home + architetture + case & interni + concorsi + eventi + progetti + progettisti + blog + prodotti +
domenica 2 agosto 2009

02.08.2009

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

Sophia é sempre stata molto fortunata e intuitiva; vince sempre e sempre le persone hanno un riguardo particolare per lei. Quando era piccola e io dovevo affrontare una prova importante mi dava tutta la sua fortuna, ed energicamente me la soffiava sul viso dopo avere inspirato a polmoni pieni, e soffiava fino a quando non aveva piú respiro che potesse uscirle di bocca. Mi riempiva di lei; sento ancora le sue manine piccole ma salde sulle mie spalle. Io poi le restituivo quella fortuna, ma lei me l'avrebbe data comunque. Ancora oggi ha questa attenzione verso di me, appena vede che ne ho bisogno, ed é come se fosse lei a sostenere me, e non io a sostenere lei! sento il bene infinito che mi vuole, quel suo desiderio di non volersi staccare mai da me, questo suo bisogno profondo di me. Quando siamo insieme non smette mai di dire il mio nome "anna, anna, anna...."

Questa notte l'ho sognata, eravamo mano nella mano in una strada poco illuminata con un fronte continuo di abitazioni basse. Anche nel sogno era notte e lei mi ha detto "mamma, guarda, ci sono anche due mostri senza la testa" (in realtá non mi chiama mai mamma, non lo ha mai fatto, nessuno dei miei figli mi chiama mamma, tutti anna, non so perché forse é il nome che si presta; peró quando sono loro a pronunciare il mio nome io sento la parola mamma... il piú piccolo addiritura chiama tutti e tutto indistintamente Anna: il papá é anna, la sorella é anna, il fratello é anna, il nonno e la pinetta sono anna, il cioccolato e la pastasciutta anna... una sorta di ossessione! :D)
Mi sono voltata e ho visto sotto la luce debole di un lampione poco distante due persone, una piú alta del'altra, molto vicine tra loro tanto che forse si tenevano per mano, ma il corpo della piú grande che schermava in parte la piú piccola non le lasciava intravedere. Mi sono chiesta perché Sophia avesse detto che erano dei mostri, in realtá sembravano delle persone comuni, con la testa sulle spalle, quando ho notato una differenza alla normalitá, e cioé che quelle due persone avevano gli occhi ermeticamente chiusi.
Credo di essere stata io quelle due persone, mi sembra di avere letto che nei sogni si vede sempre e solo se stessi, quella piccola io quando sophia era piccola, e quella grande sempre io ora che lei é grande. O forse eravamo di nuovo io e lei.

E' un paio di giorni che penso al concetto di colpa, e si é intromesso il concetto di responsabilitá. Credo che se un evento non si puó prevedere e non si puó evitare non ci possa essere colpa. Peró la condizione umana é di per sé una condizione di imperfezione, che versa nell'errore, e cioé una condizione in cui l'errore qualunque esso sia é congenito. A volte l'errore scatena danni grandi e/o piccoli, a volte rimane assopito e fin tanto che é cosí non c'é danno che si manifesta. Peró se c'é questa probabilitá insita dell'errore, allora vuol dire che si deve essere sempre molto attenti e responsabili nelle valutazioni e nelle scelte, per cercare di prevenire, e se c'é responsabilitá allora la colpa c'é sempre ed é una colpa oggettiva. Non riesco ad uscirne fuori, da questa idea!

A volte ci sono dei giorni che vorrei non iniziassero. In quei giorni puó capitare che la mia debolezza si rafforzi all'insostenibile. Sento gli occhi che improvvisamente si riempiono di lacrime che non sempre riesco a trattenere e queste scorrono allora sul mio viso immobile e imperturbato (almeno credo); faccio finta di non sentire quella traccia calda sulle mie guancie, come se io e loro fossimo due entitá distinte, sconosciute e ignare l'una dell'altra. E immancabilmente ció mi capita sempre quando non ho nulla con me per asciugarle, forse é un bene perché allora questo problema tecnico mi distrae dai pensieri.
Oggi é successo prima di partire, e poi di nuovo una volta arrivata. Ad Hannover il cielo é una coltre compatta di nuvole, fa freddo; ho lasciato i 30 gradi del mediterraneo e in poco piú di un'ora sono arrivata nell'autunno... una sofferenza; ho spalancato comunque le finestre della camera, davanti la chioma di un giovane salice. Prima di andare in albergo mi sono fermata a mangiare qualcosa e soprattutto a bere un tazzone bollente di caffé. Improvvisamente gli occhi mi si sono riempiti come se fossi stata immersa in una piscina, e per un attimo non ho piú visto nulla, mi si é offuscata la vista. In genere sono molto discreta, riesco a non farmi vedere (almeno credo), questa volta peró un ragazzo molto giovane che si stava per sedere al tavolo accanto si é accorto di me e si é fermato. Ha chiesto con grande sensibilitá se poteva prendere posto, se disturbava, e cosí facendo ha sciolto un nodo che tenevo stretto in gola.
Dopo essersi seduto ha detto con tono discreto "es wird alles wieder gut!" e io ho risposto "si, naturalmente" in russo perché avevo sentito dal suo accento che questa era la sua madrelingua. Da quel momento abbiamo parlato in russo e lui ha ripetuto di non piangere, dicendomi che anche lui non piangeva, che era da un anno da solo in germania, lontano dalla madre, un anno intero senza mai vederla, e che ciononostante (quel ciononostante di milena tanto caro a f. kafka) non aveva mai pianto anche se le mancava da morire. Per consolarmi mi ha pure detto che sono una bella donna, ma io quando piango non sono per niente bella, anzi direi un mostro (oddio cosa ho scritto?!). (io ero diffidente nei suoi confronti peró ho capito che la sua cordialitá era sincera e disinteressata, per la sua distanza rispettosa ed educata)
La nostra conversazione é durata pochi minuti, lui é arrivato quando io stavo finendo di bere; prima di alzarmi gli ho detto "ti choroshi chelovek" (ca. "sei un bella persona"), era il mio modo di dirgli grazie e di fargli capire che avevo visto in lui un uomo maturo, sensibile e buono, e non solo un ragazzo di 21 anni. Quando sono andata via ho avuto la sensazione di tagliare l'aria in due, forse perché camminavo veloce, mentre turbata cercavo un nesso tra le sue parole e i miei pensieri. E mentre scrivo queste ultime righe penso anche al mio sogno.
Domani mi chiederanno "Bunogiorno, come va?" e io risponderó "Adesso bene grazie".



postato da anna baldi domenica 2 agosto 2009 alle ore 20:37    | commenti: 0 | Bookmark and Share



 Commenti:

 Nessun commento inserito per questo messaggio



 Inserisci un commento:
Il tuo indirizzo IP:   38.107.179.239
Nome e cognome:  
E-mail:  
Commento:
(max: 8000 caratteri)  
  Ricopia qui il codice visualizzato a lato
Attenzione: i seguenti commenti non sono moderati dalla redazione. Ogni utente (individuabile mediante tracciamento IP) si assume la piena responsabilità del contenuto delle proprie affermazioni.


domenica 2 agosto 2009

02.08.2009

dal blog anna baldi architect, di anna baldi

Non mi interessa fare salotto , non sono il tipo…
Lo trovo nella maggior parte dei casi un passatempo inconcludente, spesso superficiale e molto noioso, anche se simpatico.
Preferisco i tavoli di lavoro dove si affrontano dei temi concreti, si valutano le problematiche, le strategie i percorsi… è qui che riverso i miei dubbi, le mie incertezze, le mie ipotesi le mie alternative, e qui che concentro i miei sforzi per giungere alle mie decisioni che prendo perché guardo avanti, perché trovo la presa di posizione più stimolante e costruttiva del continuo dubbio… mi metto in gioco, senza dimenticare il processo di verifica a posteriori, ma questo fa già parte di una nuova attenzione… in realtà sono molto seriosa
Scorro velocemente gli altri blog, che parlano per esempio di politica… mai come in questo campo sono i fatti che contano, ci vorrebbe la Sachlichkeit tanto cara ai tedeschi, senza tante polemiche e speculazioni.
Leggo della certificazione energetica, tema molto attuale in un Italia retrograda, e che nei paesi oltralpe è prassi più che acquisita e digerita… però se li legge la ex legge 10 e i suoi aggiornamenti successivi, questa certificazione energetica tanto nuova non è, la novità è nella procedura e nell’aggiornamento dei parametri, ma il contenuto è roba vecchia. Ricordo 10 anni fa un collega italiano non sapeva neanche cos’era l’isolamento a cappotto e mi ha corretto con aria sprezzante e altezzosa facendomi notare che l’isolamento va fatto internamente alle strutture… sono stata zitta incredula e l’ho lasciato nell’ignoranza.
Si vuole porre l’attenzione che la nuova normativa generalizza troppo e si lascia il compito alle regioni di definire meglio la questione, per me è tutto molto vago. È logico che le regole generalizzano e appiattiscono ma proprio per questo permettono un confronto, pongono dei criteri base che portino alla comparabilità. Ed è a questo che mira la certificazione, alla comparabilità. Trovo più interessante che vengano indicati in concreto i punti deboli delle procedure. Per esempio, regione Lombardia, il consumo di acqua sanitaria si basa sul numero dei bagni presenti in un’unità abitativa, come se in una casa con più bagni ci si lavi di più, invece di fare un calcolo più sensato sul numero degli occupanti (questa incongruenza per fortuna viene risolta nella nuova procedura da applicare da settembre). E il tema della durabilità dei materiali, e quindi dell’architettura contemporanea?
Si scrive in un blog di architettura nel quale si è ripresi se si fanno riferimenti a testi originali, se non si scrive in italiano. Scusatemi io sono europea e mi piace il testo originale, e a volte ci sono cose che riesco a dire meglio in un’altra lingua, concetti che in italiano non si possono dire altrettanto bene; scriviamo in un portale nel quale non sono neanche previsti i caratteri greci (però al liceo il greco si studia, evidentemente serve) e cirillici (la Grecia e la Bulgaria sono EU come noi!), eppure nel mondo professionale ci muoviamo in un ambito oltre confine (non solo europeo: usa, cina, india…) e ci dobbiamo adeguare a un contesto europeo sempre più concreto, non solo sulla carta, basta vedere le politiche e le normative europee sempre più calzanti, e integranti (penso anche all’area Euro e alla zona Shengen).
Si parla del praticantato pure questo in modo generale. Io l’ho fatto in Germania, e in Italia, e quando ho capito che in una situazione non crescevo ho preso strade nuove, e nonostante la difficoltà del rischio iniziale, ogni cambiamento è sempre stato un passo avanti, un miglioramento. Ma anche qui non c’è una regola e ognuno si porta fino a dove riesce e fin dove crede, aiutato in parte anche dalla fortuna. In Germania va fatto obbligatoriamente anche prima di laurearsi! E le lezioni si tengono nei cantieri! Va ripetuto anche per ottenere il titolo professionale (va provato che si sono seguite tutte le fasi della progettazione, non importa in che paese venga fatto!) e sinceramente lo trovo più costruttivo e formante di un’esame di stato, sta poi nell’abilità di ognuno di definire i termini con chi ti aiuta ad acquisire la pratica, e se una volta si sbaglia la prossima si ha imparato, anche questa è una lezione di vita. Quindi non sarei così categorica neanche in questo argomento.
Ho letto anche sulle fonti alternative di energia (bellissimo il progetto della vela!), con accenni negativi al nucleare! Purtroppo è utopico pensare di farne a meno, perchè il potenziale energetico che rappresenta è enorme! Le nuovi fonti di energia sono considerate nell’ottica del rendimento, e il nucleare ha un rendimento troppo vantaggioso per non tenerlo in considerazione ( e in questi termini il solare termico e il fotovoltaico sono mondi ancora da approfondire, rendimenti troppo bassi e tempo di ritorno dell’investimento troppo lunghi). Semmai andrà discusso il modo in cui il nucleare andrebbe applicato, bisognerebbe valutare le nuove strade che la ricerca intraprende, per esempio il recupero delle scorie radioattive, o la scelta di isotopi con tempi di dimezzamento più brevi e più stabili, oggi si parla di fissione prima che di scissione di atomi i quali decadono in altri più stabili, …; e poi non bisogna dimenticare i progressi nella medicina nucleare con sostanze che irradiano selettivamente ed esclusivamente le cellule tumorali, le tecniche della scintigrafia che permettono la quantificazione del funzionamento degli organi… e pure questi campi di applicazione toccano gli ambiti delicati della sostenibilità e della tutela dell’ambiente, e dell’uomo, naturalmente su altra scala…
Ecco, anche affrontando questo tema sono molto impreparata per un contesto da salotto, non so generalizzare, mi piace parlare e imparare nel dettaglio, …
(… mi ha sempre affascinato l’estensione di una legge matematica, fisica, dell’universo alla dimensione umana , la non conservazione d’energia, quell’attingere dall’esterno del sistema, le relazioni fra gli insiemi, il campo dei numeri immaginari …)
E’ la dimensione personale e soggettiva che mi interessa; quando parlo con l’interlocutore, mi piace capire di lui, cosa lo turba, perché si mangia le unghie , da cosa nasce la sua ansia, o il suo sorriso, … e sono sempre molto diretta
Per il momento sono in un angolo di questo salotto quasi privato dato che il dibattito è alimentato quasi sempre dalle stesse persone, in un appuntamento quotidiano, e al quale inizio ad affezionarmi e con il quale la distanza sta diminuendo, intravedo gli ospiti a volte molto emotivi e coinvolti nelle loro discussioni, a volte molto severi anche con me, spesso anche molto buoni con me, (preferisco però quando non dicono nulla, quando passo inosservata), e in questo angolo in penombra e nella quiete mi concentro sul mio tempo per un mio pensiero una mia riflessione un mio ricordo, e non è facile essere molto precisi attenti e sintetici, avere la forza di cogliere un’idea al giorno, una tra quelle che mi danno respiro, nel mio mondo. Credo in questo di non usare violenza o molestia.



postato da anna baldi domenica 2 agosto 2009 alle ore 00:17    | commenti: 1 | Bookmark and Share



 Commenti:
postato da Francesco amadori domenica 2 agosto 2009 alle ore 10:14

Poichè immagino che questa tua garbata riflessione sia in buona parte in risposta ad alcune mie affermazioni rivolte proprio a te, anch'io ho qualcosa da aggiungere.
Questo non è un salotto ma uno spazio nel quale c' è libera comunicazione, qualcuno fa salotto, qualcuno lo fa di tanto in tanto, qualcuno non lo fa affatto.
Alcune persone intervengono quasi quotidianamente, io fra queste ed anche tu, altre con meno frequenza, altre sporadicamente ed altre sono come svanite nel nulla.
Se dovessi fare una classifica per generi e quasi in ordine di spazio occupato, in questo spazio si trovano:
Comunicazioni d'architettura di vario genere, dagli abbozzi di critica architettonica, alla discussione su fatti d'architettura e di urbanistica, alla discussione dei vari aspetti della nostra condizione professionale,alla mostra di lavori personali, alla pubblicità.
Discussioni politiche e ahimè spesso partitiche variamente originate, spesso a partire dal commento di una legge che ci riguarda, altre volte da fatti di cronaca politica, altre volte ancora dalla pubblicità od invettiva politico-partitica di un segno come dell'altro.
Comunicazioni tecnico professionali, dalle scienze che riguardano il nostro operare alla tecnologia informatica in qualche modo legata al progetto.
Discussioni, spesso al limite della gogliardia sulle professioni che io chiamerei di volta in volta " tiro al geometra ", " tiro all'ingegnere " , " tiro all'architetto ", già la mia definizione fa capire cose ne pensi io al riguardo.
Poi ci sono tante cose fra le quali le tue comunicazioni che, volendo a tutti i costi clasiificare ricondurrei al genere del diario personale.
Come si è visto la parte più insopportabile, non in sè, ma per ciò che genera, è quella che riguarda il genere politico, quasi sempre partitico.
Me la sono presa con te e direi in modo abbastanza " pesante ", me ne scuso ma non mi pento, in fondo volevo una tua risposta che come ho detto è stata fin troppo garbata.
Le tue note quotidiane non mi danno alcun fastidio, anzi certe volte le trovo molto interessanti e comunque mi piacciono, la giornata non è fatta solo di lavoro, politica, lotte sindacali, la mia è piena di quel tuo girovagare curioso attorno e dentro me stesso.
Francesco





 Inserisci un commento:
Il tuo indirizzo IP:   38.107.179.239
Nome e cognome:  
E-mail:  
Commento:
(max: 8000 caratteri)  
  Ricopia qui il codice visualizzato a lato
Attenzione: i seguenti commenti non sono moderati dalla redazione. Ogni utente (individuabile mediante tracciamento IP) si assume la piena responsabilità del contenuto delle proprie affermazioni.

 il blog di
 anna baldi

<< maggio 2012
dom
lun
mar
mer
gio
ven
sab
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    


ULTIMI POST INSERITI
» giovedì 24 maggio 2012
24.05.2012


» giovedì 24 maggio 2012
23.05.2012


» giovedì 24 maggio 2012
22.05.2012


» giovedì 24 maggio 2012
21.05.2012


» giovedì 24 maggio 2012
20.05.2012


» sabato 19 maggio 2012
19.05.2012


» sabato 19 maggio 2012
18.05.2012


» giovedì 17 maggio 2012
17.05.2012


» giovedì 17 maggio 2012
16.05.2012


» martedì 15 maggio 2012
15.05.2012



ARCHIVIO
» maggio 2012
» aprile 2012
» marzo 2012
» febbraio 2012
» gennaio 2012
» dicembre 2011
» novembre 2011
» ottobre 2011
» settembre 2011
» agosto 2011
» luglio 2011
» giugno 2011
» maggio 2011
» aprile 2011
» marzo 2011
» febbraio 2011
» gennaio 2011
» dicembre 2010
» novembre 2010
» ottobre 2010
» settembre 2010
» luglio 2010
» giugno 2010
» maggio 2010
» aprile 2010
» marzo 2010
» febbraio 2010
» gennaio 2010
» dicembre 2009
» novembre 2009
» ottobre 2009
» settembre 2009
» agosto 2009
» luglio 2009
» giugno 2009
» maggio 2009


» torna al blog
» torna alla room Archiportale
Blog by Archiportale.com