacabile

vorrei sapere cosa rimarrà loro delle serate sdraiati sulla sabbia a guardare le stelle, affascinati e preoccupati di più dal volo basso di pipistrelli, o dalle onde giganti e ruggenti, dal muro spumeggiante che avidamente divora la spiaggia, della raccolta di legni e legnetti, dei falò e la carne abbrustolita, delle tartarughe affamate nutrite con bucce di pomodori e pesche, dei tuffi dall’isolotto in mezzo al mare, dei pescecani al seguito, di una chitarra trovata abbandonata sulla sabbia bagnata, curata e adottata … comunque non abbastanza, non nell’essenziale.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:04    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

19.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

che questo mio silenzio ti faccia riflettere, più di molte parole. il paradosso dell’assenza al centro dell’azione, forse potresti riuscire a capire.

vorrei scrutare dentro di loro, in ciò che porteranno con sé di me e del tempo nel quale camminando hanno allungato la loro mano per essere guidati e sorretti dalla mia.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:03    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

18.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

dopo giorni di agitazione violenta le onde si sono placate.
non dentro di me.
la stanchezza dissolve ogni iniziativa, brucia ogni volontà, nel caldo penso alle azioni che non riesco a compiere. un vuoto anche in queste parole, che affogano nella noia.
mi sono comunque tolta un’altro grande peso di dosso, senza dovere rendere conto a nessuno, una grande conquista, un economia indispensabile di energie.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 01:02    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

17.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

M dice che sono talmente bella che bisogna farmi una foto. ha capito che, data la sua abilità distruttiva, solo così riceve il permesso di usare la macchina fotografica. poco importa se le inquadrature siano parziali e storte, anzi.

forse che la [mia] maturità sia quella di riuscire finalmente a stabilire dei limiti, ad eliminare, a non cedere ai ricatti [affettivi], a sorvolare.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:57    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

16.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

una macchina cabriolet e una moto, di sabbia, completi di accessori.

il capovolgimento definitivo, a testa in giù, il concavo e il convesso che combaciano secondo un assestamento insieme preciso, delicato e ruvido, come una nave che affonda e tocca finalmente il fondale di sabbia con un tonfo sordo e grave

la felicità nelle mie mani, sfacciatamente, in modo così facile, quasi con prepotenza.

negli attimi di lucidità capace di quel qualcosa di imprevedibile e spiazzante che ti potrebbe per sempre impedire di lasciarmi, non senza rimpianti.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:56    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

15.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

la generazione (e l'alterazione)

il volto che voglio mostrarti oggi è il volto della generazione: l’essere e il non-essere reciproco, il contatto indispensabile, tra contrarietà [se ci fosse similitudine ci sarebbe mescolanza, come il sale con il pepe, l’acqua con il vino], la cui ragione risiede nella necessità in una continuità ciclica
poiché non può prescindere dalla (successiva) corruzione
la generazione, diversa dall’alterazione
una questione di forma, la cui materia è già, potenzialmente

ha sentito il calore improvviso, e si è spostata per guardare quel raggio di luce diafano tinto di rosso, il sole come una mano tesa verso la vita.


il suo sguardo, rivolto alla vita

postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:51    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

14.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

quest’anno sono in tutto quattro le mie stelle cadenti
quelle di P cinque, una però l’ha regalata al padre. ora è ansioso di sapere quanto deve aspettare perché i suoi desideri si avverino, per possedere ciò che ha desiderato. solo che i desideri perchè si realizzino non vanno svelati.
i miei non hanno tempo, ad eccezione di uno, quello per E, il cui tempo è assoluto, poiché contempla anche il passato.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:50    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

13.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

ha desiderato per molti anni di poterlo abbracciare, e solo la consapevolezza di un desiderio impossibile le ha permesso di condividere quasi serenamente con il difficile sentimento di privazione. si sono ritrovati soli, casualmente e in modo del tutto inaspettato, e altrettanto casualmente e in modo sorprendentemente naturale si sono avvicinati l’uno a contatto con l’altra, in una tenera e forte stretta, che li ha legati per sempre.

il contatto, reciproco, il coinvolgimento di ciò che muove e di ciò che è mosso, il disequilibrio che tende ad un equilibrio.
il contatto, che presuppone un elemento terzo, estraneo, tutto il resto.

responsabile della mia felicità
mi sono stretta a te, per avvicinarti a me.



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giovedì 2 settembre 2010

12.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

si era ricordata dell’emozione forte che aveva provato nell’abbracciare Massimo dopo molti anni, quando Amir le ha offerto un passaggio in moto da bruxelles a parigi, dove si sarebbe incontrata con Nicolas e Marc; Laura li avrebbe raggiunti il giorno dopo, in treno.
lo ha stretto forte per paura di cadere. sotto di sé vedeva scorrere velocemente l’asfalto e il suo unico appiglio era lui, intento alla guida. avrebbe potuto stringerlo quanto voleva che lui non avrebbe potuto fare nulla, e sicuramente non si sarebbe fermato; avrebbe pensato che aveva freddo o che non era abituata alla velocità e alle distanze di percorrenza lunghe. ha poggiato quasi subito il viso sulla sua schiena per proteggersi dall’aria che tagliata dalla velocità della moto era a sua volta una lama tagliente. ha chiuso per un tempo indefinito gli occhi e si è accorta di come si aggrappava alla vita con forza, allo stesso modo in cui aveva fatto quella notte con Pawel, sullo sfondo del rumore monotono e assordante della velocità: ha sentito di essere padrona della sua vita e che in ogni attimo avrebbe potuto decidere sulla sua fine: sarebbe bastato allentare la stretta, sollevarsi leggermente e lasciarsi scivolare lentamente, di lato, per essere risucchiata all’istante da un vortice inesorabile.

anche Adamo ha una moto.

le ha detto che quando si sarebbero visti l’avrebbe abbracciata forte.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:48    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

11.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

A è ritornata sul tema dell’affresco delle divinità mitologiche del salone principale, dei gradini in legno decrepiti, delle impalcature fatiscenti, sulla cornamusa di magnifici pomeriggi perlustrativi, sulle lunghe descrizioni estremamente precise e complete: perché tutto è legato insieme, perché tutto ritorna e si dispiega, perché quello che è stato è la chiave di ciò che sarà.

qualche anno dopo Cristina è scappata di nuovo di casa, questa volta faceva sul serio, non aveva intenzione di tornare. ha chiesto ospitalità a Pawel, un suo compagno di classe che quell’anno viveva da solo, in un monolocale, perché i suoi genitori erano partiti per una missione nell’america centrale per un tempo troppo breve perchè fosse conveniente che cambiasse scuola.
- era stata Maria ad andare in discorso e a ricordare quella fuga, lo aveva fatto con un tono di provocazione che usava quando voleva pungere nell’intimo Cristina pensando di ricordarle un passato scomodo per i suoi comportamenti sregolati e insensati di un tempo, dovuti alla sua incapacità di adeguarsi alle regole. quando erano piccoli si coalizzava con Alessio ed insieme ricordavano questi episodi, magari dopo neanche tanto tempo dagli accaduti, davanti ai loro genitori, affinché ne risaltassero a confronto le loro qualità di figli perfetti e diligenti. Beatrice era ancora troppo piccola per capire e partecipare alle discussioni, e se non si allontanava per andare a vedere mazinga o heidi ascoltava con un espressione sul viso di indifferenza e di noia. adesso che erano grandi lo spirito con i quali ricordavano questi episodi non era cambiato, rimaneva il tono di superiorità e soprattutto di maturità che Cristina ancora non dimostrava di avere. Maria però, contrariamente da Alessio, si accorgeva a volte di esagerare e cercava subito di recuperare il sorriso di Cristina prima che questa si inasprisse ed si adombrasse definitivamente, dedicandole delle attenzioni particolarmente carine, come mandarle dei bacini carichi di un affetto genuino, o chiederle di cose sue personali con un sorriso dolce tanto da denotare un interesse sincero, anche se poi non riusciva veramente ad ascoltarla, o invitarla a bere un tè o una spremuta mista di arance e limoni al bar di Eugenia-
hanno dormito insieme nell’unico letto a due piazze della piccola camera da letto. di giorno ognuno faceva la propria vita; la chiave della porta d’ingresso rimaneva come sempre appesa ad una cordicella recuperabile attraverso la fessura della buca delle lettere che si trovava sulla porta stessa.
durante la seconda notte si è avvicinata a lui e lo ha stretto forte, aveva bisogno di sentire il rumore e il movimento del respiro, voleva ricordarsi di come fosse perché da tempo non riusciva più a percepire il suo, aveva bisogno di sentire di nuovo un soffio caldo di vita sul suo volto. lo ha stretto intensamente e lui senza parlare l’ha lasciata fare cingendola a sua volta con il suo braccio risoluto ed energico. si è aggrappata a lui e lui l’ha sorretta per tutta la notte.
al mattino ha avuto lo slancio di baciarlo, teneramente, come non aveva ancora baciato nessuno, e come nessuno lo aveva baciato fino ad ora, glielo ha detto posando dolcemente la sua grande mano sulla sua piccola nuca, imbrigliando le sue lunghe dita nei capelli di lei, morbidi e arruffati dal sonno, profumati ormai anche del suo odore. si è alzata che era ancora presto, nonostante quel giorno non ci sarebbe stata scuola, e mentre lui assonnato la guardava dal letto, si è vestita e se ne è andata, per tornare a casa. aveva capito che non ce l’avrebbe mai fatta da sola, non ancora, aveva percepito perfettamente la dimensione di quella privazione che cercava di colmare, quel calore di cui aveva bisogno per riscaldare la sua anima, la fragilità e la vulnerabilità del suo essere. quella mattina aveva deciso che non avrebbe più abbracciato nessuno se non per condividere la sua felicità. entrambi non parlarono mai più di quella notte, e di nulla altro che potesse essere veramente personale, neanche a distanza di molti anni, quando le loro strade si erano definitivamente allontanate tanto da non poterli più esporre a confusione e disorientamento.



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postato da ferrante salvatore voghera martedì 2 novembre 2010 alle ore 14:01

delinquente giudice avvocato minudri maria di voghera e bianchi ladro di tortona , hanno preso soldi dalla parte che aveva torto , per fregare e rovinaere chi aveva ragione. sono due giudici corrotti che per un pugno di soldi , rovinano le persone . laura muggiati ha preso soldi due volte . la tua famiglia è gia stata fregata da un giudice corrotto ? lo sapevi che i giudici italiani , sono i piu corrotti deuropa ? cercatemi i in google cosi , < ferrante salvatore voghera > - < ferrante salvatore voghera canicatti > scaricate e spedite agli amici , www.cattivagiustizia.com
www.ingiustiziaitaliana.com


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giovedì 2 settembre 2010

10.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

coricate sulla spiaggia per avere davanti a noi solo un’infinita distesa di stelle, sperando magari di riuscire a vederne qualcuna cadente. abbiamo cercato di immaginarci l’antimateria, grande come un continente.
ha chiesto di me, e le ho raccontato di come ero alla sua età. poi ha detto una cosa del nonno che mi ha commossa, per avere saputo cogliere con saggezza e profondità una piega sottile della sua bontà. ho interrotto il respiro perché nel buio non si accorgesse delle mie lacrime, ma eravamo troppo vicine perché non percepisse la mia immobilità, sospesa su un attimo interminabile, incapace di riprendere fiato. ha chiesto se avessi bisogno di un fazzolettino, dopo di che ha tirato fuori con molta disinvoltura dalla sua prima borsa firmata un rotolo di carta igienica facendomi sorridere. porgendomelo ha aggiunto “kreatives Denken!” e siamo scoppiate a ridere abbracciandoci forte, ancora per molto supine sulla sabbia fredda, due punti dell’infinito.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:45    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

09.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

Cristina aveva scoperto come fosse meraviglioso stringere forte qualcuno in occasione della sua prima fuga da casa. era riuscita a sgattaiolare fuori senza che nessuno se ne accorgesse, in punta di piedi, lentamente, facendo attenzione di camminare lungo le pareti e addossata al mobilio affinché il parquet non scricchiolasse, con il fiato sospeso mentre abbassava la maniglia e richiudeva dietro di sé la porta di casa con un rumore secco e preciso, tanto da non potere destare sospetti, e poi giù di corsa per lo scalone, fuori dal portone, attraverso il cortile, al di là del cancello, fino all’angolo con la prima strada dove Massimo puntuale l’aspettava al semaforo con la vespa accesa. non era mai stata così contenta di vederlo, gli era grata del suo aiuto, senza il quale non sarebbe mai riuscita ad evadere. complice era stata anche l’azione a sorpresa che i suoi mai si sarebbero potuti immaginare ed aspettare, perché in fondo Cristina aveva un carattere dolce, docile, remissivo, consenziente, e almeno questi erano i principi a cui era stata educata.
durante quella corsa all’imbrunire di un freddo pomeriggio invernale, Cristina aveva stretto forte Massimo, con una pressione gradualmente crescente. avevano lasciato dietro di sé la continuità fitta delle strade edificate e ben illuminate del centro per inoltrarsi nel paesaggio sempre più ampio e rado delle colline subito fuori dalle porte della città, lungo una strada sempre più stretta e tortuosa e sempre meno illuminata cosicché alla fine l’unica luce davanti a loro era il fascio debole e traballante del cinquantino. e più lo stringeva, più sentiva il calore del corpo di lui irradiarsi al suo, da sempre fragile e ora per di più infreddolito, un calore che passava prima dal petto e dal ventre, per poi ramificarsi agli arti e raggiungere delicatamente ogni fibra, anche la più profonda e nascosta. Non aveva mai stretto nessuno con così tanto trasporto ed audacia, o meglio, non vi era stata mai un’occasione tale per cui qualcuno avesse potuto prestarsi a tanto. desiderava che quella corsa folle e incosciente non finisse mai e che mai avrebbe dovuto sciogliersi da quell’abbraccio che nutriva generosamente il suo essere apparentemente debole e sicuramente stanco.
quando arrivarono alla casa dei fine settimana dei suoi genitori, la festa di capodanno era già iniziata: mancavano solo loro due; le stanze in penombra erano piene di ragazzi chiassosi, compagni di scuola loro e del fratello, più grande solo di un anno, molti stravaccati per terra, sui letti accanto alle montagne di cappotti, e sui divani, altrettanti in piedi, ovunque, con in mano birra o vino, la musica soffocata dalle loro voci. Massimo ha subito raggiunto la sua ragazza e l’ha baciata, Cristina ha curiosato in giro salutando un po’ tutti. non c’è voluto molto perché il telefono squillasse, era per lei; questa è l’ultima cosa che si ricorda di quella sera, non si ricorda infatti se abbia fatto il brindisi con i suoi amici, cosa comunque improbabile, e di come sia tornata a casa, sicuramente non stretta forte a Massimo perché questo non avrebbe potuto dimenticarlo, e ancora di più non si ricorda quale fosse stata la punizione impartitale. dopo le vacanze natalizie Massimo ha lasciato la sua ragazza e si è avvicinato sempre di più a Cristina, tanto da seguirla anche nelle vacanze estive, andando in campeggio nella stessa località dove lei usava andare ogni anno con i suoi genitori, nonostante fosse stato cosciente che sarebbero state ben poche le occasioni per vederla e stare solo con lei. in autunno Cristina si sarebbe trasferita anticipatamente in un'altra città, in un altro paese; avrebbe alloggiato presso la pensione di un collegio di suore del Sacro Cuore, un enorme edificio cupo in stile neogotico con mattoni a vista, immerso in ampio parco con platani e querce secolari. sarebbe rimasta lì da sola per qualche mese, fino a quando la sua famiglia non l’avrebbe raggiunta, giusto il tempo per organizzare e rendere effettivo un trasferimento preannunciato con brevissimo anticipo.



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giovedì 2 settembre 2010

08.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

il mare in tempesta, in burrasca, veemente
dentro
chiudo gli occhi per vedere gocce pesanti che risvegliano l’odore secco dell’asfalto e della terra
con violenza
dolorose

il suono delle loro voci, felici, in agitazione
e un piccolo bruco dal volto meraviglioso
che dorme quando sono sveglia e si sveglia quando dormo
ciò che brucia e che mi consuma
dentro



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giovedì 2 settembre 2010

07.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

non so più che giorno sia, e ho difficoltà anche con le ore, nonostante l’andamento del sole sia di facile aiuto, cosicché scopro di avere perso un giorno, quasi lo avessi superato senza fatica, una sorta di sollievo.

la generazione, quel qualcosa che nasce da ciò che non è, un qualcosa che inizia da ciò che si esaurisce, quel qualcosa che è già prima ancora della sua forma.

che guaio che sono. non me ne volere, basto io.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:39    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

06.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

la paglia come le palme

sono stata in paese molto presto. la strada più breve è quella che passa per la spiaggia. due ragazzi bellissimi e una ragazza altrettanto bella, tanto esile quanto i ragazzi forti e statuari, intenti in un gioco euforico e furbo, di seduzione tra sabbia acqua e birra.
al ritorno ho raggiunto S, P e M in una piccola insenatura con una spiaggia riparata, una piscina naturale con acqua di cristallo. quando li ho intravisti dall’alto ho provato un senso pieno di gioia, quello stesso che è dilaniato senza sconti dai loro toni di voce scontrosi. responsabile anche di questo.

eppure non c’è coinvolgimento, non c’è partecipazione, come se fossi qui, e potrei essere in qualunque altro luogo, per svernare. la stanchezza che mi costringe a risparmiare le forze, a reprimere gli slanci, a riposare, a ripararmi dal sole, e a dormire per ore.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:37    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

05.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

non credere sia facile prendersi cura di loro. è pesante, mi dà molte preoccupazioni, non è per niente una cosa piacevole, è un dovere, al quale non ci si può sottrarre, anche se si è molto impegnati con la propria vita.

sono stato da loro, ora che sono anziani, passo spesso a trovarli, hanno solo me

mi chiedo quando ci sarà anche lei come sarà, se riuscirà a portare un equilibrio, o se invece lo stravolgerà definitivamente, se sarà felice con noi o se la mia malinconia riuscirà a procurare anche in lei una ferita sottile e profonda.

mi chiedo se quando sarà anche lui con noi si placherà quest’ansia che mi sveglia la notte e che di giorno rende tutto trasparente, se riempirà quel vuoto dentro, se sarà felice con me, e con noi, o se questa mia malinconia riuscirà a procurare anche in lui una ferita sottile sempre più profonda.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:36    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

04.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

Il posto è incantevole,ti piacerebbe sicuramente.cari saluti [ingoiata,nel ventre di una conchiglia]

riusciamo finalmente a lasciare A. l’arrivo sull’isola non è stato entusiasmante, forse per la stanchezza e i crampi, sicuramente anche per un'altra ora e mezza di tragitto in macchina lungo una strada tortuosa di montagna e costa. il profumo denso di umidità della salsedine. il timore che si aggiungano delle spiacevoli sorprese. arriviamo in un posto meraviglioso, immersi in una macchia fresca di verde, con grappoli d’uva matura, nera e bianca, fino sotto alla porta di casa, la vista diretta sulla spiaggia a pochi metri sotto di noi, e il rumore del mare che sembra in burrasca, mentre invece le onde che si infrangono sulla riva sono corte e innocue. dall’altra parte dell’insenatura il paese di poche case bianche a picco sul mare che di sera si illuminano; sullo sfondo un’eco lontana e sommessa di cani che abbaiano, soffocata dal rumore prepotente delle onde.
appena arrivata ho spalancato il balcone e mi sono addormentata sognando un mare inavvicinabile, violento e profondo, dalle correnti ghiacciate e pericolose. in altre circostanze avrei dimenticato la stanchezza, anzi mi avrebbe guidata verso un piacere più intenso, mi sarei tuffata senza esitazione nell’acqua calma del mare del mattino e mi sarei poi addormentata sulla sabbia ancora fredda sotto ai raggi pallidi di un sole che nasce.

l'alba dietro alle montagne alle nostre spalle e il tramonto di poco dietro al promontorio davanti a noi. ecco questa è una delle sorprese che avviliscono il mio entusiasmo.

la stranissima sensazione di essermi materializzata nell’unica immagine che avevo visto di questo luogo, e di averla animata estendendo il campo sensoriale oltre ai suoi confini.

p.s.: questa è l’ultima che ti mando. così potrai immaginare cosa vedo al mio risveglio, quando mangio, quando scrivo, quando leggo, quando [ti] penso, tornando indietro nel tempo.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:31    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

03.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

Il desiderio di godermi ognuno di loro, intensamente, eppure incapace a convivere. recupero abilmente ogni brandello prima che si sgretoli il tutto, definitivamente, a fatica e insicura.

A ha sognato di nuovo quell’uomo che incontra solo nei sogni, che la conosce profondamente mentre lei non sa chi sia, che la rassicura e la conforta nascondendosi dietro al volto di chi lei invece crede di conoscere bene, una sorta d’inganno (di cui si accorge solo al risveglio) per riuscire ad avvicinarla e per scrutare nel suo essere e nella sua intimità, per vederla felice.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:29    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

02.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

due estremi, come in alto e in basso

arrampicati nel punto più alto. una distesa di cemento che dà ancora più risalto a ciò che resta di un passato grandioso.
inchiodata qui, in una città che non vedo l’ora di lasciare.

A ha mostrato a M tutte le sue cicatrici, e sono molte. questa cosa lo ha impressionato e gli è anche molto piaciuta.



postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:26    | commenti: 0 | Bookmark and Share



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giovedì 2 settembre 2010

01.08.2010

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

due estremi, come sotto e sopra

una corsa contro al tempo a 180 km/h, la sensazione di uno schianto e un incidente scampato solo per averci preceduto di pochi minuti. la desolazione di un porto, l’attracco vuoto, e nessuna traccia della partenza di una nave carica di gente, inghiottita velocemente e in silenzio dal buio della notte.

non mi hai mai detto nulla in tutti questi mesi. loro lo sanno?
forse dovresti dirlo a G che prepari P.
no, forse è meglio se non dici nulla.

bloccati per chissà quanti giorni in questa città dove il passato e il presente non si amalgamano, dove la loro linea di separazione è netta, come succede per due estremi.

p.s.: non scrivo mai cartoline, eppure oggi è stato uno dei primi pensieri.


e ancora, anche così

postato da anna baldi giovedì 2 settembre 2010 alle ore 00:22    | commenti: 1 | Bookmark and Share



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postato da fr giovedì 2 settembre 2010 alle ore 21:30

Ah,
ce l'ho! L'ho fotografata anch'io 16 anni fa.

un saluto,
FR


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