Mi ha chiesto se le voglio bene
Mi ha chiesto perché
?
Quello che si dice non è mai solo quello che si dice,
bisognerebbe cercare di leggere sempre tra le righe
andare oltre
per cogliere ben altro, il fremito profondo e la fragilità vera dell’essere
Mi sono sdraiata sulla terra e ho circoscritto lo spazio
Mi piace sdraiarmi a terra , sentire il peso della superficie dura gravare sulla schiena, sentire la sua forza che mi trattiene salda, mi piace aprire gli occhi e vedere solamente il cielo infinito, sotto di me. Non c’è appiglio né caposaldo, e se quel campo svanisse sarebbe un salto senza fine, un volo a precipizio e in solitudine, e mi piace ancora di più quel peso quasi doloroso del terreno che alle mie spalle con amore mi trattiene a sé.
Dopo ik è difficile scrivere, soprattutto se se ne coglie il senso.
Uno dei ricordo più vivi di Mosca è l’enorme scala della città. Mi rivedo dall’alto piccolissima in un viale prospettico che incornicia in lontananza il suo punto di fuga, alberato, a sette corsie, con palazzi alti che non si fanno mai ombra, e il meraviglioso intenso profumo della vegetazione estiva dal quale mi lascio guidare, incurante del temporale improvviso e violento che mi raggiunge minacciosamente cupo e che troppo presto già se ne è andato. Sono io saltellante su una scacchiera esplosa dove ogni passo è una briciola, lenta e sorda. Dentro di me la mia voce che mi parla ”avvicinati e ti allontanerai, allontanati e ti avvicinerai”, è tutta una questione di metro, di misura, per cogliere il tutto e per ritrovarcisi. E quel tutto, che poteva schiacciarmi in realtà mi ha dato un ampio respiro, una forza felice, e il dono di un pensiero segreto.
Avevo 13 anni.
il mare di Dahab non era solo di fuoco, ma anche di sangue.
depuratore d'acqua capacità 300 l., h. 2000 mm., diametro 1000 mm., potenza 2,3 kW, tensione 230 V monofase corrente alternata. penso che una valvola fusibile tarata 13 A sia indicata. forse sbaglio.
Die Betriebssicherheitsverordnung fordert ein umfassendes Konzept, um diesen Gefahren zu begegnen. Der erste Schritt ist die Erstellung eines Explosionsschutzdokuments, in dem die explosionsrelvanten Stoffeigenschaften beschrieben werden. Ferner werden die vorgesehenen Explosionsschutzmaßnahmen aufgeführt. Für örtliche Bereiche, in denen das Auftreten einer gefährlichen explosionsfähigen Atmosphäre nicht auszuschließen ist, müssen explosionsgefährdete Zonen – kurz: Ex-Zonen – festgelegt werden. Es werden mögliche Zündquellen genannt und Gegenmaßnahmen aufgeführt, um hier die Zündung einer explosionsfähigen Atmosphäre zu verhindern oder ggf. die Auswirkungen von Explosionen einzugrenzen. In einem zweiten Schritt muss eine im Bereich des Explosionsschutz befähigte Person prüfen, ob die Vorgaben des Explosionsschutzkonzeptes umgesetzt worden sind und ob die eingesetzten elektrischen und nicht-elektrischen Geräte für die jeweils festgelegte Zone geeignet sind.
il mio pensiero vorrebbe essere altrove, e a volte scappa.
questa sera ho fatto un picnic con p, s e m, e all'improvviso siamo stati travolti da una nuvola ostinata di moscerini. mi è tornato il sorriso, e la gioia.
a Dahab (prima dell'attentato del 2006), dove sono stata con Sophia ed Alessandra; due donne e una bimba bionda con gli occhi verdi e la carnagione chiara, da sole attraverso il deserto, tutte con il capo coperto.
Una sera la luna piena si è accesa, rossa come un fuoco e il mare bagnato dal suo riflesso era una distesa di fiamme.
Maxi è arrivato con un libro.
Su una pagina vuota in alto si legge: "Für Lisa".
Devo averlo letto dopo 10 anni da quando è stato pubblicato.
Il suo valore è in ciò che non dice, in quello per cui è premessa.
non ho mai pensato che un vino potesse essere anche bello.
ne ho messo uno in frigo che è color oro intenso, ricorda il colore della terra bruciata dal sole,
ed è corposo e denso come un nettare.
è un vino secco, con un sapore prima tenue e morbido, poi deciso e penetrante,
è un vino pieno e completo che si lascia scoprire nella sua sorprendente armonia.
con una coppa, stasera o domani, mi nutrirò di te.
ho bevuto una birra.
mi ha servita un ragazzo di benevento.
non sono mai stata a benevento.
forse ci andrò a dicembre,
quando la notte prevale decisamente sul giorno.
L’ultimo appuntamento che ho avuto a Roma è stato oggi a Palazzo Spada.
Le voci che sento mi parlano, sempre.
Sulla strada del ritorno sono passata per il Pantheon.
Non ricordavo che era qui che riposasse Vittorio Emanuele II, come anche Umberto I e la Regina Margherita (e pure Raffaele Sanzio).
Ho visto il primo, in una quiete inavvicinabile, nonostante i turisti;
gli altri erano in ombra.
E’ con grande gioia che ho concluso questo viaggio, con la sensazione di essere arrivata a destinazione, di essermi ritrovata, di nuovo…
ed è questo anche il pensiero di oggi
che mi ha raggiunta senza cercarlo, puntualmente.
oggi è stata una maratona a spada tratta, non ho mollato un secondo e mi sono sentita una piovra a 1000 tentacoli.
ha raggiunto tutti gli obbiettivi, solida coma una roccia.
ora riposo
oggi sono a roma. cercando l'albergo ho incontrato due ragazzi in mimetica, uno bruno e uno biondo, e sono stati gentilissimi nell'indicarmi la strada (stavo già andando nella direzione opposta).
la camera è piena di luce, è la cosa più importante quando viaggio, specifico sempre l'esposizione. ho spalancato la finestra e guardando fuori mi sono persa.
Le donne indiane sposate portano ai piedi due anelli, uno per parte.
Li ho comperati una sera in visita a Patong (alloggiavamo in un bungalow sulla spiaggia di Kamala, isola di Phuket) esattamente un anno prima dello tsunami, a Natale 2003.
L’ottobre scorso inavvertitamente ne ho smaterializzato uno, e così non li ho più potuti portare.
Ieri li ho cercati in un piccolo negozio di pietre e gioielli indiani sul corso ticinese. Quando sono entrata c’era una donna molto alta e magra vestita con un burka nero, inizialmente anche le mani indossavano dei guanti neri. Mentre la commessa più anziana le preveggeva il futuro (una sensitiva) cercando di darle consigli al fine di alleviare i suoi dolori per un amore impossibile (ne ho dedotto che si conoscessero bene, che era una cliente assidua), un’altra commessa più giovane mi ha servita, e non potevo non ascoltare. Questa donna parlava l’italiano perfettamente e i suoi occhi erano un blu elettrico. Mi sono detta che sicuramente non era araba, forse una donna convertita all’islam, dal fisico e dagli occhi avrebbe potuto essere addirittura una modella, famosa, e comunque il burka era lo strumento ideale per confessarsi a cuore aperto, senza avere un volto. Alla fine si è decisa per un anello con una pietra che avrebbe dovuto placarle l’anima.
Anche io ho trovato i miei due anelli, d’argento, con uno spigolo vivo, e adesso li indosso di nuovo.
ieri ho incontrato per strada un ragazzo bellissimo, sul ponte di porta genova. era con un amico che lo ha chiamato cristian. la sua pelle era color bronzo e aveva dei riccioli d'oro. credo fosse brasiliano, perchè parlava in portoghese. mi ha colpito perchè non guardava mai nessuno in viso, aveva sempre lo sguardo altrove, spesso rivolto verso il basso. mi sono ricordata di quando da piccola facevo la magia di diventare invisibile, allora non guardavo più nessuno negli occhi e davvero nessuno mi vedeva più, scomparivo, e potevo fare tutto quello che volevo senza che nessuno si accorgesse di nulla. funzionava veramente! non credo però che lui stesse facendo questo gioco, perchè io l'ho visto.
mi sono chiesta come fossero i suoi occhi, mentre il suo viso, quando ha sorriso, era pieno di luce.
Dentro di me ho sempre saputo che per avvicinarsi veramente a volte bisogna allontanarsi, e non può essere altrimenti. La lontananza del tempo che in solitudine protegge e lentamente cura. Se vuoi una cosa lascia che ti scivoli addosso e non voltarti, e forse è già tua. Avrai i doni più cari, unici, e ti potrà avere quando sarai pronto/a a darti.
sono anni che non vesto il rosso, forse un secolo. è da dicembre che ci penso. e ieri e oggi l'ho vestito, completamente, con i capelli sciolti. ero irraggiungibile, grande e sottile. camminando ho sentito sulle spalle il peso leggero e buono degli sguardi incuriositi...
gli sguardi come le parole
in galleria oggi vi era un concerto di musica celestiale che ha soverchiato con timore ogni frastuono.
In una delle ultime lezioni di russo abbiamo letto la storia della poetessa Marina Cvetaeva e di Sergej Efron. Si sono conosciuti a casa dell'artista Maks in Crimea, sul Mar Nero, a Koktebel. Marina amava raccogliere le pietre che il mare portava a riva, di quel tipo speciale e raro del luogo, la pietra serdolik. Un giorno Marina pensò che se Sergej ne avesse trovata una e gliela avesse regalata, si sarebbero sposati. E cosi fu. Lui ne raccolse una, bellissima, dal lungomare e la diede in dono a Marina come pegno del suo amore.