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ANNA BALDI ARCHITECT
il blog di anna baldi


sabato 31 ottobre 2009

31.10.2009

riconosco in te ciò che a me manca e che mi dà vita
riconosco in te quella parte di me strappata via
con forza
riconosco in te il mio sorriso e il mio sguardo
dammi la pace che io no ho
la bontà del tuo mondo e una carezza



postato da anna baldi sabato 31 ottobre 2009 alle ore 22:13    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 31 ottobre 2009

30.10.2009

L’ultima volta che sono stata in una sorta di discoteca e stato a berlino con S. Ero sola e lui ha insistito così tanto che ho dovuto accompagnarlo, mentre lui era convinto di accompagnare me… friedrich straße, uno scantinato, due locali molto ampi non particolarmente in penombra, tantissima gente e soprattutto una musica accattivante e liberatoria… la cosa più bella è stato il rientro all’alba, come da tempo non facevo. Mi ero dimenticata di come amavo uscire la notte, anche da sola, con l'unico scopo di consumare le ore notturne che fino ad allora avevo trascurato, per perdere poi quelle del giorno, una dopo l’altra sotto le coperte calde in uno strano dormiveglia con la testa pesante e l’inacapacità di abbandonarmi al sonno. E ogni volta in un locale diverso per scoprire angoli e vita della città di giorno invisibili.
Le prime volte a Bruxelles, piena di locali notturni non turistici che si conoscono solo per una sorta di passaparola discreto (almeno allora).
La musica assordante è sempre stata un ottimo prestesto per non dovere intrattenenermi con sconosciuti r.c. (soprattutto a Jesolo! :D) e dire un’infinità di cazzate, e per tenere la distanza adeguata con chiunque; la luce del giorno mi accompagnava fino a casa.
Una notte ho conosciuto Ph. un sassofonista francofono di un gruppo fiammingo, che ha esercitato su di me subito un grande fascino perché in lui ho riconosciuto la forza della sensibilità artistica e la poesia delle note che colorano e addolciscono. L’unico rifugio nel suo appartamento di 2 stanze era il letto, perché tutto il resto era una confusione totale di vestiti libri strumenti musicali quadri foto giornali scarpe, piatti su piatti, sedie su sedie. Le sue finestre però erano tutte disegnate, con i colori e le forme leggere della gioia, così ché guardando fuori vedevo lui.
Un giorno di inizio estate mi ha portato a Le Knock, una spiaggia meravigliosa del mare del nord, nella seconda casa di famiglia, un appartamento con la vista direttamente sulla spiaggia profonda, di sabbia sottilissima, e sul mare; mi aveva subito colpito che quella abitazione rivolta a nord purtroppo, e nonostante quella vista mozzafiato, non beneficiasse dei raggi caldi del sole.
Ricordo la sala da pranzo/soggiorno nella quale mi hanno accolta i suoi genitori, un arredo mediocre, eppure pretenzioso, borghese; e loro normalissimi, anziani, insignificanti e noiosi, completamente diversi dal figlio anche nei tratti fisici (loro con i lineamenti e i colori dei francofoni del nord e lui con quelli di un francese del sud), tanto da avere dubitato che lui non fosse un figlio adottivo. E quel grigiore si è concentrato nel piatto del pranzo con pollo, riso bianco e salsa di besciamelle, di cui a fatica sono riuscita a mandare giù solo qualche chicco scondito. Fortunatamente la visita si è conclusa in tempi brevi, e quando ci siamo ritrovati sulla spiaggia ho lasciato che il vento che arrivava dal mare mi pulisse di dosso la tristezza di quella casa e che la sabbia fredda sotto ai piedi misurasse la leggerezza dell’animo che un po’ alla volta sentivo tornare con sollievo, mentre guardavo la mia ombra lunghissima che mi seguiva.
Ph. è venuto a trovarmi con due dei suoi compagni musicisti quando sono rientrata in Italia, durante l’estate dello stesso anno, in agosto. Ed è stato con lui e con loro che, di notte, per la prima volta sono stata a Verona, deserta, calda, e meravigliosa.
Dopo quella sua visita non ci siamo più sentiti.



postato da anna baldi sabato 31 ottobre 2009 alle ore 02:11    | commenti: 0 | scrivi un commento |





giovedì 29 ottobre 2009

29.10.2009

a circuito chiuso

seguendo le tue parole, per distrazione
... con i tuoi occhi



postato da anna baldi giovedì 29 ottobre 2009 alle ore 22:49    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 28 ottobre 2009

28.10.2009

infinito te

ho sempre creduto alle parole che mi hai detto, convinta di afferrarle anche quando non le capivo, per quel senso profondo di te
mi sto attaccando a loro per raggiungere da dentro quel limite sottile che ancora ci separa



postato da anna baldi mercoledì 28 ottobre 2009 alle ore 23:59    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 28 ottobre 2009

(28.10.2009)

ore 19.00

(sempre che tu non sia ancora riuscito a passare di qua anche di sera)


ore 21.00
indisturbati
e poi di nuovo, quando si può scegliere

postato da anna baldi mercoledì 28 ottobre 2009 alle ore 23:47    | commenti: 2 | scrivi un commento |





martedì 27 ottobre 2009

27.10.2009

le mie preferite

oggi è stata una di quelle giornate nelle quali non tollero lo spreco per le mezze misure, quando nel mio sangue scorre veleno

mi sono trovata a un metro da te e ho riconosciuto la tua immagine, così familiare da pensare di conoscerti, e pur sapendo chi sei il tuo nome è andato perso (e non solo a me), cancellato …

mi raccontano delle tue corse folli, sdraiato a terra, mentre parli con te stesso …



postato da anna baldi martedì 27 ottobre 2009 alle ore 23:52    | commenti: 5 | scrivi un commento |





lunedì 26 ottobre 2009

26.10.2009

improvvisamente degli stormi di uccelli migratori hanno coperto il cielo e lo hanno disegnato
nello stupore della meraviglia
poi di nuovo la quiete
e lentamente il suono delle voci e il rumore della città



postato da anna baldi lunedì 26 ottobre 2009 alle ore 21:39    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 25 ottobre 2009

25.10.2009

voglio coglierti di sorpresa, poggiare la mia testa sulla tua spalla e respirare il tuo profumo, l’odore della tua pelle, ruvida sulla mia, e stringere i tuoi capelli incolti tra le mie mani.
anche questa volta sorreggimi, aiutami, proteggimi



postato da anna baldi domenica 25 ottobre 2009 alle ore 17:48    | commenti: 4 | scrivi un commento |





sabato 24 ottobre 2009

24.10.2009

questa perfezione scioglie ogni mia difesa
mi punisce per gli attimi in cui non ti ho guardato
nei quali mi sono sottratta, inevitabili per averti
sulla cima di una montagna la vista che non trova ostacoli, nel punto più alto, travolta dal vento freddo
e la pace inonda il mio viso con lacrime calde



postato da anna baldi sabato 24 ottobre 2009 alle ore 13:01    | commenti: 5 | scrivi un commento |





venerdì 23 ottobre 2009

23.10.2009

Sento che è successo qualcosa, che è cambiato qualcosa
Forse per la trappola di una libreria e per il tifo che si fa a Parigi

La tua presa è più vigorosa e morbida
E io come te non dirò nulla

(mi preoccupo per e che non si sente)



postato da anna baldi venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 23:42    | commenti: 0 | scrivi un commento |





giovedì 22 ottobre 2009

22.10.2009

Tesi di laurea Padiglione Italia a Venezia. Per il rinfresco, subito dopo l’esame finale, poche cibarie nostrane: prosecco trevigiano, parmigiano, san daniele, bibanesi; ma la cosa più buona e d’effetto, perfetto nell’esecuzione, è stato un plastico 1:100 del padiglione realizzato con pan di spagna da un leggero gusto di burro alternato a corpi di fabbrica realizzati con un impasto morbido al cioccolato fondente e nocciole, finiture realizzate in marzapane, cioccolata bianca e cioccolata fondente (preesistenze, pavimentazioni, cornici, rivestimenti in pietra, coni per luce zenitale, …). Anche questo è stato un gesto liberatorio.
(Il progetto di laurea è stato selezionato come uno tra i migliori di quell’anno accademico)



postato da anna baldi giovedì 22 ottobre 2009 alle ore 23:58    | commenti: 3 | scrivi un commento |





mercoledì 21 ottobre 2009

21.10.2009

oggi milano piange

... mi sono chiesta fino a dove mi porteranno le mie forze

ho tirato dei sassolini ad una finestra perché si aprisse



postato da anna baldi mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 23:32    | commenti: 12 | scrivi un commento |





martedì 20 ottobre 2009

20.10.2009

Questa mattina mi sono svegliata con gli stessi pensieri che avevo ieri sera prima di addormentarmi (e che mi hanno occupata per tutta la notte), come se il mio corpo si fosse riposato mentre la mia mente ha continuato a vegliare.



postato da anna baldi martedì 20 ottobre 2009 alle ore 22:06    | commenti: 4 | scrivi un commento |





lunedì 19 ottobre 2009

19.10.2009

Ho imparato che la dipendenza è l’assopimento dei sensi, è l’illusione di quel desiderio profondo di essere posseduta, da te, ossigeno e respiro della mia anima. Il nettare che entra nelle mie vene è come la tua mano che stringe il mio cuore in una morsa dolorosa fino alla perdita dell’orientamento in un mondo freddo e distante, un vortice di malessere, che per tanto non mi interessa. Come ho desiderato che la prima boccata di sigaretta potesse essere un respiro profondo del tuo io, ossigeno per il mio sangue, in un abbandono totale: e invece il gusto amaro e quella fitta profonda che appesantiva il respiro, non potevi essere tu. Non c’è nettare e non c’è respiro di aria grave che possa impadronirsi di me, della mia anima e della mia mente, come il desiderio che ho di te. Voglio sentire questo vuoto per desiderarti e per cercarti come non ho mai fatto prima, voglio questo vuoto per stringerti e sentirti finalmente mio come non sei mai stato fino ad ora, sempre di più, profondamente, dentro di me.



postato da anna baldi lunedì 19 ottobre 2009 alle ore 23:56    | commenti: 1 | scrivi un commento |





domenica 18 ottobre 2009

18.10.2009

Questa notte le circostanze sono state tali per cui ho dovuto partecipare alla festa di S. Non mi piace mescolarmi a loro, perché non sono capace del ruolo severo e distaccato di un genitore al quale mi è sembrato di capire loro sono abituati. Non che non sia severa, anzi forse lo sono troppo per la mia intransigenza per ciò che è camuffato e per la bugia.
C’è chi non si è neanche accorto che io fossi la padrona di casa, e T addirittura, in un impeto di simpatia, mi ha dato un bacio (sulla guancia) per ben 2 volte, quindi non c’è neanche stato il pretesto dell’errore, con la scusante però di un aperitivo di troppo (dentro di me ho deciso di chiamarlo d’ora in poi in modo affettuoso bocca larga per tutti gli spropositi e le parolone che riusciva a tirare fuori una dopo l’altra, incurante della mia presenza e io apparentemente incurante della sua). Questa mia poca abilità a definire una distanza con i più giovani (una questione che in realtà mi sembra ridicola) non nascondo che mi ha fatto sentire a disagio, per una sorta di impercettibile incongruenza, come quella di una strada percorsa con impegno ed ininterrottamente in una sorta di immobilità, e ho provato una sensazione di fragilità, quasi avessi un tallone d’Achille.
Però questa mattina dopo lo sleepover si sono defilati tutti molto presto, prestissimo e mi è quasi venuto il dubbio che passata l’ebbrezza ci sia stato in loro quasi un velo di pudore che li ha imbarazzati al pensiero di dovere dare il buongiorno, quasi che si fossero scoperti troppo. Mi è piaciuto pensare così per riscattare quella fragilità che mi aveva fatto dubitare.



postato da anna baldi domenica 18 ottobre 2009 alle ore 18:20    | commenti: 5 | scrivi un commento |





sabato 17 ottobre 2009

17.10.2009

oggi è stata una giornata all’insegna dell’indispensabile.
ora è tornata la calma, con i balconi spalancati e il freddo della sera.

di sotto una confusione di voci che si sovrappongono senza ascoltarsi,
a ruota libera e sorridenti.



postato da anna baldi sabato 17 ottobre 2009 alle ore 23:55    | commenti: 0 | scrivi un commento |





venerdì 16 ottobre 2009

16.10.2009

In realtà dell’ultima cena è rimasto molto poco, le figure quasi non si vedono più, si vede invece la sua sofferenza nei secoli.
eppure entrare nel refettorio e vedere quell’immagine in fondo alla sala nella parte superiore della parete mi ha colto di sorpresa.
la qualità compromessa non sembra avere tolto nulla alla forza delicata con la quale Leonardo ha saputo raffigurare la confusione e l’agitazione degli animi che hanno appena saputo del tradimento, e nell’attimo in cui Lui sta prendendo parola, prima ancora di dire c’è chi ha già capito che sta succedendo qualcosa di grande (l'eucarestia), e gli fa scudo, immobilizzandosi. La grandezza di Leonardo è in questo affresco così evidente che commuove [io mi sono commosa,e ammutolita] perché si lascia comprendere con naturalezza e umanità: un Maestro per la sua capacità di dire e raccontare cogliendo l’attimo, un racconto che in quella sala vuota e silenziosa è al disopra del tempo.



postato da anna baldi venerdì 16 ottobre 2009 alle ore 22:20    | commenti: 3 | scrivi un commento |





giovedì 15 ottobre 2009

15.10.2009

“dimmi di me” (come se potessi) e ti ho detto di come tu vuoi che io ti veda.
E nel buio ti ho sentito felice, come me.



postato da anna baldi giovedì 15 ottobre 2009 alle ore 23:39    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 14 ottobre 2009

14.10.2009

Ho raccontato a p di un viaggio fatto prima che lui fosse con noi; e non sapevo della partita.
E’ a cipro nord che ho visto il cielo stellato più fitto, pieno di stelle cadenti talmente vicine che sembrava ci venissero addosso. Era ancora divisa, e alloggiavamo a tourtle beach nella spiaggia di Tekin, un kurdo molto intraprendente. La spiaggia al mattino era inspiegabilmente un merletto fitto di segni sottili e delicati che sembravano eseguiti abilmente con la punta leggera di un coltello; più decise e inconfondibili erano le impronte di uccelli che terminavano davanti a delle buche larche nella sabbia. Nella punta dell’isola l’unica attrazione era un monastero ortodosso che abbiamo visitato prima di raggiungere gli scogli estremi, una piattaforma sottile e lunga che divide la riva frastagliata del nord con quella di sabbia del sud, dalla quale abbiamo potuto ammirare l’unico tramonto in mare di quella vacanza.
Per arrivare da tekin abbiamo viaggiato a lungo con un taxi attraversando un paesaggio lunare. Gli altri ospiti erano una coppia di centauri danesi, entrambi con i capelli lunghissimi, e un gruppo misto di ragazzi di güzelyurt che la sera amavano ballare il sirtaki (coinvolgendoci con un sorriso che superava ogni parola) mentre di giorno dormivano fino a quando il sole non riscaldava più; nel fine settimana arrivavano puntualmente da nicosia, e solo per la giornata, anche degli alti funzionari dell’ambasciata italiana (circa 2 ore e 30 per arrivare e altrettante per tornare! Abbiamo pensato che allora quello doveva essere proprio un bel posto; con loro non abbiamo mai parlato, non mi piacciono le parole di convenienza, e non credo neanche che loro avessero capito di noi, italiani come loro).
Quando il sole iniziava a calare ritornavamo a fare gruppo ognuno lasciando gli impegni del giorno, chi bagno, chi sole, chi gioco, chi libro, chi carta e penna (non io!),… e percorrevamo con calma tutta la spiaggia a piedi per arrampicarci sulle dune che la delimitavano a est raggiungendo Alexander, un cipriota greco proprietario dell'unico chiosco sulla strada per il monastero, dove prendevamo l’aperitivo accompagnato da patatine fritte (non c’era altro che avremmo potuto ordinare, ma erano squisite). Tornavamo per la cena da tehkim che era già buio profondo, e l’unica luce a guidarci era quella della luna riflessa nel mare.
E poiché ad un certo punto la luna era decrescente, una sera abbiamo portato con noi delle pile.
In realtà la spiaggia era sempre diritta ed il rumore del mare avrebbe potuto guidarci altrettanto bene quanto la luce della luna, ma avendo le pile, durante il percorso e per gioco, abbiamo deciso di accenderle. E la sorpresa è stata enorme e paurosa! Abbiamo urlato di terrore nel vederci circondati da granchi piccoli e grandi, un tappeto fitto e impermeabile che faceva cerchio attorno a noi, e che mentre avanzavamo si allargava davanti per stringersi dietro. E così era stato ogni sera, a nostra insaputa, anche senza luce, sensibili evidentemente alle vibrazioni dei nostri passi. S si è pietrificata e l’abbiamo dovuta portarla in braccio, terrorizzata, mentre noi eravamo compatti in neanche un metro quadro di superficie.
Quello è stato il nostro ultimo aperitivo.
Per riempire il tempo, qualche giorno dopo abbiamo fatto visita ad un accampamento poco lontano di studenti dell’università di cipro nord (lavoravano ad un progetto finanziato dall’onu) i quali vigilavano sulle uova di tartaruga depositate come ogni anno su quella spiaggia. Prima di partire s ha potuto liberare in riva al mare l’ultima tartaruga, nata da pochi giorni, piccola come una moneta di cioccolata; abbiamo guardato le onde che la risucchiavano, finalmente, dopo diversi tentativi, nella speranza che una corrente risoluta la travolgesse portandola verso il mare aperto, nonostante le insidie, per un destino fortunatamente lungo.



postato da anna baldi mercoledì 14 ottobre 2009 alle ore 23:58    | commenti: 3 | scrivi un commento |





martedì 13 ottobre 2009

13.10.2009

Oggi ho pensato più volte ai miei limiti. Sono tanti, irriducibili, sempre più aderenti, quasi che se riuscissi a dirli non ci sarei più, una goccia d’acqua che si stacca da una nuvola scura e cade lungo un tragitto interminabile nel mare aperto con un tonfo sordo, nello stesso tempo interminabile in cui un bicchiere pieno cade, seguito dallo sguardo, su un tappeto morbido andando in mille pezzi. Il mio limite più stretto è il legame alla vita, tiranna, piena di dolore come misura della felicità che infinitesima facilmente mi sfugge; la mia sete che non si sazia, la mia anima ribelle e leggera, credo egoista, che si nutre d’aria e che si confronta con la mia dipendenza totale e incondizionata verso di te, senza il quale non potrei vivere, la rinuncia e il compromesso qualsiasi cosa io scelga, e l’incapacità di dire e di fare con una forza adeguata ciò che veramente conta, nel disorientamento profondo pur sapendo. Tra i pensieri anche quello che l’amore non ha necessariamente bisogno di essere ricambiato perché prende già da sé, senza chiedere e senza che gli venga dato.



postato da anna baldi martedì 13 ottobre 2009 alle ore 23:28    | commenti: 1 | scrivi un commento |





lunedì 12 ottobre 2009

12.10.2009

avevo sperato di potere bagnare i miei piedi in una fontana, ma a roma ha fatto freddo, più che al nord.
alla fermata dell'autobus ero la sola nell'unico raggio si sole che si faceva strada tra gli alberi, mentre tutti gli altri trovavano riparo nell'ombra, inspiegabilmente.

ho ritrovato la pura anarchia, la felicità di quando si soverchiano le regole... una felicità dilagante e contagiosa. scalza e come se nulla fosse, nonostante un solo giorno abbia potuto stravolgere un tempo enorme di sforzi per la regola, anche per me tanto difficile e noiosa, e allo stesso tempo però cara e rassicurante, quella ritualità del quotidiano che scandisce e fa crescere senza timore



postato da anna baldi lunedì 12 ottobre 2009 alle ore 23:43    | commenti: 1 | scrivi un commento |





domenica 11 ottobre 2009

11.10.2009

Sono partita di corsa, senza salutare nessuno, lasciando tutti alle mie spalle. Chissà se se ne sono accorti. Del viaggio la partenza è quella che più mi piace, per il senso di liberazione, e per il tempo che procede a ritmi elevati. Mi piace tanto quanto il ritorno a casa, anche quello per un senso di liberazione, del mondo esterno, e per il tempo che si arrende. La prima cosa che faccio è mettermi a piedi nudi e il piacere che provo nel contatto con il pavimento è tanto più intenso quanto più sono stata lontana.



postato da anna baldi domenica 11 ottobre 2009 alle ore 21:57    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 11 ottobre 2009

10.10.2009

a volte mi chiedo se possa dire che tu sia bello, e ti guardo molto attentamente, con l'intensità di quando inspiro a polmoni pieni, tanto da tenere il respiro sospeso, un profumo che mi ricorda qualcosa di remoto che mi sfugge; ma quando sorridi il tuo volto si illumina, e allora non ho dubbi, perchè sei meraviglioso.

a napoli piove.

in sud africa c'era stata da poco la conferenza per la sostenibilità. alloggiavamo in un albergo sul mare di due piani stile coloniale dell'inizio del secolo , che sarebbe stato chiuso qualche mese dopo per essere demolito e sostituito da un edificio a più piani con più servizi e spazi "prestigiosi", così che ci era chiaro che non saremmo mai più tornate in quel luogo. ed era strano camminare per quel giardino pieno di fiori coloratissimi e piante profumate mentre A ci raccontava la storia di rama e sita (alla quale poi seguiva immancabilmente una serie di domande con punteggio per verificare chi di noi due fosse stata la più attenta), sapendo che presto sarebbe stato trasformato in un cantiere che l'avrebbe spazzato via per fare spazio a dei campi da tennis più redditizi. ci era piaciuta l'idea di andare nel luogo in cui si era stabilita la comunità indiana più numerosa del sud africa. l'albergo era presidiato per motivi di sicurezza comune da guardie armate, ed eravamo le uniche bianche a prendere i pulmini spola per i centri commerciali; dava preoccupazione vedere lungo il percorso ville circondate da mura alte con filo spinato, e guardie armate di fucili ai loro ingressi. il suono della campanella sulla terrazza dell’albergo era per segnalare che erano stati avvistati dei delfini e guardando all'orizzonte non era difficile individuarli mentre saltavano numerosi fuori dall’acqua. per gli ultimi due giorni ci hanno spostate nella parte estrema dell'edificio, un corpo basso e lungo a fronte mare, e solo allora abbiamo capito perchè fosse sconsigliato lasciare le finestre aperte; la prima visita è stata quella di una mamma babbuino con cucciolo attaccato al grembo che è scappata appena ci ha sentite arrivare; la seconda visita è stata quella di un gruppo più numeroso di babbuini adulti, selvaggi ed affamati, che hanno messo in subbuglio tutta la stanza: vestiti buttati a terra, vasetti di crema aperti e segni di denti affilati affondati nella frutta, e anche loro sono scappati nel sentirci arrivare, per fortuna.



postato da anna baldi domenica 11 ottobre 2009 alle ore 00:51    | commenti: 7 | scrivi un commento |





venerdì 9 ottobre 2009

09.10.2009

mi sono chiesta in cosa ho sbagliato. è una sensazione poco piacevole. (sapevo già quando e dove). e immancabilmente penso al Castello Sforzesco, all’asse che sfonda nel parco Sempione lasciando alla sua destra l’affresco di un elefante molto curioso.

oggi ero alle colonne di san Lorenzo, ho continuato a girarci intorno a lungo tornando ogni volta casualmente nello stesso luogo, distratta dalle domande alle quali s divertito non sapeva rispondere.

questo è per te:
http://www.youtube.com/watch?v=Lb9X5jMofEo



postato da anna baldi venerdì 9 ottobre 2009 alle ore 21:54    | commenti: 8 | scrivi un commento |





giovedì 8 ottobre 2009

08.10.2009

die Mühe

oggi voglio dare un volto a te che mi hai soprafatta, meravigliosa e grande
una sconosciuta, che lentamente e in silenzio ti sei nutrita di me facendo scorrere avidamente il mio sangue nel tuo, radicando le tue radici sottili e profonde nel mio io, plasmandomi nella tua determinazione ostinata per la vita
questo volto lo voglio dare a te, prematuramente saggia e forte, che come un raggio d’oro direttamente dal sole mi dai calore e gioia



postato da anna baldi giovedì 8 ottobre 2009 alle ore 23:27    | commenti: 0 | scrivi un commento |





mercoledì 7 ottobre 2009

07.10.2009

Stasera un ragazzo al cellulare: “tu ed io siamo insieme, e tu sei responsabile di me come di te, e anche io lo sono di te….”

sono impreparata: qualcuno di voi sa cos’è il patto di stabilità? (per quel poco che fino ad ora sono riuscita a capire mi sembra che sia una cosa molto all’italiana!)



postato da anna baldi mercoledì 7 ottobre 2009 alle ore 23:38    | commenti: 15 | scrivi un commento |





martedì 6 ottobre 2009

06.10.2009

Sono riuscita a guardarti nel buio. Ho visto quella tua debolezza, intima e segreta che non dirai mai.
Con la luce e nel silenzio un’apparente tranquillità che mi saluta, e prima di andare mi chiedi un’altra fetta di torta anche senza fame,
come fare una passeggiata impervia priva di forze per seguirti in ciò che ami
come leggere un libro d’un fiato ancora insicura nella lettura, l’odore della carta e delle tue mani su quelle pagine, i miei occhi su quelle parole già tue, nella speranza folle di appropriarmi un po’ di più di te.
Temo per il tuo silenzio, che il tempo mi superi.



postato da anna baldi martedì 6 ottobre 2009 alle ore 23:30    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 6 ottobre 2009

05.10.2009

nel senso che l'evento a venire, che si aspetta con ansia
sopraggiunge dal passato, da ciò che si è già incontrato
e al quale ci si aggrappa con quel desiderio che consuma l'anima e che non vede altro
una mano aperta che aspetta ardentemente e senza forza di essere da te afferrata e baciata teneramente

e tu hai già superato il tempo e vedi oltre quegli anni che ancora devono venire



postato da anna baldi martedì 6 ottobre 2009 alle ore 08:36    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 6 ottobre 2009

04.10.2009

su un foglietto nella confusione totale ho trovato delle parole sconosciute eppure di mio pugno. ci ho messo un po’ per metterle a fuoco

la tua attesa è il mio ritardo



postato da anna baldi martedì 6 ottobre 2009 alle ore 08:15    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 3 ottobre 2009

03.10.2009

Un maestro che incute terrore ha fallito nel suo ruolo, che dovrebbe essere quello di aiutare l’allievo a stimarsi e ad acquisire fiducia nella propria ricerca.




postato da anna baldi sabato 3 ottobre 2009 alle ore 23:34    | commenti: 9 | scrivi un commento |





venerdì 2 ottobre 2009

02.10.2009

non mi sei piaciuto quando oggi ti sei fatto grande del nome di un padre; hai vacillato e sei caduto a testa in giù dall’ultimo piano, e non ho potuto guardare
non si è mai nessuno se non se stessi



postato da anna baldi venerdì 2 ottobre 2009 alle ore 23:42    | commenti: 4 | scrivi un commento |





venerdì 2 ottobre 2009

01.10.2009

è chi possiede che sostanzia il vero valore di ciò che possiede, malgrado quello oggettivo,
e tu che mi possiedi contribuisci alla mia misura



postato da anna baldi venerdì 2 ottobre 2009 alle ore 09:26    | commenti: 1 | scrivi un commento |



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