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ANNA BALDI ARCHITECT
il blog di anna baldi


martedì 29 giugno 2010

29.06.2010

[alessia]

un blocco, una forte resistenza, una fuga nel tempo fantasticando in positivo per qualcuno. S mi ha parlato affascinata di phi



postato da anna baldi martedì 29 giugno 2010 alle ore 23:05    | commenti: 0 | scrivi un commento |





lunedì 28 giugno 2010

28.06.2010

ti abbraccio con lo sguardo e con la memoria

sono riuscita ad abbracciare la bellezza con uno sguardo, e a percorrerla tutta nella sua profondita'  nel tempo di un respiro, tanto basta per abbracciarla anche con la memoria, rimanendone impigliata ad ogni passo.



postato da anna baldi lunedì 28 giugno 2010 alle ore 22:59    | commenti: 1 | scrivi un commento |





lunedì 28 giugno 2010

27.06.2010

[il racconto attraverso il quale ti voglio guidare e' una composizione di azioni (di pochi uomini), secondo una sequenza precisa e non interscambiabile, e dell'ideale dalle quali esse muovono (potrebbe essere il racconto di una resistenza tragica che contrasta un ideale ancora piu' grande e nobile, purtroppo non riconosciuto per un principio fermo e irremovibile di fedelta')]



postato da anna baldi lunedì 28 giugno 2010 alle ore 22:57    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 26 giugno 2010

26.06.2010

M è malato. si è aggrappato a me e mi ha stretta forte; l’ho coperto delle mie cure, e l’ho sentito abbandonarsi tranquillo al sonno.



postato da anna baldi sabato 26 giugno 2010 alle ore 23:47    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 26 giugno 2010

25.06.2010

le canzoni sono come i luoghi: di tutti. cio' nonostante ce se ne puo' appropriare, in silenzio o anche in modo prepotente, senza pero' togliere nulla agli altri, e una volta che sono proprie, se lo si desidera, si possono regalare e valgono come uno dei doni piu' preziosi, perche' capaci di dischiudere le porte ad una incondizionabile liberta'



postato da anna baldi sabato 26 giugno 2010 alle ore 23:41    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 26 giugno 2010

24.06.2010

è come un elisir della giovinezza, solo per le donne. in breve distende i segni del volto, tonifica i tessuti, rinvigorisce i capelli e anche se si mangia per uno, per quanto poco è sempre come se fosse per cento. una metamorfosi che nell’intimo non mi consola, solo se penso al dopo.
non ho mai amato le forme abbondanti e tutto ciò che è superfluo.



postato da anna baldi sabato 26 giugno 2010 alle ore 23:39    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 26 giugno 2010

23.06.2010

un architrave reciso a taglio netto nella sua metà: una furbizia e un virtuosismo spiccioli, perché fine a se stessi e superflui; allo stesso modo di una colonna, con capitello ma senza base.



postato da anna baldi sabato 26 giugno 2010 alle ore 23:38    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 22 giugno 2010

22.06.2010

[un essere vivente è caratterizzato dal movimento (mutamento del suo stato), che è la risposta ad uno stimolo o la conseguenza di un’intenzione. e se l’apprendimento è imitazione, l’imitazione rende possibile l’identificazione con quel qualcosa che si imita. sono queste le idee attorno alle quali continuo da mesi e mio malgrado a muovermi, per una sorta d’intuito, e mi convinco sempre di più dell’esistenza nel rinascimento di un loro nesso progettuale del tutto innovativo anche nell’ambito dell’architettura, che andrebbe approfondito, partendo ancora molto prima dell’Alberti, pur rimanendo una tra le figure chiave]

a volte scivolo anch’io in questi noiosi discorsi retorici da insopportabile squinzia



postato da anna baldi martedì 22 giugno 2010 alle ore 17:16    | commenti: 0 | scrivi un commento |





lunedì 21 giugno 2010

21.06.2010

tanto lo sai che quando saremo vecchie vivremo insieme, se lo vorrai
senza però saperlo
A ha abbassato lo sguardo e non ha detto nulla, il suo animo dentro devastato dalla sensazione opprimente di essere sempre il possesso di qualcuno. e allo stesso tempo di non riuscire a convivere con la solitudine in un isolamento che le potrebbe risparmiare il confronto continuo e le fatiche che le consumano l’essere, almeno così crede.
l’apprendimento e l’esperienza iniziano con l’imitazione, lo aveva letto da qualche parte, e ora queste parole le tornavano alla mente chiedendosi se fosse quello il motivo per cui non riuscisse a raggiungere l’equilibrio interiore al quale aspirava, perchè probabilmente non corrispondeva ai modelli che aveva imitato. le erano ritornate alla mente anche le parole che volevano essere piene d’amore e che invece le spezzavano la schiena e il cuore ogni volta che venissero pronunciate e ogni volta che risuonassero in lei: sarai il bastone della mia vecchiaia. era rimasta zitta pure quando si era sentita dire di ciò che avrebbero fatto insieme quando sarebbero rimasti soli, fra molti anni. si era accorta che non ci aveva pensato, e che quella sicurezza sul futuro che avrebbe potuto darle conforto era stata invece una doccia gelata. non era ancora pronta per pensare così avanti, non era capace di tanta trasparenza, e soprattutto non era capace di bruciare il tempo. lo sapevano benissimo, è per questo che cercavano di preparare il terreno, come per garantirselo
era ancora seduta con il bicchiere pieno (aveva tolto ad uno ad uno tutti i ghiaccioli tintinnanti, facendoli scivolare sotto al tavolo, sulle pietre levigate della piazza; non le sono mai piaciute le bibite annacquate) eppure camminava già sulla via del ritorno lungo la strada stretta e sinuosa principale del centro, la sua preferita, in assoluto, perché ad ogni passo e sguardo le si aprivano nuove prospettive improvvise e meravigliose, come se i palazzi rinascimentali fossero animati e capaci di movimento proprio. Le piaceva percorrerla soprattutto costeggiando i porticati per godere di una visuale la più ampia possibile.
aveva provato un legame forte già dalla prima volta che ne aveva sentito parlare, e casualmente le circostanze l’avevano portata in quel luogo in diversi momenti più o meno importanti o anche apparentemente insignificanti della sua vita, così che quel legame era cresciuto silenziosamente e in modo molto naturale nel tempo. per questo sapeva che non era lì che avrebbe potuto continuare a vivere.



postato da anna baldi lunedì 21 giugno 2010 alle ore 21:48    | commenti: 0 | scrivi un commento |





lunedì 21 giugno 2010

20.06.2010

ho contato insieme a P fino a un miliardo. ha pensato che potesse mettere una fine ai numeri, per potere iniziare a contare da capo una volta raggiunto il limite. ho cercato di spiegargli che sono infiniti perché c’è sempre un numero che si può aggiungere a quello che si pensa sia l’ultimo, e vedevo dentro di me l’immagine continua di un numero che si aggiungeva agli altri in coda


[per non farti sbagliare di nuovo, :D]



postato da anna baldi lunedì 21 giugno 2010 alle ore 09:19    | commenti: 0 | scrivi un commento |





lunedì 21 giugno 2010

19.06.2010

non è difficile, anzi mi è inevitabile

[il pensiero, che produce immagini, non può dissociarsi dai luoghi, dalla loro fisicità/sensorialità]



postato da anna baldi lunedì 21 giugno 2010 alle ore 09:17    | commenti: 0 | scrivi un commento |





venerdì 18 giugno 2010

18.06.2010

per pensare a te penso al mio essere nel tuo essere



postato da anna baldi venerdì 18 giugno 2010 alle ore 10:49    | commenti: 2 | scrivi un commento |





giovedì 17 giugno 2010

17.06.2010

per pensare a te ho pensato al mio essere con te



postato da anna baldi giovedì 17 giugno 2010 alle ore 22:54    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 16 giugno 2010

16.06.2010

S è andata alla sua prima festa scolastica di fine anno, organizzata in una discoteca.

a scuola potevamo organizzare di sera una/due feste all’anno. il salone d’ingresso si trasformava in una grande discoteca, affollatissimo tanto che se non si ballava si riusciva a stento ad attraversarlo. durante la bamba ognuno poteva baciare chiunque volesse e lasciarsi baciare da chiunque lo desiderasse. uno scambio giocoso e divertente. si osava anche con chi non si conosceva o con chi si conosceva di vista, magari di età diversa, o con chi altrimenti durante le ricreazioni o le lezioni composte da nazionalità miste non si sarebbe parlato se non per necessità imminenti, ciò che contava era che piacesse. con il passare degli anni cambiavano le persone e le musiche, ma non quella canzone, attesa con grande impazienza, attorno alla quale sembrava ruotasse tutta la festa, perché capace di far superare timidezze e timori, un’invenzione geniale. mi piace pensare che nella mia ex-scuola venga ancora fatta risuonare come un pezzo forte



postato da anna baldi mercoledì 16 giugno 2010 alle ore 17:45    | commenti: 4 | scrivi un commento |





martedì 15 giugno 2010

15.06.2010

abbiamo parlato del più e del meno [non è stato difficile, ne avevo bisogno], e l’orizzonte si è ricomposto.
ho rivestito i miei dubbi di relatività e mi sono riappropriata di quel territorio non troppo esteso, ma abbastanza grande per dare una forma anche al tempo



postato da anna baldi martedì 15 giugno 2010 alle ore 21:16    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 15 giugno 2010

14.06.2010

un segno di proprietà molto visibile e inconfondibile, capace di creare tutto attorno una terra di nessuno
un marchio troppo palese della mia dipendenza, della privazione della mia autonomia e della mia condizione di libertà
non posso compiacermi di essere di qualcuno se non sono in grado di poterlo non essere

inizio a intravedere quasi un’attrazione forte per la condizione di perenne inizio.
la sua immagine sarebbe quella di un paesaggio labirintico con un’infinità di percorsi che si addentrano in una vegetazione sempre più fitta i quali riportano inevitabilmente e improvvisamente sempre al punto di partenza, pieno di luce; un labirinto nel quale non ci si perde, estenuante però perché in esso non vi è fine.



postato da anna baldi martedì 15 giugno 2010 alle ore 14:12    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 13 giugno 2010

13.06.2010

allegrezza e gioia

non potrebbe essere altrimenti perché inizio a preoccuparmi per questo mio capriccio. inizio a temere che mi stia privando nel lungo termine, forse per sempre, di una grande parte di me, di quella che mi mantiene a galla, capace di tingere di mille colori le mie giornate
non ho mai pensato che si possa arrivare a dire veramente che sia troppo tardi per qualcosa, eppure ora inizio, a intermittenza, a temere che ciò sia possibile
tutto questo invece non costringe nulla del tuo menage, e anzi ti risveglia un piacere dolce che accresce nel tempo, per l’evidenza del tuo possesso verso di me, e per ciò che nutro anche per te



postato da anna baldi domenica 13 giugno 2010 alle ore 23:22    | commenti: 2 | scrivi un commento |





sabato 12 giugno 2010

12.06.2010

come è bello vedere nei bimbi la gioia di avere un giorno all’anno che è tutto loro, e la loro convinzione che sia proprio così. finalmente, è arrivato di nuovo, dopo così tanti mesi, settimane, giorni e ore anche quello di P, che non sta più nella pelle e non vede l’ora di essere festeggiato. per noi altri non è un attesa così lunga ed estenuante come la sua perché i nostri anniversari capitano più o meno tutti ravvicinati, cosicché ognuno ha la sensazione di avere tante attenzioni quanto quelle degli altri. sono io a concludere il ciclo e lui è colui che lo apre; la sua consolazione è che così, nonostante ci separino molti mesi, siamo in un certo senso comunque vicini l’uno all’altra, collegando e facendo coincidere nella condizione ciclica il concetto di fine con quello di inizio.
non ho ricordi di una mia gioia così grande quanto la loro, anzi ho la convinzione di non avere mai veramente amato festeggiare gli anni, e comunque quel poco entusiasmo che potrei avere sta diminuendo sempre di più con il passare del tempo. non amo trovarmi al centro dell’attenzione, mi mette molto a disagio, mi crea tensione, mi obbliga a quella comunicabilità formale che detesto. ho sempre prediletto la solitudine e l’intimità, in modo ancora più accentuato in queste occasioni, perché il mio animo è già troppo incasinato per trovarmi a gestire anche la normalità. come mi deprime a volte il coinvolgimento con altre mamme, come mi sfinisce il colloquiare convenevole, quasi fossero un impiego di energia non sostenibile, eppure riconosco di essere io a sbagliare, per la mia insostenibilità


[se c’è un termine che non sopporto è quello generico di archistar; mi è difficile pensare agli architetti come stelle, ma solo come persone, più o meno affermate, per merito o meno, che inevitabilmente si espongono; percepisco questo termine, che fa riferimento al mondo capriccioso e anche un po’ eccentrico ed isterico dello spettacolo, come carico di gelosia, e la gelosia è piena di pregiudizi, che di certo non aiutano una critica sana]



postato da anna baldi sabato 12 giugno 2010 alle ore 23:14    | commenti: 20 | scrivi un commento |





sabato 12 giugno 2010

11.06.2010

incapacità di prendere le distanze, una rabbia che mi avvelena e avvelena l’apparenza
non posso dimenticare il tuo abile inganno, sai essere molto attento per cui non posso credere che non tu non ne sia al corrente, e non riesco neanche a volermene, per quella mia testardaggine ad andare fino in fondo prima di cambiar qualcosa
il tuo spazio a carico mio, come se niente fosse

un senso di malessere, ancora, e le forme prepotenti e incuranti, per fortuna perché se succedesse qualcosa non vorrei gravarmi anche di ciò



postato da anna baldi sabato 12 giugno 2010 alle ore 23:13    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 12 giugno 2010

10.06.2010

non credo che l’azione possa essere atto di disperazione,
nemmeno se fatto d’impulso
semmai è coraggio, condizione per la crescita, per l’esplorazione e per la conoscenza

(Ph si accontenta di aspettare Y, che è bellissima già solo per la sua giovinezza)

se non agissi sarei in un cerchio dannato, incastrata e fregata
se agissi non avrei bisogno di chiedere ogni volta per quel qualcosa che mi manca
come odio doverlo fare, e come sono vigliacca nel farlo



postato da anna baldi sabato 12 giugno 2010 alle ore 23:12    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 12 giugno 2010

09.06.2010

non è partire se so di tornare



postato da anna baldi sabato 12 giugno 2010 alle ore 23:11    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 8 giugno 2010

08.06.2010

se cambi idea

°°°



postato da anna baldi martedì 8 giugno 2010 alle ore 20:58    | commenti: 2 | scrivi un commento |





lunedì 7 giugno 2010

07.06.2010

manina bella fatta a pennella, dove sei stata?...

sega sega mastu ciccio, na panella e na ...

[per prima la nonna]
le ho leggermente modificate, aggiungendo quel qualcosa
che aumentasse di un filo la tensione dell’attimo più bello, quello conclusivo, del contatto
il solletico che spalanca le porte alla gioia



postato da anna baldi lunedì 7 giugno 2010 alle ore 22:27    | commenti: 1 | scrivi un commento |





domenica 6 giugno 2010

06.06.2010

alle mie spalle [liuba]

neanche me ne sono accorta, eppure ho sparso tutti i miei libri e fogli a terra e attorno a me,
da qualche parte anche le scarpe, i vestiti, borsa, cellulare, così per ogni cosa che mi sono portata dietro
anche l’orologio si è fermato

oggi non parlo
oggi la mia voce non ha suono


un volto alla separazione
alla consapevolezza apparentemente quasi indolore di un viaggio che segna una fine
alle mie spalle una terra sterminata di emozioni e luoghi
un’infinità di tracce e sovrapposizioni, di suoni e colori
davanti una scalinata imponente che porta al mare
dal quale seguirò attentamente ad ogni sua apparizione il mutare lento del profilo della costa
perché nel mio mondo so di approdare nello stesso punto da cui sono salpata



postato da anna baldi domenica 6 giugno 2010 alle ore 22:27    | commenti: 1 | scrivi un commento |





sabato 5 giugno 2010

05.06.2010

10.06 da 17:00 a 17:30

il silenzio
l'equilibrio
la quiete

il mio mondo
fuori dal mondo

dove c'è il sole e dove c'è l'acqua



postato da anna baldi sabato 5 giugno 2010 alle ore 23:35    | commenti: 1 | scrivi un commento |





venerdì 4 giugno 2010

04.06.2010

un altro buco nell’acqua. quando torni sarò io a partire
l'affanno di chi non vuole soffocare
perchè quando si parla non si respira



postato da anna baldi venerdì 4 giugno 2010 alle ore 23:46    | commenti: 1 | scrivi un commento |





giovedì 3 giugno 2010

03.06.2010

L non aveva mai pianto, non al lavoro
oramai crede solo al destino, a quello che se sei buono e bravo non riesci neanche a morire e se invece rubi e uccidi vivi anche 100 anni
questa notte hai fatto la pipì a letto ben tre volte; guarda che ti lego le mani
anche quelle, papà!? le parole impastate, la voce che esce a fatica, l'affanno di chi non vuole soffocare



postato da anna baldi giovedì 3 giugno 2010 alle ore 23:04    | commenti: 2 | scrivi un commento |





mercoledì 2 giugno 2010

02.06.2010

P non ne vuole sapere di dire della sua svogliatezza. come se fosse qualcosa che non lo riguardi, che non esista, come se la bugia avesse varcato quei limiti per cui diventa la vera verità, a difesa dell’ego. se gli parlo da adulto si ammutolisce ancora di più, scivola via come un pesce fuori dall’acqua. però vedo che ascolta, e cerca di capire
S … guarda, se ti può interessare, con un fondo amaro di rancore
M: il mio passaporto tagliato con un taglio pulito e netto, che fa addirittura dubitare che possa essere stato lui
sembra proprio che non riescano ad accettare che il mio sguardo si rivolga anche altrove come se ciò sottragga loro la mia attenzione, e io che non riesco a sottrarmi per loro



postato da anna baldi mercoledì 2 giugno 2010 alle ore 22:31    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 1 giugno 2010

01.06.2010

un pensiero già avuto che però ritorna sotto un’altra luce.
i sensi che non sbagliano mai, la percezione di ciò che è, e che provoca una reazione, anche la nausea.
il pensiero umano invece può sbagliare, quello che pensa può essere entrambi, vero o falso

un sole caldo, tanto da attutire i rumori
mi guardi e con il sorriso dici che sta piovendo



la tristezza in molte persone sulla mia strada. non che fossero tristi, anzi i loro volti sembravano felici, a volte anche molto, sicuramente più del mio
era la loro immagine ad essere spenta, goffa, debole
il timore che sia o che possa essere così anche la mia

il mio stato d’animo una mareggiata continua



postato da anna baldi martedì 1 giugno 2010 alle ore 23:59    | commenti: 0 | scrivi un commento |



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