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ANNA BALDI ARCHITECT
il blog di anna baldi


lunedì 30 novembre 2009

30.11.2009

bruxelles è una città internazionale. ho pensato che per guadagnare tempo sicuramente avrei avuto buone possibilità di trovarvi il primo pezzetto del puzzle. la caccia al tesoro ha avuto inizio a square marie louise, vicino ad avenue de kortemberg. la prima informazione mi è stata data da un signore inglese molto distinto, forse un funzionario della commissione, integrata poi da due poliziotti fiamminghi. avevo a disposizione poche ore prima del volo del ritorno, abbastanza però per cercare. ho aggirato così il centro prima in senso concentrico, e poi in senso eccentrico, quasi a ritroso, e ad ogni tappa trovavo qualcuno che mi dava le informazioni che mi avrebbero portato alla tappa successiva. vicino a la bourse ho incontrato il mio compagno di volo del giorno prima, un ragazzo giovane della bocconi, a bxl per uno stage di 6 mesi presso una multinazionale americana. ha voluto accompagnarmi. dietro a palazzo reale pensavo finalmente di avere raggiunto l’obbiettivo, ed infatti un signore tedesco dallo spirito romantico, amante dell’italia e soprattutto del piemonte e di torino, ha confermato che sapeva con certezza dove avrei trovato ciò che cercavo. avrei dovuto però raggiungere un luogo fuori dalla città. il tempo a disposizione me lo avrebbe ancora permesso; a questo punto ho continuato la ricerca da sola. sono arrivata in un piccolo centro abitato con maisons a due piani e le strade vuote. il primo pezzo del puzzle aveva gli evidenti segni di essere stato maneggiato da mani curiose, e questa cosa mi ha fatto pensare che mi stesse aspettando; in seguito ho verificato che non combaciava perfettamente, ma essendo il primo pezzetto la sua imprecisione non comprometteva l’incastro. nel frattempo sono arrivata alla convinzione che si tratti di un pezzo doppio; la sua parte mancante la sto cercando tra verona e montebelluna.
il secondo pezzo del puzzle l’ho cercato a milano (per guadagnare tempo sono scesa a un compromesso, optando per delle tonalità un po’ sbiadite e senzaltro alterate); e siccome questa volta avevo pochi minuti a disposizione ho dovuto seguire l’intuito, procedendo per eliminazione, riducendo azzardatamene la scelta finale tra tre pezzi.
e quello scelto si è dimostrato in seguito combaciare perfettamente.

sono convinta che il terzo pezzo del puzzle lo troverò a roma, è qui ad ogni modo che inizierò la ricerca.

http://www.youtube.com/watch?v=S2q-gWMAGjw



postato da anna baldi lunedì 30 novembre 2009 alle ore 12:45    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 29 novembre 2009

29.11.2009

nel buio ho immaginato che fosse la seconda metà dell’800, un periodo tumultuoso colpito da moti nazionalistici e da congiure occulte. mi sono immaginata pallida e magra, distesa senza forze. avrei potuto essere Julie e con un tono di voce chiaro ma leggero che seguiva in modo lineare il silenzio ho detto “warum bin ich so kalt? bin ich eine Sterbende?” ti sei sollevato leggermente e mi hai chiesto di ripetere, cosa che ho fatto in modo fedele, senza fare vibrare la voce.
non potevamo che scoppiare a ridere, capisci subito quando gioco, e mi hai stretto forte, nel tuo calore.



postato da anna baldi domenica 29 novembre 2009 alle ore 10:19    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 28 novembre 2009

28.11.2009

è come l’aria
è come l’acqua
una dipendenza totale

sento la tua voce ovunque
vedo il tuo volto ovunque, in ogni angolo, dietro ogni viso, dentro ogni pensiero
il cuore in gola

anche il sole caldo che mi irradia e mi riscalda mi parla solo di te

la follia più grande è quella di amarti, incondizionatamente
dei nodi stretti quasi per gioco per non temere quell’immensità, lasciandola oltre lo sguardo, alle tue spalle,
nodi che non ho mai smesso di stringere, sempre di più, delicatamente, per sostanziarmi solo di te

e penso da sempre ad un numero, quello di un ring senza pedana sospeso tra quattro pali, e allo sguardo amico del tempo che arriva da molto lontano


non è molto che ho letto di parole in viaggio che avrebbero potuto cadere ancora prima di arrivare a destinazione, e mi ero chiesta come ciò potesse essere possibile. si diceva che avrebbero potuto cadere già solo dopo pochi metri, appena oltre la staccionata del giardino, prima di intraprendere il lungo viaggio
a nostra insaputa che invece pensiamo che arrivino nell'istante in cui le scriviamo e non immaginiamo che possano invece scontrarsi con altre anime



postato da anna baldi sabato 28 novembre 2009 alle ore 10:52    | commenti: 0 | scrivi un commento |





venerdì 27 novembre 2009

27.11.2009

il corpo cerca di appropriarsi dell'intelletto e invece cattura e avvinghia l'anima

una follia

spaesata tra i boschi e i laghi è stato un ragazzo spagnolo a indicarmi la strada
questa cosa mi fa ancora sorridere



mi piace seguire con le mie dita la fisionomia del tuo volto




postato da anna baldi venerdì 27 novembre 2009 alle ore 15:46    | commenti: 0 | scrivi un commento |





giovedì 26 novembre 2009

26.11.2009

mi piacerebbe ripercorrere quel corridoio buio, interminabile stretto e labirintico con una velocità incalzante ridendo per quello spazio inverosimile, e poi cadere felice tra le tue braccia

mi sto preparando a lasciare milano
sento che quel momento potrebbe non tardare, proprio ora che iniziavo ad amarla,
proprio ora che iniziavo a sentirla vicina

non ho mai pensato di volermi sottrarre al mio destino, anche se a volte è come se avessi guadagnato tempo e terreno

le mie mani
la mia voce
il mio essere



postato da anna baldi giovedì 26 novembre 2009 alle ore 18:12    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 25 novembre 2009

25.11.2009


mi è successa una cosa meravigliosa

da un pezzettino ho visto una cosa infinita



postato da anna baldi mercoledì 25 novembre 2009 alle ore 08:49    | commenti: 2 | scrivi un commento |





martedì 24 novembre 2009

24.11.2009

aprendo gli occhi questa mattina avrei voluto che fosse già arrivato il buio della sera

c’è una saggezza intramontabile nel mito, in quelle forme e parole arcane, si potrebbe azzardare a dirla Verità, se non fosse per la distanza sempre più grande e affannosa tra il corpo passione e l’intelletto, tra l’uomo solitario e l’universo

l’affanno, e l’aiuto della ritualità, che brucia, anche se pur esiguamente, quel terreno di separazione, tanto però da poterci aprire in modo istantaneo e finito a quella conoscenza lontana e profonda
nella compartecipazione totale dei sensi e dell’intelletto



postato da anna baldi martedì 24 novembre 2009 alle ore 12:42    | commenti: 1 | scrivi un commento |





lunedì 23 novembre 2009

23.11.2009

non dico mai il mio nome a chi sbaglia

puoi appropriarti delle mie parole, che si lasciano raccogliere da chiunque le trovi,
ma non cercare di fare lo stesso con la mia vita

... credo che la causa sia in quel sassolino, e nel mio esistere
questa notte in piedi su un fuoristrada in corsa

(un libro ora può essere troppo poco, anche due)



postato da anna baldi lunedì 23 novembre 2009 alle ore 07:37    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 22 novembre 2009

22.11.2009

mi piace sentire la tua voce sottile, acuta e musicale, da morire, pensando che un giorno diventerà la voce roca e calda di un uomo.

torno sui miei passi perchè non voglio lasciare nulla di incompiuto, per arrivare al punto esatto in cui voglio arrivare, che è quello nel quale mi riconosco e mi ritrovo. non sono abbastanza brava per un percorso diretto, però faccio del mio meglio nonostante le mie limitate forze e risorse, avvicinandomi in modo graduale, con un movimento di circoscrizione, sempre di più al luogo che mi riporta anche a te. non ho paura del tempo.



postato da anna baldi domenica 22 novembre 2009 alle ore 22:00    | commenti: 2 | scrivi un commento |





sabato 21 novembre 2009

21.11.2009

mi sono sempre sorpresa della stupidità di cappuccetto rosso, ma il sentimento di odio nei suoi confronti si è alimentato quando mi sono ritrovata vestita dei suoi vestiti, in occasione di un carnevale lontano, biondissima come lei.
l’ho odiata per quel senso di umiliazione che ho provato per essere davanti agli altri l’immagine della sua stupidità e ingenuità infantile. umiliata anche dall’idea di finire mangiata da un lupo volgare, un animale peloso e maleodorante
ribelle, autonoma, furba, e soprattutto non stupida perchè allora ero già cosciente che l'arte della seduzione è un'arte raffinata da indagare con cura e consapevolezza.

la prima volta (volutamente a 18 anni, quasi 19, per non dividere con nessuno, da un punto di vista delle responsabilità, la decisione importante di diventare donna) con te uomo che ho amato alla follia: sono svenuta dal piacere nelle tue braccia
poi la felicità totale che mi hai sottratto nello stesso istante nel quale me ne hai fatto partecipe, una lacerazione amara e profonda
quando mi sono sentita inondare del tuo amore non avevo potuto immaginare che potesse essere più grande di quello mio per te, e lo avevo desiderato così tanto da non crederlo possibile, mai, in sintonia ed armonia completa, il totale sconfinamento, e finalmente la gioia

http://www.youtube.com/watch?v=5YXVMCHG-Nk



postato da anna baldi sabato 21 novembre 2009 alle ore 19:42    | commenti: 0 | scrivi un commento |





venerdì 20 novembre 2009

20.11.2009

anna

è l’inizio di un giorno, precisamente la madrugada

il volto che ti voglio dare oggi non è il mio

è il volto di una donna che conosco molto bene, dalle mani esili e forti, a volte insicure e a volte perfettamente misurate,
quelle sue mani fredde che ama poggiare come me su di te, per sentire il tuo calore dolce appropriarsi di lei (e di me)

scruto il suo volto sempre con curiosità avida e timida, nell'imbarazzo, cercando di cogliere in lei una ruga, un'ombra, una smorfia, una somiglianza, che possa riconoscere anche come mia, e capire come tu vedi me
cosa tu vedi di me
ogni volta con la stessa meraviglia e la stessa estraneità


anna

postato da anna baldi venerdì 20 novembre 2009 alle ore 00:20    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 18 novembre 2009

19.11.2009 :D

che il mio riparo sia una cortina leggera
che frema come le fronde al vento,
tessuto delle mie fatiche,
che filtri il tuo sguardo e la tua ombra
ovunque tu sia

il caldo e il freddo

che sia il luogo per le nostre anime
dove si possano perdere e ritrovare l’una nell’altra
meravigliate e offuscate dall’immensità dell’universo



postato da anna baldi mercoledì 18 novembre 2009 alle ore 13:08    | commenti: 11 | scrivi un commento |





mercoledì 18 novembre 2009

18.11.2009

;D

Per un periodo ho incontrato M quasi regolarmente, all’imbrunire. da quando apriva la porta avevo poco tempo per carpire il suo mondo; percorrevo il corridoio e mi attaccavo ad ogni dettaglio, avida anche di quelli che vedevo con la coda degli occhi, sempre gli stessi.
e mentre pensavo al suo mondo dalle luci soffuse e la quiete, non mi sono accorta di avere instillato in lui ogni singola goccia della mia saliva, un veleno lento.
abbiamo continuato a vederci anche dopo che si è trasferito a Pd, di rado.
e fino all’ultimo mi ha sempre fatto la stessa domanda, se ero sicura, se veramente ero sicura. ha voluto che trovassi le parole, e io testarda non gliel’ho permesso.
la sua vita per la mia
una grande cosa



postato da anna baldi mercoledì 18 novembre 2009 alle ore 00:08    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 17 novembre 2009

17.11.2009


per la tranquillità era bastato non dare ascolto alle mie voci
ricucendo una ferita profonda e inspiegabile, ma anche perdendo la parola appunto
all’inizio ho contato i secondi poi le ore, i giorni i mesi gli anni

sono cresciuta da sempre con molti sguardi addosso, come una leggera pressione, per strada e fra gli amici, mio malgrado, e per il riscatto ho imparato a guardare nel vuoto o negli occhi, a seconda

la luce potrebbe essere quella di oggi. non so se uscirò, ma sto pensando a una sala affrescata completamente di alberi le cui fronde coprono il cielo, un inizio curioso

In un'altra vita forse



postato da anna baldi martedì 17 novembre 2009 alle ore 11:14    | commenti: 4 | scrivi un commento |





lunedì 16 novembre 2009

16.11.2009

sono arrivata che A era ancora in pigiama. il soggiorno in penombra dalle persiane chiuse per il calore del sole. ha continuato a raccontare e quando ho pensato che finalmente si sarebbe vestita ha aperto l’acqua per fare un bagno. ho avuto quasi il dubbio che fosse stata una scusa per spogliarsi, per una sorta di seduzione. un corpo rotondo e pieno così come il viso. lo stesso, che poco dopo avrebbe racchiuso in un abbigliamento rigido, quasi a trattenere quelle forme prosperose nella massima immobilità, quasi a renderle scolpite. severo anche il trucco, due linee spesse di eyeliner che accentuavano il proseguimento del naso dalle narici larghe negli occhi a mandorla di colore nero, e un rossetto compatto rosso acceso su delle labbra piccole e carnose; i capelli neri corti scolpiti dal gel. ho pensato che però sicuramente piaceva ai ragazzi e forse anche agli uomini per il suo modo di fare molto adulto, quello di una signora che conosce bene il mondo, capace di rassicurare e prendersi cura. per un attimo ho visto in lei sua madre, che non conoscevo, ma che sapevo una signora single e indipendente. era ancora in acqua quando ha detto che mi avrebbe presentata ai suoi amici come clelia, un nome particolare perchè si pronuncia facendo schioccare la lingua per ben due volte. credo pensasse di avere detto una cosa sensuale, e invece io l’ho trovata solo molto divertente, un nome che non avrei mai considerato, e ora meno di prima.
sono venuti a prenderci M, W e D (compagni di corso), e quando siamo arrivati a colazione dai suoi amici in un piccolo cortile privato terrazzato e circondato da mura in pietra, avevamo circa tre ore di ritardo e gli ospiti stavano già gustando il cafè, il cui odore era misto a quello metallico della moka. gente decisamente più grande di noi, tra la quale lei si muoveva molto a suo agio.
il ritardo non ci ha esonerati da un piatto di pasta fredda, appiccicosa la cui salsa si era ormai completamente assorbita. l’unica cosa divertente è stato sentire pronunciare il mio nome, una piccola vendetta nascosta.
il resto della serata l’abbiamo passata in un tranquillo locale all’aperto fuori M, verso V.

quella notte, quella stanza sconosciuta, mentre tutti dormivano, era piena di ombre che oscillavano in modo pacato, come delle fiamme scure, mentre fuori tutto era immobile e silenzioso.
le tende accostate si gonfiavano leggere al passaggio della poca aria soffiata dentro dalla luna, con l’aiuto dei suoi raggi.
i miei occhi si sono chiusi lentamente per un sonno tranquillo mentre guardavo un muro profondo fatto di luce che delicato mi apriva la vista sul mondo.



postato da anna baldi lunedì 16 novembre 2009 alle ore 18:05    | commenti: 15 | scrivi un commento |





domenica 15 novembre 2009

15.11.2009

per gioco ho detto una cosa che se fosse stata vera non avrei mai potuto dire in modo così teatrale
o meglio, l’ho detta perché dicendola non sarebbe stata vera, … in realtà ho voluto metterti alla prova, sempre sicuro
e per la prima volta ti sei fatto serio e ho visto in te la preoccupazione e il silenzio
il distacco e una vena di dolore

mi aspettavo che tu non dessi peso a queste mie parole, come hai sempre fatto, e sorridendo per la mia stupidità mi stringessi forte, più di sempre

è stata la paura, è stata la mia paura



postato da anna baldi domenica 15 novembre 2009 alle ore 23:37    | commenti: 6 | scrivi un commento |





sabato 14 novembre 2009

14.11.2009

il tempo ha cancellato lentamente la forma
e di quella a me cara è rimasta solo una traccia
un‘essenza
un segno vago dai confini sfuocati che trattiene a fatica il legame nella sua fisicità
e tremo al pensiero che anche questo un giorno possa svanire
che si assottigli definitivamente fino alla trasparenza



postato da anna baldi sabato 14 novembre 2009 alle ore 13:52    | commenti: 3 | scrivi un commento |





venerdì 13 novembre 2009

13.11.2009

come se non potesse mai cambiare nulla, come se fra me e quel dopo ci fosse costantemente un’entità ingombrante da maneggiare e rimuovere, per un continuo colpo di scena, su un filo sospeso

eppure se potessi tornare indietro lo farei alla sola condizione di ritrovarmi precisamente dove sono ora, perchè profondamente curiosa



postato da anna baldi venerdì 13 novembre 2009 alle ore 21:10    | commenti: 0 | scrivi un commento |





giovedì 12 novembre 2009

12.11.2009

chi scappa dal pericolo ha perso in ogni caso, per la paura
anche se così facendo nobilita il coraggio di chi invece non si tira indietro ed è pronto al confronto con il proprio destino
ed ognuno dei due è d'aiuto all'altro

comunque, si agisce per un istinto alla sopravvivenza, in un egoismo che consuma nella solitudine
che genera squilibrio

mi sono chiesta tante volte di quel treno che ci ha superati…

lascia del nettare dolce dietro di te per colui che ti segue silenzioso alle spalle nell’intento di rubarti l’anima, solo così puoi distrarlo dalla tua libertà, e allontanandoti indisturbata e salva non dimenticare di non voltarti, mentre lui si ciba, perché se incontrasse il tuo sguardo saresti persa

sono stanca, devo recuperare le forze, non riesco più a lavorare come vorrei
la mia pelle si sta assottigliando



postato da anna baldi giovedì 12 novembre 2009 alle ore 21:27    | commenti: 2 | scrivi un commento |





mercoledì 11 novembre 2009

11.11.2009

(.... che tempo che fa)

sto usando la parola
il mio mondo del timore dell’insicurezza e della vulnerabilità
il mio vuoto in questa immensità
solo una ruota su me stessa, nell’universo

non importa
voglio dirti

le coincidenze sono anche nelle sfumature



postato da anna baldi mercoledì 11 novembre 2009 alle ore 22:08    | commenti: 5 | scrivi un commento |





martedì 10 novembre 2009

10.11.2009

a Barcellona era ospite di amici di amici, una coppia giovane, ballerini di flamenco.
(ancora non pensavo che avrei potuto studiare architettura, e non l’ho pensato neanche subito dopo)
ho passato un pomeriggio intero al parco Güell, avevo portato con me un registratore mangiacassette (:D) e ho lasciato che la cassetta registrasse ciò che io sentivo. ho ascoltato quella registrazione qualche anno dopo, ritrovata per caso; i suoni del calpestio e delle voci che mi raggiungevano, passavano accanto, si soffermavano, allontanavano, e viceversa, hanno risvegliato in me la vista del luccichio delle pietre e il mio piacevole abbandono, distante da qualsiasi pensiero, appagata ed estasiata dalla percezione del legame sottile e raffinato di quegli spazi, generosi e di ampio respiro, che non erano semplicemente dislocati lungo un percorso complesso, ma si compenetravano e sostanziavano a vicenda, con molta raffinatezza, discrezione e abilità. proprio grazie a quel percorso, così riuscito da poter celare il loro legame di rispondenza profonda, inebriando e disorientando chi lo percorresse.

un gioco di ombre e di luci, la protezione e l'invulnerabilità nell’esporsi, il percorso che può affaticare e la sosta nel luogo più consono
sorreggere e nascondere di farlo, lasciarsi sorreggere e far finta di non saperlo
la leggerezza e le rose, rosse



postato da anna baldi martedì 10 novembre 2009 alle ore 22:37    | commenti: 2 | scrivi un commento |





lunedì 9 novembre 2009

09.11.2009

ho sempre pensato che il muro fosse quello che sono sempre stata abituata a vedere riprodotto, una superficie colorata di graffiti.
quando sono stata a B nell’ottobre ’88 mi sono accorta che le superfici colorate erano solo quelle dalla parte ovest lungo le quali le persone potevano liberamente e normalmente camminare e sostare
dalla parte dell’est il muro era invece del suo colore originale di cemento, un grigio chiaro come quello di un cielo invernale coperto di nuvole. a separarlo dalla gente della B est c’era una profonda striscia di terra, quella di nessuno, che doveva garantire alla milizia della ddr il tempo adeguato per intervenire in modo efficace e risoluto contro chiunque fosse stato tentato dalla fuga verso la libertà.



postato da anna baldi lunedì 9 novembre 2009 alle ore 23:57    | commenti: 2 | scrivi un commento |





domenica 8 novembre 2009

08.11.2009

mi piace addormentarmi con il suono della pioggia su di me
ancora di più quando c’è il temporale

la prima volta che sono stata a berlino era nell’88. arrivata in treno da barcellona, viaggiando di notte. I controlli nella ddr erano stati molto duri, in tutto stile sovietico.
due anni dopo la caduta del muro ci sono tornata per viverci. ho percepito quella divisione ancora per qualche anno, poi ha iniziato ad affievolire
una diversità nel modo di parlare e di essere delle persone, spesso per la loro povertà, aggressività ed insoddisfazione, e non appena si era passati dall’altra parte, a berlino est, perchè è così che si dice ancora, questa differenza si percepiva anche nei colori, e persino nei profumi del verde, delle strade, dei luoghi, una sorta di divisione più profonda segnata dal tempo e più difficile da abbattere



postato da anna baldi domenica 8 novembre 2009 alle ore 22:56    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 7 novembre 2009

07.11.2009

tu sei forte?
in modo inatteso ho detto con tono sicuro, quasi di sfida, di si
avrei dovuto dire
dipende

il mio limite è l'entusiasmo del momento

del mio passato ricordo molto bene gli eventi, a volte quasi incredibili: una notte nei suoni della giugla e un serpente boa catturato, una casa a capodimonte senza porte di cui trovo un giorno le pareti sporche di sangue, una macchina senza documenti mai fermata ai posti di blocco, una pattuglia di notte rientrando da verona molto delusa, una gita al mare del nord vicino ad amsterdam in una colonia estiva occupata, una nave da genova per arrivare a palermo, vedere antonello da messina e ripartire poche ore dopo con un'altra nave, una scala che al mio risveglio era segnata in ogni passo da ognuna delle immagini della cappella degli scrovegni che mi hanno guidata fino alla luce di un buongiorno, ....... un passaggio, e io trascinata, incosciente e coraggiosa (fortunata)

non ricordo però le mie parole
alle quali difficilmente potrei rimediare

pensavo di essermi liberata di ciò che in realtà non volevo e mi opprimeva, e invece mi sono anche spogliata, troppo
lasciando a terra abiti che si gonfiano con il vento,
dimentica del dopo



postato da anna baldi sabato 7 novembre 2009 alle ore 12:48    | commenti: 17 | scrivi un commento |





venerdì 6 novembre 2009

06.11.2009

:D

per essere felici basta poco
anche una parola inversa, scritta o detta male

(con S abbiamo riso di nuovo tanto pensando ad A 5 anni, una bimba indiana molto carina e graziosa, arrabbiata con P: “dagli un cazzone!” invece di “cazzottone”, rendendo benissimo l'idea)

e poi c'è quell'altra felicità, quella che sconfina nella segreta armonia e rispondenza delle parti, nella sintonia profonda dall'equilibrio fragile della complicità



postato da anna baldi venerdì 6 novembre 2009 alle ore 00:30    | commenti: 0 | scrivi un commento |





giovedì 5 novembre 2009

05.11.2009

mi hai cercata, mi hai chiamata, e quando ti sei accorto di me mi sei corso incontro con le braccia sollevate più veloce di quanto tu in realtà possa, troppo sbilanciato in avanti tanto quasi da cadere, ma la forza del desiderio ti ha fatto ritrovare l’equilibrio anche per gli ultimi metri e io ti ho preso al volo.
ti ho stretto così forte da sentire le mie mani richiudersi sulle mie spalle, i tuoi capelli sul mio viso, il tuo viso sulla mia guancia e le tue braccia fragili avvinghiate al mio collo.

mi sono chiesta se sono felice, se sono borghese

la pioggia ha scelto per me. e io l’ho lasciata fare



postato da anna baldi giovedì 5 novembre 2009 alle ore 23:14    | commenti: 2 | scrivi un commento |





mercoledì 4 novembre 2009

04.11.2009

un pugno nello stomaco

ho perso la borsa e documenti per strada, me ne sono accorta in tempo e li ho raccolti tornando indietro
ho perso la mia identità per starda, l'ho ripresa in mano

mi piacerebbe una tua parola




postato da anna baldi mercoledì 4 novembre 2009 alle ore 22:28    | commenti: 5 | scrivi un commento |





martedì 3 novembre 2009

03.11.2009

je suis là. G

Mi sono immersa nella vasca bollente...
con il sorriso

Casa R su casa F. Stesso palazzo qualche piano di differenza.
Frequentavo entrambe, la prima di meno però, il contatto era più difficile, più formale. In entrambe tutte figlie femmine.
La casa di sopra una casa dai colori chiari, molto luminosa, scintillante per l'argento e il vetro, ordinata e perfetta. Il padre un uomo molto formale che non aveva bisogno di parlare per farsi sentire. Una moglie molto bella, una donna di stile, raffinata ed elegante. Lui non mi piaceva, credo che però, con gli occhi di oggi, non fosse affatto un uomo brutto, anzi forse potrei dire molto affascinante, sicuramente anche per il suo fare inavvicinabile. Nella loro camera da letto una libreria stipata di playboy al quale era abbonato. J e S mostrandomela ci hanno tenuto a dirmi che loro madre andava a letto sempre nuda, per volere del padre, sia d’inverno che d’estate.
La casa di sotto una casa vissuta, tappeti antichi, mobili di famiglia, luci calde accese ovunque, riviste e giochi sparsi, porte spalancate a formare uno spazio unico comunicante, e all’imbrunire un profumo di salsa e uova in tegame, quelle speciali con il doppio tuorlo. Per amore di un padre che nutre le figlie perché le teme troppo gracili, premuroso che crescano forti.
Nessuna regola, se non quella del sapere ascoltare e del parlare. Nella libreria del corridoio fra tanti libri anche bulgakov e porci con le ali. La cosa più bella era in inverno giocare a nascondino negli uffici bui e deserti del padre, al piano terreno, disposti lungo un corridoio lunghissimo, pavimento in parquet scricchiolante e ampie finestre su un parco debolmente illuminato e pieno di ombre. Ero contenta quando potevo dormire da loro, una doccia veloce prima di scivolare sotto a un piumino spessissimo, come quelli che si usano in montagna, nel tirolo, senza dimenticare di aprire la parte superiore della finestra per tutta la notte, quando fuori c’era il gelo.

Nel palazzo di fronte, casa V, tutto in penombra, un'atmosfera raccolta, tende in velluto pesante, e il silenzio; G che ha sempre un ragazzo nuovo, è sempre innamorata persa, che sta le ore al telefono, tanto la madre non parla inglese e non può capire…



postato da anna baldi martedì 3 novembre 2009 alle ore 21:57    | commenti: 4 | scrivi un commento |





lunedì 2 novembre 2009

02.11.2009

Mi sono immersa nella vasca bollente e ho continuato a pensare a quella parola.
Non avrei altrimenti affrontato l’argomento, perché può spaventare

non è la morte che mi spaventa
ma la sopravvivenza a te
e peggio ancora la sopravvivenza di una madre ai suoi figli

anzi è la sua inesorabilità, anche verso di me, che mi dà la forza e il coraggio alla vita

Ingrid abitava sopra di me al lido
È grazie a lei che ho conosciuto P, alla colazione di pasquetta, sul suo balcone nel tepore di un sole timido.
Si era trasferita a Venezia per scrivere un libro. P e P approfittando di una loro visita cordiale, sono arrivati con l'intento di girare un cortometraggio.
Erano stati invitati anche A,D e G, i miei coinquilini.
Quando sono uscita in balcone mi sono raggelata perché l’ho subito riconosciuto. Ho capito il pericolo e mi sono tenuta distante senza osare guardarlo e senza osare parlargli, impreparata impaurita timorosa.
Con il tempo ho capito che Ingrid aveva un sorta di segreto, il suo libro non procedeva e le sue parole mi nascondevano qualcosa.
Ci siamo incontrate al paradiso perduto (nel frattempo mi ero trasferita a cannaregio che mi rendeva più autonoma negli spostamenti e partecipe alla vita di una città fantasma); aveva capito che non avrei mai potuto perdonarle il silenzio; mi disse anche che a breve avrebbe lasciato Venezia ma che per il momento non ci saremmo più viste.
Ci siamo tenute in contatto; io ero già a Berlino quando dopo tre anni mi ha chiesto di andare a trovarla, a casa dei suoi, in un paesino di frontiera a nord di Düsseldorf; abbiamo passato un paio di giorni insieme, lei ha raccontato moltissimo, forse troppo, e io ho ascoltato a lungo, anche il suo silenzio. Fra molte confidenze, mi ha colpito quando mi ha raccontato come fossero tremende le infusioni di sangue, che lasciavano traspirare dalla sua pelle un odore acre che non riconosceva più assolutamente come il suo.
Poche settimane dopo sono tornata per l’ultimo saluto.
La cerimonia si è svolta oltre il confine tedesco, in Olanda, per questioni di legalià del rito.
Ci siamo raccolti su una collina, chiusa da un lato da un bosco, dall’altro aperta su una pianura lontana, la vegetazione era rigogliosa e piena. L’incaricato ha aperto l’urna e rovesciato le ceneri grigie sul prato verde all’inglese, l’erba alta e morbida, mentre il vento le disperdeva leggere nell’aria.
Prima di partire sua madre mi ha consegnato una cartelletta A4 con sopra una sua dedica, dentro fotocopie ingrandite delle immagini di quella mattina, al lido sul suo terrazzo, io con lo sguardo perso e lui accanto a me con un sorriso; spiccavamo, nella distrazione degli altri.
Ingrid mi ha voluto bene; mi ha lasciato in dono le immagini dei primi istanti della mia vita, quella con l’uomo con il quale ho scelto di legarmi, seguendo la convinzione dell’emozione e la forza irrazionale che non esita e non sbaglia, così come ha voluto lasciarmi in dono anche l’immagine del mio ultimo istante, quello dello scioglimento finale del mio legame terreno, comunque vada.



postato da anna baldi lunedì 2 novembre 2009 alle ore 11:29    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 1 novembre 2009

01.11.2009

Continuo a sognare il mare in burrasca, una scogliera a picco e una sentiero di lunga data sottile e sinuoso che li separa

C’è qualcosa che non mi torna o che mi sfugge, …chiedo aiuto (:D)
Nuova procedura di calcolo cened+ per la lombardia: da pochi giorni si considera anche il periodo estivo quindi nell’anno solare i carichi termici raddoppiano (circa). I valori massimi di trasmittanza da rispettare per la progettazione dell’involucro non sono stati abbassati e anche la relazione tecnica ex legge 10 non mi sembra sia stata aggiornata, la scala di classificazione dell’ace nemmeno… come si farà a chiudere un cantiere raggiungendo almeno la classe C (requisito energetico min. richiesto; si raggiungeva fino ad ora con difficoltà), quando l’ace è predisposto a lavori eseguiti?!



postato da anna baldi domenica 1 novembre 2009 alle ore 13:01    | commenti: 1 | scrivi un commento |



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ULTIMI COMMENTI IN QUESTO BLOG
Anna Baldi - 04/11/2009 10:41:00
ecco cosa mi era svuggito! EPh e EPc non si accorpano. :D...



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