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Open Bay Castelli
ANNA BALDI ARCHITECT
il blog di anna baldi


domenica 31 gennaio 2010

31.01.2010

C ha sempre avuto un carattere prepotente, irrequieto e non poteva sopportare chiunque lo contraddicesse e non seguisse la sua volontà. da ragazzi dicevamo: figlio unico! e bastava per cogliere quella vena dispettosa e capricciosa che lo distingueva da tutti gli altri della compagnia. la sua era un’intelligenza insolita, soprattutto per la sua età, perché ribelle, raffinata e indagatrice; odiava quei suoi professori così insulsi e mediocri, delle personalità opache, che non riuscivano a cogliere come le cose fossero molto più profonde e più vive di come invece volessero farci credere. spesso a lezione guardava fuori dalla finestra, chiudeva un occhio per toccare con un dito o con la punta della penna la finestra del palazzo di fronte, un ramo dell’albero della piazza; a volte con quel dito deformava le nuvole, o spingeva un aeroplano in volo.
alle ragazze lui piaceva molto, i suoi riccioli dai riflessi dorati erano la cosa che più facevano colpo. e a lui piaceva da morire farsi desiderare, e soprattutto farle soffrire. provava una soddisfazione profonda cogliere come ML o G o E, avrebbero voluto fare un giro nella pineta con lui o essere accompagnate a casa, sperando di potergli rubare un bacio, e anche due, ma prima che ciò potesse succedere (e prima o poi succedeva!) lui le faceva aspettare, le prendeva in giro, le trattava male con una cattiveria infantile, la cui misura avrebbe poi determinato la passionalità del bacio, abilmente, perché potessero desiderarlo ancora, e perchè lui potesse farle soffrire di nuovo.
ML gli piaceva più delle altre, anzi molto, ma quel suo modo di essere un po’ troppo pieno di sé che sapeva renderlo a volte insopportabile, non gli permetteva di avvicinarsi a lei come si avvicinano due persone che si cercano, e finiva sempre che quel desiderio di ferirla era più forte di quel desiderio di possederla, anzi proprio perché voleva possederla, il suo orgoglio non avrebbe mai accettato che lei potesse mai respingerlo, e quindi era meglio chiarire subito chi era il più forte, colui che avrebbe dettato le regole, deciso del brutto e del bel giorno. ML aveva imparato a soffrire, ed aveva finito con il credere che tutto quello che diceva C era vero di lei, a vedere la sua inadeguatezza, insensibilità e superficialità. la sua mente era molto raffinata e sapeva nel momento giusto appagarla per ferirla nuovamente e in modo più cattivo non appena si fosse accorto che lei aveva iniziato ad intravedere di nuovo la felicità, sempre per timore che guardasse oltre a lui, che lo abbandonasse, così che oramai lei non lo avrebbe mai più lasciato. in fondo non era difficile avere la donna che si ama accanto, aveva pensato, mentre senza accorgersene aveva iniziato con fare nervoso a muovere felice le dita delle sue mani, quasi volesse verificare che fossero ancora in grado di mettere in moto tutte le emozioni di ML, allo stesso modo in cui da ragazzo animava il cielo.
in uno di quei giorni in cui le voleva fare del male, lui le dirà che lei non lo sa amare, che non lo ascolta più, che da anni ormai non si parlano, e soprattutto che lei lo usa perché da sola non saprebbe fare nulla, non saprebbe andare da nessuna parte, non saprebbe vivere.
questa volta lei non ha chiesto perdono, perché infatti da sola non sarebbe mai arrivata ad un pensiero così profondo



postato da anna baldi domenica 31 gennaio 2010 alle ore 00:38    | commenti: 2 | scrivi un commento |





sabato 30 gennaio 2010

30.01.2010

mi ha sempre sorpreso la velocità dei tuoi passi, la distanza che sapevi percorrere virando in così breve tempo, ho ammirato la tua tranquillità e determinazione

sto partendo
dove vai? … via da me?
pensi che potrei mai lasciarti?
:D

colpo di scena: si sposerà con una ragazza straniera, di molto lontano, che non avrà visto crescere, e riuscirà a comprendere e ad amare la sensibilità di un mondo che non poteva neanche immaginare, riuscirà a liberarsi delle sue certezze (di quelle della mente, ma non di quelle del cuore), la sua gelosia non sarà più morbosa, e avrà due figlie femmine. :D



postato da anna baldi sabato 30 gennaio 2010 alle ore 12:58    | commenti: 0 | scrivi un commento |





venerdì 29 gennaio 2010

29.01.2010

era convinto che bastasse l'intimità che avevano raggiunto per poterla stringere fra le sue braccia, per potere fare scorrere la sua mano sulla schiena e sentire ogni movimento del suo corpo, per contare attentamente gli impercettibili passaggi da una costola all’altra, per accarezzare delicatamente la sua colonna vertebrale e cogliere tutta la morbidezza del suo corpo, insieme alla sua fragilità. era sicuro che non avrebbe trovato opposizione convinto che lei avrebbe disperatamente percorso ogni strada pur di arrivare a lui
ed è rimasto invece stupito di come abbia potuto rinunciare a quella felicità che lui voleva darle, l’unica che si sia mai sottratta al suo fascino e alla sua seduzione, con fare delicato, senza rancore, e soprattutto priva di esitazione, rassicurandolo. era stato colpito da quel sentimento che era riuscito a cogliere quasi con imbarazzo, per la sua trasparenza, eppure così difficile da comprendere, troppo insolito
ancora si ricorda di quel momento, con grande affetto, e da quella sera avrebbe cercato sempre di proteggerla e anche di aiutarla, come una sorella, quasi volesse farsi perdonare per non averle voluto credere subito, come lui



postato da anna baldi venerdì 29 gennaio 2010 alle ore 01:22    | commenti: 3 | scrivi un commento |





giovedì 28 gennaio 2010

28.01.2010

non aveva voluto capire che avrebbe fatto qualunque cosa, anche lasciarlo
a volte lo aveva anche desiderato per ritrovare la sua pace, per non essere più turbato da quel carattere ribelle e sfrontato, senza misura, anche instabile, una frustata cattiva e un bacio appassionato insieme
anzi no, lo aveva capito benissimo che avrebbe fatto qualunque cosa per lui, meno quella di lasciarlo, era sicuro che non sarebbe mai arrivata a tanto, perché non aveva potuto non accorgersi che lei era persa per lui, tutti se ne accorgevano
e ha cercato più volte di metterla alla prova, quasi avesse voluto umiliarla, e lei, spiazzandolo, ogni volta dimostrava di non avere paura di nulla, perché molto abilmente sapeva coglierlo nelle sue debolezze, pronta a disarmarlo se lui avesse cercato di farle veramente male. si, perché lui gliene voleva, non era lei a cui aveva pensato e ora non le perdonava di essersi intromessa nella sua vita stravolgendo i suoi i piani; tanto più, inverosimilmente, sembrava che lei non ne avesse ancora nessuno. ed infatti per lei, che pensava solo a lui, non era possibile farne alcuno
improvvisamente è sparita, non ha lasciato traccia e non è mai più tornata. non si era accorto che non era un gioco.

era arrivata su quell’isola perché stufa di tutte quelle persone che conosceva oramai da troppi anni. lì nessuno avrebbero più fatto domande, sarebbe stata in pace, non avrebbe più avuto una stanza in un appartamento da dividere con altre persone, bensì un appartamentino tutto suo, per quanto piccolo, e avrebbe visto ogni giorno il mare, e respirato il suo profumo
la sua voce era una voce unica, luminosa, piena di sole.
non è passato molto tempo che un ragazzo si è accorto di lei e ha iniziato a cercarla con un insistenza crescente, a stringerle attorno un cerchio sempre più stretto, mentre lei, che non amava vedere nessuno, cambiava ogni volta il suo percorso e i suoi orari pur di non incontrarlo.
e più lei lo evitava, più lui la desiderava.
non incontrandola al lavoro o per strada andava a casa sua (era riuscito a scoprire dove abitava, non era stato difficile), suonava il campanello, bussava alla porta, la chiamava ad alta voce; lei rimaneva zitta e immobile, appiattita contro al muro, accanto alla finestra, aspettando a lungo che se ne andasse. ma lui sapeva benissimo che lei c’era, e non aveva nessuna intenzione di muoversi da lì…
quando ha scoperto di aspettare un bimbo (sarebbe stato un maschio, ne era certa!) ha lasciato in breve l’isola, ed è andata il più lontano possibile, in un paese nel quale non era mai stata prima, e anche qui non conosceva nessuno.
lui l’ha seguita, perché non poteva immaginare di vivere senza di lei, pur di vederla ogni tanto. Il suo unico pensiero era pieno solo di lei, una donna meravigliosa che gli aveva stregato l’anima, la madre del suo e del loro bellissimo bimbo.



postato da anna baldi giovedì 28 gennaio 2010 alle ore 23:28    | commenti: 4 | scrivi un commento |





mercoledì 27 gennaio 2010

27.01.2010

la mia mano afferrata dalla tua che mi trascina
la tua voce che mi chiama “komm” per mostrarmi
una scoperta meravigliosa
(ti avvolgo del mio calore e del mio amore
e magari non te ne accorgi perchè anche in questo so essere maldestra)

[ho finalmente visto una nota dolce del tuo animo]

vorrei potere non sentire quell’energia che c’è in te
che riesce a colpirmi, immancabilmente
ogni cosa io faccia
anche rimanendo immobile con il respiro sospeso

ricordo una seduta spiritica al mare
l’unica
non c’era trucco, non poteva esserci.
lo stesso contatto diretto
da un mondo la cui lontananza era una profondità buia;
in punta dei piedi e in silenzio
per la paura che nella penombra e bruscamente si avvicinasse troppo, ancora di più



postato da anna baldi mercoledì 27 gennaio 2010 alle ore 01:18    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 26 gennaio 2010

26.01.2010

[è la nota che vibra diversamente dalle altre che mi ronza ininterrotta e di continuo, i toni bassi che all’improvviso si staccano sensibili e liberi in quelli alti, la parola fuori dalle righe, il segno in un angolo che annota un pensiero tra parentesi, da non dimenticare, …
e in un attimo tutto può combaciare]


non mi sono legata a te per aiutarti, bensì per un profondo egoismo, per riappropriarmi della mia vita









[sto cercando il volto della memoria; l’ho intravisto anni fa e continua a tornarmi alla mente; il mio timore ora è di non riuscire a ritrovarlo, o di non riconoscerlo perché stravolto dal mio pensiero, oppure di non essere in grado di fissarlo in un immagine che ne parli, per te]



postato da anna baldi martedì 26 gennaio 2010 alle ore 22:51    | commenti: 0 | scrivi un commento |





lunedì 25 gennaio 2010

25.01.2010

attraverso

ho dimenticato il dolore fisico, anche quello più tremendo
ho cancellato e si è cancellato anche ciò che ha ferito la mia anima
sono entrambi l’oblio e la memoria a darmi la forza e a proteggermi

[è (sempre) la fame che porta l’uomo a rubare]

S è capace di rompere con delicatezza il mio isolamento, sa avvicinarsi a me con grande sensibilità ed eleganza, sento che mi vuole bene, che di lui mi posso fidare
ha voluto fotografarmi
(nel mio imbarazzo)

ho subito riconosciuto l’atmosfera della strada, quasi che l’ultima volta fosse stata il giorno prima, e invece erano passati nove anni, una piccola strada tranquilla, potrebbe quasi dirsi periferica, e ancora prima di vederlo avevo la certezza che saremmo arrivati al numero 9; se l’avessi cercato non sarei riuscita a ritrovarlo così facilmente
era l’inaugurazione e portavo in grembo un bimbo il cui cuore avrebbe smesso di battere qualche mese dopo, prima ancora di nascere, per avere erroneamente creduto di potere decidere della sua vita e che lui non si sarebbe sottratto alla mia volontà

S mi ha fatto notare come fossero belli quei fiori, io non li avevo visti
(erano meravigliosi e riempivano una parete intera)


i tuoi occhi

postato da anna baldi lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 00:12    | commenti: 2 | scrivi un commento |





domenica 24 gennaio 2010

24.01.2010

http://www.youtube.com/watch?v=nCfqmYthJCg


mi hai sognata, hai allungato la mano ed hai sfiorato il mio braccio


sono convinta che non possa essere altrimenti :D



postato da anna baldi domenica 24 gennaio 2010 alle ore 00:11    | commenti: 1 | scrivi un commento |





sabato 23 gennaio 2010

23.01.2010

mi è sempre piaciuto passeggiare di notte a Venezia, è come una grande casa, un alternarsi continuo di saloni sfarzosi a sale più modeste e raccolte, nelle quali i passi rimbombano secchi e le voci si assottigliano delicatamente in una leggera eco, i campi, collegati tra loro da calli, corridoi intimi nei quali il cuore sussulta per ogni spostamento d’ombra o fruscio, e da ponti dai quali si respira (nuovamente) l’odore della libertà
quella notte eravamo rimasti lontani da quei luoghi che nel loro susseguirsi labirintico portano ad una sensazione di prigionia, di scacco matto; ci siamo seduti all’approdo in fondo alla calle, appagati dalla magia del luccichio instancabile della luna riflessa e dal rullio delle acque che vibrava almeno quanto la luce infranta.
Pb è sempre stato di poche parole, come me, solo che a differenza di lui, se ero in compagnia, pur di non sentire il silenzio che mi metteva a disagio, riuscivo sempre a trovare qualcosa da dire o una domanda da fare.
l’unico momento bello di quando fumavo era quando estraevo la sigaretta dal pacchetto e la portavo alla bocca, ma già mentre l’accendevo un senso di nausea mi stringeva lo stomaco, e quel veleno che scendeva per la gola fino ai polmoni creava una fitta dolorosa al cuore; quella notte il dolore era ancora più acuto per la stanchezza, per il sonno arretrato che ha l’effetto di dilatare le mie difese, come farebbe l’alcol. imperterrita ho continuato però a fumare, un pacchetto intero (due dall’inizio della giornata, un circolo chiuso sempre più incalzante), per risvegliare volutamente quel dolore, per imparare a conoscerlo bene, per avere la forza di superarlo dopo averne raggiunto il limite.
con Pb ho sempre avuto un rapporto strano, di poche parole e di grande stima. il mistero e il fascino che esercitava su di me e per i quali non riuscivo a perderlo di vista contenta di sapere di lui e avere sue notizie (senza farglielo capire troppo, però; in generale non mi piace che si capisca il mio attaccamento perché so che posso essere estenuante, maldestra, fraintesa, e per niente facile), si è compiuto in un grande sentimento d’affetto, e non avrebbe potuto essere stato altrimenti (per una questione di alchimia), nell’istante in cui, mesi prima, ci eravamo accorti contemporaneamente di un qualcosa che si trovava esattamente a metà strada fra di noi, che io gli avevo riconosciuto pensando che fosse suo e che lui invece mi aveva sottratto pensando che non mi appartenesse, una situazione molto buffa che mi fa ancora sorridere perché in quell’istante, benché fossi io a pensare di seguire lui, ho intravisto un suo sguardo di ammirazione e piacevole sopresa nei miei confronti, e in realtà entrambi avevamo immaginato l’altro uguale a noi stessi.
all’alba, il mio respiro difficile e i dolori al petto, mi hanno fatto desiderare intensamente uno stato di benessere; avrei smesso di fumare, non avrei più mandato giù quel veleno per camuffare e stordire un altro dolore, più basso; avrei imparato a portarlo con me, a conviverci insieme e a conoscerlo così tanto bene da poterlo anche ignorare, e forse un giorno non sarebbe stato neanche più necessario desiderare che svanisse nello stesso modo in cui era apparso, in silenzio e improvvisamente



postato da anna baldi sabato 23 gennaio 2010 alle ore 02:12    | commenti: 7 | scrivi un commento |





venerdì 22 gennaio 2010

22.10.2010

la cosa più spaventosa non è il decollo (quando penso che in una frazione di secondo l’aereo potrebbe esplodere; non avrei il tempo di accorgermi del dolore, ma solo della fine) e neanche l’atterraggio (quando i motori potrebbero spegnersi o non rispondere ai comandi; lo schianto a terra penso sarebbe più doloroso e agonizzante, forse avrei una possibilità di salvarmi, chissà se riuscirei a rimanere lucida e soprattutto se in questi casi a salvare non sia la lucidità ma un istinto più profondo, quello che rende l’uomo l’essere più forte, per il suo attaccamento folle e disperato alla vita)
il momento che più mi fa paura è l’attraversamento delle nuvole, quel tempo interminabile durante il quale non c’è più il contatto con il mondo, né con quello di sotto e né con quello di sopra, un tempo nel quale percepisco un movimento senza orientamento, impaziente di ritrovare la misura alla mia inconsistenza, che sia la terra grigia e grave o il cielo sovrastante, libero ed irradiato dal sole

mi inquieta e mi affascina l’immobilità e l’imperturbabilità della distesa compatta e irregolare, a volte a strati (quelli superiori proiettano ombre scure e minacciose su quelli sottostanti), delle nuvole, una fitta e salda rete di esili cristalli sulla quale fino ad ora non sono mai riuscita a vedere l’azione ravvivante del vento, di quel vento che tra la terra e le nuvole sa essere inesorabile punitivo e liberatorio

percepisco la trasparenza salda dell’essere, la mente libera dall’affanno, l’incoscienza del destino e sento la loro irriducibile lontananza da me, in un dolore misto all’angoscia, eppure mi piace ritrovarmi segretamente seduta accanto a loro, di passaggio, e vivere il tutto come un breve conforto di piccola entità

A era convinto che per purificare la sua anima dal peccato bastasse una doccia, dell’acqua corrente comune capace di portare con sé ogni ombra profonda
aveva una nozione molto precisa del peccato



postato da anna baldi venerdì 22 gennaio 2010 alle ore 18:48    | commenti: 0 | scrivi un commento |





giovedì 21 gennaio 2010

21.01.2010

[ ]

ho avuto bisogno di tempo
mi sono lasciata andare, da una stanchezza non solo fisica
è il freddo, e il cielo coperto di un profondo strato di nuvole



postato da anna baldi giovedì 21 gennaio 2010 alle ore 22:57    | commenti: 4 | scrivi un commento |





mercoledì 20 gennaio 2010

20.01.2010

il palmo della mano concavo sul mio orecchio
e gli occhi chiusi


nel silenzio
il rumore del mare di quando ero bambina
quello che le conchiglie portano con sé



postato da anna baldi mercoledì 20 gennaio 2010 alle ore 00:22    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 19 gennaio 2010

19.01.2010

per uno strano giro di intersezioni, compagni di scuola di bologna erano legati ad altri di udine, e ad altri ancora di bruxelles, legami che si sono disvelati lentamente durante il corso di diversi anni.
e per lo stesso strano giro di coincidenze tutto ha portato ad una giornata a Venezia trascorsa insieme con alcuni di loro (quelli che si trovavano alle estremità opposte di questa serie di eventi), che si è conclusa all'alba del giorno seguente, dopo una notte trascorsa a parlare e a fumare una sigaretta dietro l’altra sulla sponda del canal grande di fronte all’accademia, dalla parte opposta, all’approdo ad una calle laterale di campo santo stefano.
Cr ci ha invitati a casa di sua nonna che in estate rimaneva vuota, sul canal grande appunto; una abitazione al terzo piano, forse al quarto, di un palazzo storico. quando sono entrata ho avuto paura a camminare: tutti i pavimenti erano concavi, una struttura lignea con gettata di terrazzo veneziano che evidentemente aveva ceduto e che immaginavo non potesse essere molto lontana dal collasso. ogni passo si ripercuoteva su tutto il solaio della stanza in questione propagandosi in modo circoncentrico, come un sasso gettato in uno specchio d’acqua, venendo ingoiato in prossimità delle pareti perimetrali. Cr disse semplicemente che non dovevo preoccuparmi.
… suo padre era architetto e se la situazione fosse stata pericolosa sarebbe sicuramente già intervenuto, e anche sua nonna non abiterebbe lì, e un palazzo così antico avrebbe sopravvissuto sicuramente ancora per molti secoli,… era così che cercavo di rassicurarmi mentre economicizzavo ogni spostamento, cercando di calibrare la mia forza di gravità, rimanendo rigorosamente il più possibile attaccata alle pareti e ai molti mobili addossati a queste. non ho resistito a lungo in quella casa, forse per due ore, forse per una, o forse anche per meno, una sensazione di pericolo e di sprofondamento che mi capita ancora di rivivere in alcuni dei miei sogni irrequieti.
entrando in quell'abitazione mi sono sentita come ingoiata da una persona anziana che ho immaginato essere la nonna di Cr, e di ritrovarmi dentro al suo ventre che oramai aveva perso la bellezza, la tonicità e la freschezza della giovinezza, segnato dall'età, dagli acciacchi e dai cedimenti per i numerosi parti, un luogo remoto al limite del tempo e della vita.



postato da anna baldi martedì 19 gennaio 2010 alle ore 23:00    | commenti: 4 | scrivi un commento |





lunedì 18 gennaio 2010

18.01.2010

cosa facciamo? vediamo un film?
i primi cinque minuti o i secondi?
i secondi. i primi li abbiamo già visti ieri. :D
io non mi ricordo neanche i primi. :D
e poco dopo
... wie macht man das auf? :D

la seduzione e l'autoironia
un sorriso profondo e vivo



postato da anna baldi lunedì 18 gennaio 2010 alle ore 21:42    | commenti: 0 | scrivi un commento |





domenica 17 gennaio 2010

17.01.2010

il mio umore non conosce la via di mezzo. la mezza misura mi deprime.
mi hanno chiamato entrambe per farmi partecipe delle grandi novità e le loro parole mi hanno investita con un effetto domino. ho guardato da seduta, a terra, quell’universo prossimo che mi circonda, con la sensazione nitida che guardare troppo lontano sia un dispendio inutile di energie
le ferite vanno curato laddove si evidenziano, e anche la gioia è da ricercare nel contatto, nella com-prensione, nella densità

la paura di essere abbandonata mi porta a chiudere ogni porta, senza sconti
si è vero c’è ristagno, quello che provo quando mi stacco da qualcosa o qualcuno, anche se oggi, sono state proprio quella paura e la mia risolutezza, a mostrarmi la misura del mio attaccamento (che corrisponde alla mia vulnerabilità), e della mia potenziale ingiustizia



postato da anna baldi domenica 17 gennaio 2010 alle ore 21:12    | commenti: 0 | scrivi un commento |





sabato 16 gennaio 2010

16.10.2010

In fondo allo stomaco un malessere che mi allontana e mi respinge

non so cosa le è passato per la mente, ma quando ho visto il suo sguardo spento ho capito subito che si stava allontanando troppo, in silenzio, e che non avrebbe parlato
ho sentito su di me il suo dolore che mi ha fatto capire in tempo che chiedeva aiuto, lo stesso dolore che l’avrebbe portata molti anni dopo a temere di avvicinarsi al vuoto

ho preparato con molta cura la cena, eppure se penso al mio piatto pieno mi assale una profonda tristezza
oggi non riuscirò a mangiare



postato da anna baldi sabato 16 gennaio 2010 alle ore 20:34    | commenti: 0 | scrivi un commento |





venerdì 15 gennaio 2010

15.01.2010

tra una tenda

mi piace adagiarmi su di te, innoquamente, distrattamente

questa volta non sono stata io a vedere te ma tu me, e ti sei preoccupato che non mi fossi accorta del vento forte, delle foglie e della polvere
mi piacerebbe se tu scrivessi su di me, non perderei neanche una parola

due pietre, una chiara e una scura, ancora bagnate dell'acqua di un mare lontano



postato da anna baldi venerdì 15 gennaio 2010 alle ore 22:22    | commenti: 1 | scrivi un commento |





giovedì 14 gennaio 2010

14.01.2010

(non era proprio quello che volevo…)

oggi M ha scoperto le sue mani: è rimasto a lungo a studiarle, muovendo le dita, creando un contatto tra di loro e interrompendolo. è stato un momento molto intenso, e il suo sguardo era serio meravigliato e profondo
non si è accorto di me

mi chiedo come sarà quando ti rivedrò, se l’attesa così grande avrà spezzato il contatto con la realtà tanto da non riuscire più a tollerare, irritata e irrequieta, la tua fisicità,
o se quest’ultima mi stordirà ancora di più di quanto possa immaginare, tanto da creare un piacevole e totale disorientamento dei sensi, e allora mi lascerò sollevare dalla tua presa forte e dal tuo amore irruente e dolce



postato da anna baldi giovedì 14 gennaio 2010 alle ore 21:31    | commenti: 4 | scrivi un commento |





mercoledì 13 gennaio 2010

13.01.2010

http://www.youtube.com/watch?v=kQ3v8H8nfHI

quando ero piccola mi sono chiesta come mai mio padre dormisse sempre dalla stessa parte e mia madre pure, qualsiasi fosse stata la disposizione della loro camera nelle innumerevoli case nelle quali abbiamo abitato. mi veniva difficile identificarne il criterio ogni volta smentito dalle situazioni successive o da quelle precedenti; se credevo che fosse perché voleva stare vicino alla porta, la volta successiva era vicino alla finestra e poi al bagno, e poi alla parete, e la volta ancora successiva alla tv, e poi di nuovo alla porta… questa sera P mi ha fatto la stesa domanda. ho argomentato che il papà è nella posizione strategica per eventualmente proteggermi. dopo una breve riflessione gli ho anche detto che c’è un altro motivo, che avrebbe scoperto lui stesso da grande. e mi sono fatta promettere che quando lo avrà scoperto me lo dovrà dire, che non deve dimenticarsi. anzi, se se ne dimenticherà sarò io a ricordarglielo, perché sono io che ricordo le cose per lui, soprattutto quelle brutte per alleviarlo. (è un patto che abbiamo fatto questa estate, quando P lo ha dimenticato alla fermata dell’autobus per ben due ore! fortunatamente non è successo nulla, ma quei momenti devono essere stati terribili per lui e comprensibilmente era molto scosso)
lo sai vero che io conservo per te i tuoi ricordi, quelli che tu devi dimenticare per non essere turbato, soprattutto uno che tu hai già dimenticato. e lui è scoppiato a ridere come un matto e io con lui. ci siamo abbracciati forte, e più diceva che non aveva dimenticato, che non ci riusciva, più ridevamo.
P era felice che io fossi rimasta a casa per lui e io altrettanto felice di averlo fatto, perché mi aveva detto che mi voleva, con le lacrime agli occhi.



postato da anna baldi mercoledì 13 gennaio 2010 alle ore 12:15    | commenti: 3 | scrivi un commento |





martedì 12 gennaio 2010

12.01.2010

ho scritto che ti penso
quando fra un mese lo leggerai sarà come se lo stessi facendo ancora

una tenda di velluto pesante, che schermava tutte le pareti vetrate dell’aula magna in occasione delle festività natalizie
avevo dimenticato quel capodanno, ma non la neve, la cioccolata calda e la stufa che dalla cucina riscaldava tutta la casa.

oggi ho perso il contatto con il mondo, sola, al centro della parete all’estremità di una sala cieca gigantesca e tutta bianca
un senso di rassegnazione in agguato,
la mia fatica e il mio essere svogliato nel difendere ciò che non poteva essere altrimenti

una frase al citofono mi ha portata immediatamente su un aereo pronto al decollo

e il mio cuore batte di nuovo



postato da anna baldi martedì 12 gennaio 2010 alle ore 16:11    | commenti: 1 | scrivi un commento |





lunedì 11 gennaio 2010

11.01.2010


H era un inviato stampa britannico. Un uomo molto affascinante, mi ricordava Walter Chiari (la cui voce e il cui sguardo fin da piccola mi avevano stregato, il mio attore-uomo preferito). Aveva lavorato anche in Italia, dove le figlie avevano imparato la lingua. era un uomo imprevedibile, un padre pieno di inventiva e di vitalità, capace di organizzare un barbecue sul volga ghiacciato in pieno inverno, o una cena coinvolgendo coppie di diverse nazionalità, ogni portata in un appartamento diverso con una combinazione di coppie diverse facendole ruotare secondo un’organizzazione precisa, creando a notte inoltrata un fantastico traffico di persone che si incrociavano nella corte sulla quale si affacciavano i palazzi coinvolti, oppure una passeggiata di due giorni nella piena campagna del Sussex, sotto la pioggia alternata solo per brevi periodi a raggi di sole tra le nuvole e di notte alla luce della luna splendente in un fitto cielo stellato. un uomo brillante capace di essere elegantissimo ed impeccabile come anche molto casual, esuberante e allo stesso tempo estremamente riservato, espansivo e silenzioso, amante della sua birra e inseparabile da essa
io avrei passato le vacanze da loro ad H, vicino Londra, e K sarebbe venuta da noi in Italia, per fare pratica rispettivamente di inglese e di italiano. K una ragazza solare, senza ombre. Lo scambio è avvenuto per due estati consecutive.
Coetanee ma lei molto più adulta; già fumatrice abitudinaria, con le stecche di sigarette come scorta, pillola anticoncezionale per volontà della madre, e il moroso più grande di lei con il quale passava regolarmente la notte, nella sua stanza, con l’approvazione dei suoi. Il mio pensiero è stato che avesse perso tutta la poesia dell’adolescenza, il batticuori per uno sguardo e una stretta di mano, un bacio nascosto dietro a una tenda, e la speranza di incontrarlo di nuovo e che lui mi avrebbe parlato (bello come paul newman, mi ha scritto per qualche anno su carta da lettere colorata).
l’estate successiva il moroso era un ragazzo austriaco di 19 anni (lei 15 appena compiuti), incontrato a Vienna dove il padre nel frattempo era stato trasferito.

è riuscita a ritrovarmi dopo molti anni, in occasione di un viaggio di lavoro. ci siamo incontrate per un aperitivo sulla terrazza del kempinsky. Era completamente cambiata, i capelli lunghissimi al posto di quelli tagliati a spazzola di come l’avevo sempre vista io, la gonna invece dei jeans, i tacchi alti invece delle scarpe da ginnastica. era diventata più dolce e curiosissima di me come non si era mai mostrata prima. scrutava ogni mio minimo movimento, e aveva parole a attenzioni solo nei miei confronti, tanto che il suo compagno inglese di allora non ha sopportato di venire trascurato e con uno scatto di gelosia si è allontanato raggiungendo i loro amici a cena (invano aveva tentato di convincerla di salutarmi affinché lo accompagnasse; quando si è allontanato abbiamo riso di complicità).
rimaste sole ha subito voluto farmi una confidenza, svelarmi un segreto. lei stessa ne era venuta a conoscenza pochi anni prima. una sua cugina, figlia della sorella della madre (quella che viveva a Glasgow e che ci aveva lasciato la casa a disposizione per qualche giorno nel periodo in cui io ero stata ospite loro), l’unica che andava a trovarli ogni volta che si fossero trasferiti in un posto nuovo, era in realtà sua sorella, figlia della madre, avuta prima di sposarsi con H da una relazione occasionale, quando era ancora minorenne.
raccontandomi questo fatto importante è stato come se avesse voluto riappropriarsi di un terreno bruciato attorno a lei.
quando ci siamo abbracciate per salutarci le ho anticipato che la prossima volta che ci saremmo ritrovate sarei stata io a raccontarle un segreto.



postato da anna baldi lunedì 11 gennaio 2010 alle ore 23:17    | commenti: 1 | scrivi un commento |





domenica 10 gennaio 2010

10.01.2010

questa mattina mi sono alzata con una sensazione di panico che mi sono trascinata dalla notte, da un sonno turbato, come se dovessi fare mille cose senza sapere da dove iniziare; per rompere quella spirale mi sono detta “dall’inizio…”
sul tavolo della cucina ho trovato un biglietto di auguri, ancora di natale, che ha fatto riaffiorare in me il pensiero di come sia bello sapere di essere due, tre, quattro, cinque, …, una famiglia
spesso me lo dimentico, incapace di curare più di una cosa alla volta, trascurando tutto il resto, che lascio che scivoli in secondo piano, le cui regole cedono e i ritmi si allentano, in un abbandono tanto più evidente quanto più grande è la pressione del mondo esterno su di me

il pensiero no, però! lui è sempre rivolto a te, credo proprio per questa mia assenza, concentrato sul tempo che scorre a ritroso, impaziente di ritrovarmi di nuovo in quello da dividere, consapevole che mi stia sfuggendo e che, comunque sia, inevitabilmente, perda dei pezzi per strada

dopo la colazione ho trovato una carezza gentile che mi ha riscaldato il cuore

mi sono rallegrata quando ho percepito l'inverno andare verso la sua fine: il tepore dell'aria, la luce tinta di arancio, e le giornate che si stanno allungando sempre un pochino di più. ho giocato con la sabbia e raccolto sassolini di vetro levigati dal mare.

http://www.youtube.com/watch?v=KWuHujlZ_O8



postato da anna baldi domenica 10 gennaio 2010 alle ore 23:47    | commenti: 1 | scrivi un commento |





domenica 10 gennaio 2010

09.01.2010

il vuoto
pensieri leggeri e inconsistenti

una goccia che cade increspando la distesa quiete di un lago

capita che S ed io percepiamo e interpretiamo alcune circostanze in modo diametralmente opposto. ognuna di noi le mette in evidenza conformemente alla situazione nella quale crediamo o desideriamo di trovare noi stesse. non so se se ne sia accorta.

ci ridiamo sopra con affetto
con meraviglia ci chiediamo come sia possibile, e avidamente ci interroghiamo a vicenda curiose di vedere anche ciò che vede l'altra
(due finistre aperte su uno stesso albero hanno prospettive diverse, inevitabilmente
eppure sappiamo di vedere la stessa cosa)



postato da anna baldi domenica 10 gennaio 2010 alle ore 00:28    | commenti: 5 | scrivi un commento |





venerdì 8 gennaio 2010

08.01.2010

un volto ...

bontà che non sia l'imbroglio
e non si trasformi in ricatto
e disprezzo

ai miei occhi
è tuo il volto della bontà
che aiuta ad aprire con più impeto e gioia una finestra sul mondo
e crea un sentiero che segue accorto il profilo dell'altro,
un rigolo d’acqua che si lascia ripercorrere a ritroso
un viceversa delicato e spontaneo intriso di abbandono

un padre e una madre insieme,
la cui debolezza sa farsi scudo e corazza
per me



... doppio

postato da anna baldi venerdì 8 gennaio 2010 alle ore 23:59    | commenti: 2 | scrivi un commento |





giovedì 7 gennaio 2010

07.01.2010

per gioco

porto sempre i tacchi alti, a meno che non sia in spiaggia, sulle piste da sci o sui rollerblade.

a Na spendevo quasi tutti i soldi che guadagnavo in scarpe di lerre che comperavo in un negozietto vicino a piazza dei martiri, tre quattro paia alla volta.

mi sono chiesta come sarebbero state quelle che avessi progettato io, e l’idea è stata una struttura esile ma salda
per il prototipo ho trovato un carpentiere dalle parti del porto. l’atmosfera allegra e scherzosa dei presenti sicuramente incuriositi da cosa potesse cercare una ragazza in un officina, si è fatta sempre più spiazzata, seria e silenziosa mentre spiegavo di cosa si trattasse.
da parte mia ho fatto finta di non accorgermi del loro cambiamento d’umore e del loro stupore.
è stato il più anziano ad aiutarmi, credo che temesse che i suoi giovani collaboratori non avrebbero capito cosa volessi e soprattutto che fossi seria, oppure lo ha fatto per il piacere di soddisfare una richiesta così insolita, o magari per non perderci troppo tempo.
alla fine non credo neanche che abbia voluto essere pagato.
quando ho lasciato l’officina buia e fresca, mi sono ritrovata improvvisamente immersa nella luce abbagliante del sole di mezzogiorno e ricordo ancora la mia felicità, la stessa che si prova quando si è conquistato qualcosa.
è rimasta un prototipo, una scarpa singola, che non invecchia.



postato da anna baldi giovedì 7 gennaio 2010 alle ore 22:08    | commenti: 3 | scrivi un commento |





mercoledì 6 gennaio 2010

06.01.2010


Caro Hector,
l'idea che si concretizza non può prescindere dall'estetica, senza la quale l'idea stessa non è comunicabile (e ciò è talmente vero, che gli unici disegni preparatori per questo progetto sono stati quello pubblicato il 18.11.09 e i due schemi strutturali che si intravedono nella foto del 31.12.09).
La mia casa sull’albero non è un’astrazione dal luogo, bensì è un luogo.
Contiene tutti gli elementi per me importanti a definirla, i quali possono essere coniugati in altri casi specifici: un ramo che l’attraversa, magari lo stesso che la sorregge insieme ad un altro; così come l’arrivo alla parte più alta può magari prescindere da quelle pedane mobili, perchè vi sono già dei rami esili sui quali arrampicarmi che susciterebbero in me maggiore emozione delle prime (per il loro oscillare e per i passaggi intricati, e per il gioco di luci e di ombre dello scintillio della luce del sole e della luna piena che si fa strada tra le foglie).
La premessa era proprio quella di essermi posta nella situazione più difficile. (Hai presente quando si programma? Si fanno degli schemi, si preparano i percorsi alternativi, e la cosa più importante per prevenire è quella di analizzare la situazione più difficoltosa.)
In quanto committente hai ragione: il tuo giudizio non può prescindere dal tuo gusto; e anche se posso intravedere il tuo animo, che fai trasparire dai tuoi post (che peraltro apprezzo molto per lo stimolo che fanno scaturire in me), io non ti conosco, non so cosa ami e non so neanche con quale cura ti aggiri nel tuo giardino e con quale amore cingi il tuo albero. E non hai dato condizioni da soddisfare, le quali, anche se ci fossero state, non avrebbero potuto essere da me affrontate con pensieri diversi da quelli miei. Io sono forte della mia voce, delle mio fare, e delle mie idee, i soli che mi tengono in piedi, e mai dirò e farò ciò che non mi appartiene. il committente si affida nelle mani di chi sa fare ciò che lui non è in grado di fare, la condizione necessaria è che ci sia fra entrambi intesa, rispetto e soprattutto fiducia.
In quanto giuria, la valutazione va fatta in modo più nobile, e cioè imparziale, cercando di cogliere la generosità e la grandezza del lavoro svolto, prescindendo dalla questione del gusto che inevitabilmente è una questione di pelle e di stomaco, e quindi troppo personale.
Ci tengo a dirti che ti sono grata per avere lasciato nel tuo blog lo stimolo ad affrontare un tema a me caro, che ho colto con gioia e trasporto. Un esperienza che mi ha reso felice per essere riuscita a dare forma ad una mia idea in modo concluso e dignitoso.
Con stima



postato da anna baldi mercoledì 6 gennaio 2010 alle ore 13:12    | commenti: 0 | scrivi un commento |





martedì 5 gennaio 2010

05.01.2010


nell’ipotesi peggiore
l’essenziale
tutto ciò che manca è declinabile, senza lasciare nulla al caso

nel centro te, e me
l’inizio che si confonde nella fine
la vita con la morte, e viceversa

ci ho impiegato e messo tutte le vite, anche quelle non mie
quelle passate presenti e future
quelle dei bimbi che nascono e degli amanti che si trovano
come anche, quelle dei bimbi che muoiono di fame e di abusi, della gente maltrattata e oppressa, di coloro con una pallottola esplosa nella testa, e anche quelle di coloro che la sparano
e me ne vergogno

un tentativo disperato di dare il meglio di me, per un riscatto

(http://www.youtube.com/watch?v=e4oXAR4KyKo)



postato da anna baldi martedì 5 gennaio 2010 alle ore 10:03    | commenti: 11 | scrivi un commento |





martedì 5 gennaio 2010

04.01.2010

bianco e nero di tanti grigi

... mentre tu, mi segui con lo sguardo
e parli con il silenzio


luce ed ombra

postato da anna baldi martedì 5 gennaio 2010 alle ore 00:14    | commenti: 5 | scrivi un commento |





domenica 3 gennaio 2010

03.01.2010

voglio aprire e chiudere ogni spiraglio della mia vita
e di quella tua che diventa mia

voglio scrutare in silenzio tutto ciò che mi sfiora senza sapere di me, e di nascosto anche ciò che è in agguato, fuori di me, e coglierti di sorpresa

voglio raggiungere il limite dell’equilibrio a un filo dal vuoto, in bilico tra la vita e la morte, senza appiglio
padrona dell’universo che respiro e dell’infinito che mi attraversa
avvinghiata dall’immensità la cui misura è una rete fitta di astri lucenti e della loro luce, anche quella riflessa che dà risalto e l'idea della vita

[ti prego guardami, specchio della mia anima, perché te che guardi me accendi la vita che è in me,
perchè in te che guardi me mentre io guardo te, io vedo e sento me]



postato da anna baldi domenica 3 gennaio 2010 alle ore 20:02    | commenti: 12 | scrivi un commento |





sabato 2 gennaio 2010

02.01.2010

sole

vieni ti mostro qualcosa, oppure sapevi che, o l’ho fatto per te
e anche, semplicemente, una presa troppo forte

oggi è stata una giornata pesante, che il vento fortissimo ha alleggerito
creando un distacco tra me e me

la difficoltà non è in ciò che ti chiedo ma nel fatto che sia io a volere qualcosa da te, per quanto semplicissima

P sa che quando si profuma è irresistibile, ma non vuole che io sappia che gli piace da morire quando lo stringo forte e mi inebrio di lui,
gli piace fare il difficile e l'indifferente, però mi ronza attorno
quando vuole dormire con me, e teme che gli dica di no, prima di darmi la buona notte si profuma generosamente
sono io allora che lo prego di andare nel mio letto, e lui con fare prezioso si lascia subito convincere, felicissimo in cuore e negli occhi


profumo di te
e anche un sorriso

postato da anna baldi sabato 2 gennaio 2010 alle ore 19:59    | commenti: 5 | scrivi un commento |





venerdì 1 gennaio 2010

01.01.2010


e adesso arrampicati



postato da anna baldi venerdì 1 gennaio 2010 alle ore 16:11    | commenti: 1 | scrivi un commento |



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