lunedì 31 agosto 2009
31.08.2009
il sole ha già abbassato in modo evidente la sua traiettoria.
l’aria ha già il profumo della fine dell’estate.
la luce tinge già ogni colore di giallo.
luogo è dove si è posata una mano, dove c’è stato un passaggio, dove è rimasta traccia, un profumo, laddove la parola (il più delle volte inadeguata) cerca di dire e in qualche modo riesce a farlo.
Mi viene in mente un paesaggio piano innevato, un bosco di betulle e di alberi carichi del peso della neve, delle tracce di lupi, e di cacciatori, una lepre scuoiata appesa a testa in giù ad un albero, e una macchia di sangue risucchiata dalla neve che avrebbe dilagato se non fosse stata pietrificata dal freddo.
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anna baldi
lunedì 31 agosto 2009 alle ore 22:29
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domenica 30 agosto 2009
30.08.2009
non so se potrò mai dire io amo solo ...
l'oggetto del mio amore è molto
è una forma piena che mi comprende
i cui limiti sfuocano fin dove lo sguardo può raggiungere, anche senza vedere
ed è un amore che non conosce ostacoli
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anna baldi
domenica 30 agosto 2009 alle ore 22:45
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sabato 29 agosto 2009
29.08.2009
tu sei quel pozzo profondo che fa eco al mio richiamo
si immerge a capo fitto
inghiottito dalla pietra, dal buio e dall’acqua.
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anna baldi
sabato 29 agosto 2009 alle ore 23:19
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venerdì 28 agosto 2009
28.08.2009
mi è sfuggito un pensiero, che prontamente e quasi per sfida ho cercato di camuffare con un tono serio, e siamo subito scoppiati a ridere, entrambi, con uno sguardo furbo
e così, nell’innocenza, ti sei tradito ;)
ieri sera non ho avuto il coraggio di aprire la pagina. avevo paura di trovarla vuota. e se invece fosse arrivato qualcosa ho pensato che avrebbe avuto più tempo per crescere.
le foglie di loto sono sempre pulite per la loro superficie ruvida che le rende autopulenti.
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anna baldi
venerdì 28 agosto 2009 alle ore 22:47
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giovedì 27 agosto 2009
27.08.2009
raccontami qualcosa
vuoi che ti racconti una storia? :D quale?
ho voluto vedere se avresti chiesto quella che ti ho sussurrato mentre poggiavo la mia guancia contro la tua. arriverà il momento che te la racconterò di nuovo; so già quando
e in realtà, di nuovo:
rimani sempre così vicino, non allontanarti
mai
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anna baldi
giovedì 27 agosto 2009 alle ore 01:43
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mercoledì 26 agosto 2009
26.08.2009
Quante volte ripercorro lo stesso cammino, i miei passi sopra ai miei passi
quante volte ripercorro i miei pensieri, quella voce ossessiva
quante volte rileggo le mie parole, mai contenta
quante volte traccio sempre la stessa riga, anche a memoria
una precisione incalzante
una perfezione paziente
una dedizione completa
almeno nell’intenzione, che a volte temo nel dubbio di una fuga
è ciò che segue a un inizio e ciò che precede la sua conclusione
è la fatica che mi alleggerisce
è cento vasche senza mai fermarmi
la forza e il fremito
in realtà volevo scrivere:
una goccia su una pietra ardente
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anna baldi
mercoledì 26 agosto 2009 alle ore 21:43
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martedì 25 agosto 2009
25.08.2009
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| 25.08.2009 |
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oggi volevo comperare dei dolci
ho seguito dei cartelli fino ad un negozio in un interrato
dove ho trovato solo una bevanda con sopra scritto” il piacere all’ombra di una quercia”
e con addosso un cattivo odore d’alcol, mi hai fatto notare che nessun percorso è inutile.
?!
Può darsi
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anna baldi
martedì 25 agosto 2009 alle ore 19:16
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domenica 23 agosto 2009
23.08.2009
più cerco di staccarmi e più tu mi leghi.
e allora aiutami a legarmi, aiutami a farmi corda, a diventare trama e ordito, aiutami ad avvolgere con amore attento ciò che già solo mi sfiora, aiutami a vestire con cura come una pioggia leggera questo mondo che mi appartiene.
che il dolore profondo sia la misura della mia lontananza perché possa subito riavvicinarmi, che questa agonia si consumi nella turbolenza per trascinarmi di nuovo in un luogo di pace, dall’orizzonte sereno delle ore in cui il cielo si tinge di rosso.
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anna baldi
domenica 23 agosto 2009 alle ore 21:56
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sabato 22 agosto 2009
22.08.2009
Ti dico “solo”, e mentre te lo dico mi accorgo come questo solo sia una fatica abnorme per le tue forze stremate, come questo solo sia una montagna che ti è impossibile scalare, naufraga inerme scaraventata a riva dalle onde del mare ancora in tempesta.
I tuoi occhi chiusi, e le lacrime …
(una parete completamente di vetro su una strada alberata con costruzioni basse, e un lampione che nella notte ci illumina debolmente)
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anna baldi
sabato 22 agosto 2009 alle ore 10:19
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sabato 22 agosto 2009
21.08.2009
questa attesa è terribile,
una massa oscura e abnorme,
crudele e impietosa,
dimmi come sei,
dimmi dove mi porti
dimmelo ora
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anna baldi
sabato 22 agosto 2009 alle ore 10:18
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giovedì 20 agosto 2009
20.08.2009
M è già un uomo, bellissimo sensibile attento
Ha chiesto a noi come si sono conosciuti i suoi genitori.
Chissà quante volte avrebbe voluto chiederlo a loro, e chissà quante altrettante volte non ha osato farlo
Gli ho raccontato di quei pochi incontri quando erano ancora insieme, di quando doveva ancora nascere (gli è piaciuto moltissimo pensare di essere stato lui ad avvicinare A e P prima ancora di venire al mondo, e in qualche maniera ha ragione ad essere stato determinante) e di quel poco che conosco di quando era appena nato.
Una sera mi sono presa cura di lui! Aveva pochi mesi e ci eravamo visti si è no tre volte appena. Non c’era parola che avrebbe potuto avvicinarci e così ho fatto con lui, per la prima volta, il gioco del profumo: insieme abbiamo indagato gli odori e i profumi della cucina (spezie, marmellate, yogurt, formaggio :D; , miele…) ed era buffo vedere le sue smorfie… e un po’ alla volta ci siamo avvicinati, io a lui e lui a me, … mi sono chiesta che cosa gli sarebbe rimasto di questo gioco.
L’ho rivisto altre volte da piccolo, una o due volte all’anno; lui non mi ha mai chiamata per nome ed è sempre stato molto riservato e timido, e io ho rispettato quella distanza, osservando in silenzio la sua bellezza delicata e indifesa; confesso che mi sono chiesta ogni volta come quel viso luminoso e colorito di bimbo sarebbe diventato da adulto.
Quando ci siamo rivisti dopo molti anni era improvvisamente grande ed aveva proprio quel viso adulto che tanto avevo immaginato; è stato lui che ha cercato noi. Adesso mi chiama, e mi parla, racconta e chiede, ma difficilmente mi guarda negli occhi; devo ancora abituarmi al mio nome con il suono della sua voce. E’ quasi sempre accompagnato con un segno esclamativo, come per riprendermi, con pazienza, e quell’intonazione da adulto mi piace e mi diverte.
con un filo di preoccupazione ha insistito più volte che non dobbiamo interrompere il contatto, che dobbiamo venire a trovarlo, come per dirci che vorrà venire a trovarci, … come se noi potessimo riempire un vuoto, il vuoto di un tempo nel quale dice di desiderare di essere stato.
Un viaggio oltralpi in macchina, con un compagno con il suo stesso nome, un diario di viaggio da pubblicare, una ragazza contesa (però con un anticipo evidente sui tempi che può vanificare questo incontro ignaro, innocente e sincero), tutto fa pensare a questa vicinanza che da tempo cerca e desidera, a quel luogo del quale osa ora chiedere, timidamente ma in modo sempre più diretto e determinato.
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anna baldi
giovedì 20 agosto 2009 alle ore 00:24
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mercoledì 19 agosto 2009
19.08.2009
... eppure sono già in questa corrente
sempre più vicina al luogo in cui tutte le forze convogliano,
creando scompiglio e turbolenza
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anna baldi
mercoledì 19 agosto 2009 alle ore 00:07
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martedì 18 agosto 2009
18.08.2009
mi piace molto quell’immagine che mi dice così tanto di te
che mi mostra tutto ciò che non si può vedere
che mi rassicura in ogni cosa
stupidamente
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anna baldi
martedì 18 agosto 2009 alle ore 23:44
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lunedì 17 agosto 2009
17.08.2009
di me il nome e il cognome, che si confondono tra i milioni
di te il nome seguito dal più che si distingue per l’assoluto e per l'eccellenza.
chi di noi è più fragile e chi più pieno di sè?
chi di noi si esprime in giudizi categorici sull’altro ed è pronto a frustare?
ti dà forse fastidio di me ciò che temi derubato a te?
ci si scopre sempre di più di quanto non si creda
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anna baldi
lunedì 17 agosto 2009 alle ore 10:37
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domenica 16 agosto 2009
16.08.2009
oggi voglio dare un volto
voglio dare un volto alla vita
uno tra i tanti
forse sono presuntuosa e folle
magari un po’ coraggiosa
sicuramente irresponsabile
ma di quella irresponsabilità che dona sorpresa
e voce
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anna baldi
domenica 16 agosto 2009 alle ore 21:59
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sabato 15 agosto 2009
15.08.2009
oggi siamo scappati correndo veloci, rincorsi da un’idea grande e paurosa, e tanto più avevamo paura tanto più ridevamo felici, sicuri che ci saremmo salvati.
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anna baldi
sabato 15 agosto 2009 alle ore 23:14
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venerdì 14 agosto 2009
14.08.2009
dici che fumi?
vuoi dire che anche in te c'è qualcosa che ti consuma, lentamente?
io di questo non so ridere, e neanche sorridere.
parli come un uomo
sicuramente
di bell'aspetto.
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anna baldi
venerdì 14 agosto 2009 alle ore 21:59
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giovedì 13 agosto 2009
13.08.2009
non c’è più quel ciliegio sul quale amavo arrampicarmi,
dal quale vedevo tutto dall’alto,
soprattutto loro che dal basso seguivano e scrutavano meravigliati ogni mio singolo movimento
non coglierò più quei frutti selvaggi e delicati
dalla pelle sottile e quasi invisibile piena di succo aspro e abbondante
che si lasciava bere liberando la mente
non mi aggrapperò più a te,
animo leggero che parlavi con la voce del vento
non mi abbandonerò più con il corpo impacciato e rude
alla delicatezza e morbidezza dei tuoi movimenti
stava crescendo troppo in fretta
faceva ombra all’ibisco che sotto di lui trovava riparo
neanche il paradosso riesce a dare un altro volto a quelle azioni
che spudoratamente mettono a nudo un’insostenibile superficialità
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anna baldi
giovedì 13 agosto 2009 alle ore 15:33
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mercoledì 12 agosto 2009
12.08.2009
dirò quello che tu vuoi che io dica
farò quello che tu vuoi che io faccia
mi nutrirò anche di quello di cui tu vuoi che mi nutra
quando non ci sarai saprò stare senza di te e mi mancherai più di prima
se rimarrai lascerò che tu ti avvicini
e se tu non vedi non mi lascerò guardare
eppure così
dirò dell’assurdo
farò l’irrealizzabile
mi nutrirò di ciò che non nutre
quando non ci sarai mi mancherai più che mai, ma il dolore rimarrà assopito
e quando ci sarai, vicino a te, esiterò nell'avvicinarmi
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anna baldi
mercoledì 12 agosto 2009 alle ore 22:59
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martedì 11 agosto 2009
11.08.2009
le voci rimbombano in me lontane
sono quelle che mi chiamano desiderose
dei fili sottili d'oro ai quali mi appiglio per risalire
è un pensiero che mi porta lontano
in un luogo in cui ogni passo è un piacevole azzardo
incosciente giocoso e libero
questa notte ho fatto un sogno bellissimo
c'era qualcuno che si prendeva cura di me
te nel sogno e io nella realtà ci confondiamo
indistintamente
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anna baldi
martedì 11 agosto 2009 alle ore 23:45
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lunedì 10 agosto 2009
10.08.2009
c’è aria di tempesta, il vento si è alzato ed è freddo,
il cielo è improvvisamente cupo
i capelli sul viso e il vestito al vento
una corsa veloce, giù per il pendio,
lungo il sentiero e il torrente in piena
e attraverso un prato dall’erba alta
è una corsa felice per la pioggia violenta
per le montagne maestose
per quella linea spezzata all’orizzonte che mi contiene
per i vestiti bagnati che aderiscono al corpo come una nuova pelle
domani tornerò a riposare all’ombra degli esili alberi
accanto al ruscello dall’acqua ghiacciata e mai quieta,
ai margini del bosco,
su un tappeto profumato di muschio e foglie
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anna baldi
lunedì 10 agosto 2009 alle ore 22:50
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domenica 9 agosto 2009
09.08.2009
nel buio ripercorro a ritroso una crepa sottile
quasi una grafia
profonda indecisa e spezzata
e mi raggiungo
con una domanda
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anna baldi
domenica 9 agosto 2009 alle ore 02:32
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sabato 8 agosto 2009
08.08.2009
oggi tutto sussurra di no!
Il cielo velato e le gocce calde
la panna dolce interminabile
la loggia affollata
un ubriaco in bicicletta, in piedi giù per una discesa, veloce e libero
una foto incomprensibilmente ignorata
apparentemente senza valore perché una fra molte
eppure foto di un sorriso spontaneo ad occhi chiusi a questo mondo sconfinato e ancora sconosciuto
oppure ancora troppo bene conosciuto
sarà lei, dolorosa assenza di un tempo, a guidarmi ora serena e impassibile
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anna baldi
sabato 8 agosto 2009 alle ore 15:27
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venerdì 7 agosto 2009
07.08.2009
mi sono immersa nell’acqua ad occhi aperti
a lungo
il tempo di un respiro
un piccolo squalo dalle bermuda rosse mi ha sfiorata prima davanti
poi dietro, per cogliermi più di sorpresa
un contatto delicato e raffinato di cui mi accorgo solo ora
con rammarico
domani racconterò di un piccolo squalo alle mie spalle
che per fortuna non si è accorto di me :D
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anna baldi
venerdì 7 agosto 2009 alle ore 23:55
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giovedì 6 agosto 2009
06.08.2009
ho parlato con la tua voce, e ho guardato con i tuoi occhi
ho cercato di ascoltare da lontano
e ho ascoltato la tua voce più vicina... ora ho capito molto di te animo buono
se ogni cosa ha motivo di essere
sia un tappeto meraviglioso al rovescio
sia una lastra di onice sulla quale si posa la luce
sia un luogo fresco in penombra e nel silenzio
non la cicala e le onde del mare, non il tuono e il fruscio delle fronde
silenzio, forse solo un brusio
il prima contempla il dopo e il dopo non sia amaro
ma dolce e giusto
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anna baldi
giovedì 6 agosto 2009 alle ore 23:48
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mercoledì 5 agosto 2009
05.08.2009
la luna questa sera voglio pensarla per te
che i suoi raggi ti avvinghino stretto per punire il tuo capriccio
che la sua luce brillante e piena ti distolgano da quel pensiero ingiusto
dici di averla vista e la tua rabbia sottile, un rancore lontano, forse si placa
c’è ancora troppa distanza per avvicinarti
mentre la sua luce, un raggio di sole riflesso, ti investe risoluta e benevola ancora e di nuovo
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anna baldi
mercoledì 5 agosto 2009 alle ore 23:50
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martedì 4 agosto 2009
04.05.2009
sai anche tu di un sassolino in fondo al mare
e del mare che lo sommerge?
sai anche tu di un granello nell'universo
e dell'aria che lo travolge?
sai anche tu del mai e del sempre?
la mia ombra a solo un passo su di te
la gioia che mi riempie , e riempie te, timidamente
io ho sorriso e guardato in basso, tu hai sorriso e guardato avanti
tu che guardi avanti per vedere meglio adesso
io che guardo adesso per vedere meglio avanti
quell'immenso che non mi sazia
il mai e il più per arrivare al sempre
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anna baldi
martedì 4 agosto 2009 alle ore 18:25
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martedì 4 agosto 2009
03.08.2009
oggi ho volato oltre le nuvole
sono stata più veloce dell'aereo, velocissima
ero da te prima ancora di partire
ero la tua stanza e il tuo cuscino
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anna baldi
martedì 4 agosto 2009 alle ore 00:37
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domenica 2 agosto 2009
02.08.2009
Sophia é sempre stata molto fortunata e intuitiva; vince sempre e sempre le persone hanno un riguardo particolare per lei. Quando era piccola e io dovevo affrontare una prova importante mi dava tutta la sua fortuna, ed energicamente me la soffiava sul viso dopo avere inspirato a polmoni pieni, e soffiava fino a quando non aveva piú respiro che potesse uscirle di bocca. Mi riempiva di lei; sento ancora le sue manine piccole ma salde sulle mie spalle. Io poi le restituivo quella fortuna, ma lei me l'avrebbe data comunque. Ancora oggi ha questa attenzione verso di me, appena vede che ne ho bisogno, ed é come se fosse lei a sostenere me, e non io a sostenere lei! sento il bene infinito che mi vuole, quel suo desiderio di non volersi staccare mai da me, questo suo bisogno profondo di me. Quando siamo insieme non smette mai di dire il mio nome "anna, anna, anna...."
Questa notte l'ho sognata, eravamo mano nella mano in una strada poco illuminata con un fronte continuo di abitazioni basse. Anche nel sogno era notte e lei mi ha detto "mamma, guarda, ci sono anche due mostri senza la testa" (in realtá non mi chiama mai mamma, non lo ha mai fatto, nessuno dei miei figli mi chiama mamma, tutti anna, non so perché forse é il nome che si presta; peró quando sono loro a pronunciare il mio nome io sento la parola mamma... il piú piccolo addiritura chiama tutti e tutto indistintamente Anna: il papá é anna, la sorella é anna, il fratello é anna, il nonno e la pinetta sono anna, il cioccolato e la pastasciutta anna... una sorta di ossessione! :D)
Mi sono voltata e ho visto sotto la luce debole di un lampione poco distante due persone, una piú alta del'altra, molto vicine tra loro tanto che forse si tenevano per mano, ma il corpo della piú grande che schermava in parte la piú piccola non le lasciava intravedere. Mi sono chiesta perché Sophia avesse detto che erano dei mostri, in realtá sembravano delle persone comuni, con la testa sulle spalle, quando ho notato una differenza alla normalitá, e cioé che quelle due persone avevano gli occhi ermeticamente chiusi.
Credo di essere stata io quelle due persone, mi sembra di avere letto che nei sogni si vede sempre e solo se stessi, quella piccola io quando sophia era piccola, e quella grande sempre io ora che lei é grande. O forse eravamo di nuovo io e lei.
E' un paio di giorni che penso al concetto di colpa, e si é intromesso il concetto di responsabilitá. Credo che se un evento non si puó prevedere e non si puó evitare non ci possa essere colpa. Peró la condizione umana é di per sé una condizione di imperfezione, che versa nell'errore, e cioé una condizione in cui l'errore qualunque esso sia é congenito. A volte l'errore scatena danni grandi e/o piccoli, a volte rimane assopito e fin tanto che é cosí non c'é danno che si manifesta. Peró se c'é questa probabilitá insita dell'errore, allora vuol dire che si deve essere sempre molto attenti e responsabili nelle valutazioni e nelle scelte, per cercare di prevenire, e se c'é responsabilitá allora la colpa c'é sempre ed é una colpa oggettiva. Non riesco ad uscirne fuori, da questa idea!
A volte ci sono dei giorni che vorrei non iniziassero. In quei giorni puó capitare che la mia debolezza si rafforzi all'insostenibile. Sento gli occhi che improvvisamente si riempiono di lacrime che non sempre riesco a trattenere e queste scorrono allora sul mio viso immobile e imperturbato (almeno credo); faccio finta di non sentire quella traccia calda sulle mie guancie, come se io e loro fossimo due entitá distinte, sconosciute e ignare l'una dell'altra. E immancabilmente ció mi capita sempre quando non ho nulla con me per asciugarle, forse é un bene perché allora questo problema tecnico mi distrae dai pensieri.
Oggi é successo prima di partire, e poi di nuovo una volta arrivata. Ad Hannover il cielo é una coltre compatta di nuvole, fa freddo; ho lasciato i 30 gradi del mediterraneo e in poco piú di un'ora sono arrivata nell'autunno... una sofferenza; ho spalancato comunque le finestre della camera, davanti la chioma di un giovane salice. Prima di andare in albergo mi sono fermata a mangiare qualcosa e soprattutto a bere un tazzone bollente di caffé. Improvvisamente gli occhi mi si sono riempiti come se fossi stata immersa in una piscina, e per un attimo non ho piú visto nulla, mi si é offuscata la vista. In genere sono molto discreta, riesco a non farmi vedere (almeno credo), questa volta peró un ragazzo molto giovane che si stava per sedere al tavolo accanto si é accorto di me e si é fermato. Ha chiesto con grande sensibilitá se poteva prendere posto, se disturbava, e cosí facendo ha sciolto un nodo che tenevo stretto in gola.
Dopo essersi seduto ha detto con tono discreto "es wird alles wieder gut!" e io ho risposto "si, naturalmente" in russo perché avevo sentito dal suo accento che questa era la sua madrelingua. Da quel momento abbiamo parlato in russo e lui ha ripetuto di non piangere, dicendomi che anche lui non piangeva, che era da un anno da solo in germania, lontano dalla madre, un anno intero senza mai vederla, e che ciononostante (quel ciononostante di milena tanto caro a f. kafka) non aveva mai pianto anche se le mancava da morire. Per consolarmi mi ha pure detto che sono una bella donna, ma io quando piango non sono per niente bella, anzi direi un mostro (oddio cosa ho scritto?!). (io ero diffidente nei suoi confronti peró ho capito che la sua cordialitá era sincera e disinteressata, per la sua distanza rispettosa ed educata)
La nostra conversazione é durata pochi minuti, lui é arrivato quando io stavo finendo di bere; prima di alzarmi gli ho detto "ti choroshi chelovek" (ca. "sei un bella persona"), era il mio modo di dirgli grazie e di fargli capire che avevo visto in lui un uomo maturo, sensibile e buono, e non solo un ragazzo di 21 anni. Quando sono andata via ho avuto la sensazione di tagliare l'aria in due, forse perché camminavo veloce, mentre turbata cercavo un nesso tra le sue parole e i miei pensieri. E mentre scrivo queste ultime righe penso anche al mio sogno.
Domani mi chiederanno "Bunogiorno, come va?" e io risponderó "Adesso bene grazie".
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anna baldi
domenica 2 agosto 2009 alle ore 20:37
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domenica 2 agosto 2009
02.08.2009
Non mi interessa fare salotto , non sono il tipo…
Lo trovo nella maggior parte dei casi un passatempo inconcludente, spesso superficiale e molto noioso, anche se simpatico.
Preferisco i tavoli di lavoro dove si affrontano dei temi concreti, si valutano le problematiche, le strategie i percorsi… è qui che riverso i miei dubbi, le mie incertezze, le mie ipotesi le mie alternative, e qui che concentro i miei sforzi per giungere alle mie decisioni che prendo perché guardo avanti, perché trovo la presa di posizione più stimolante e costruttiva del continuo dubbio… mi metto in gioco, senza dimenticare il processo di verifica a posteriori, ma questo fa già parte di una nuova attenzione… in realtà sono molto seriosa
Scorro velocemente gli altri blog, che parlano per esempio di politica… mai come in questo campo sono i fatti che contano, ci vorrebbe la Sachlichkeit tanto cara ai tedeschi, senza tante polemiche e speculazioni.
Leggo della certificazione energetica, tema molto attuale in un Italia retrograda, e che nei paesi oltralpe è prassi più che acquisita e digerita… però se li legge la ex legge 10 e i suoi aggiornamenti successivi, questa certificazione energetica tanto nuova non è, la novità è nella procedura e nell’aggiornamento dei parametri, ma il contenuto è roba vecchia. Ricordo 10 anni fa un collega italiano non sapeva neanche cos’era l’isolamento a cappotto e mi ha corretto con aria sprezzante e altezzosa facendomi notare che l’isolamento va fatto internamente alle strutture… sono stata zitta incredula e l’ho lasciato nell’ignoranza.
Si vuole porre l’attenzione che la nuova normativa generalizza troppo e si lascia il compito alle regioni di definire meglio la questione, per me è tutto molto vago. È logico che le regole generalizzano e appiattiscono ma proprio per questo permettono un confronto, pongono dei criteri base che portino alla comparabilità. Ed è a questo che mira la certificazione, alla comparabilità. Trovo più interessante che vengano indicati in concreto i punti deboli delle procedure. Per esempio, regione Lombardia, il consumo di acqua sanitaria si basa sul numero dei bagni presenti in un’unità abitativa, come se in una casa con più bagni ci si lavi di più, invece di fare un calcolo più sensato sul numero degli occupanti (questa incongruenza per fortuna viene risolta nella nuova procedura da applicare da settembre). E il tema della durabilità dei materiali, e quindi dell’architettura contemporanea?
Si scrive in un blog di architettura nel quale si è ripresi se si fanno riferimenti a testi originali, se non si scrive in italiano. Scusatemi io sono europea e mi piace il testo originale, e a volte ci sono cose che riesco a dire meglio in un’altra lingua, concetti che in italiano non si possono dire altrettanto bene; scriviamo in un portale nel quale non sono neanche previsti i caratteri greci (però al liceo il greco si studia, evidentemente serve) e cirillici (la Grecia e la Bulgaria sono EU come noi!), eppure nel mondo professionale ci muoviamo in un ambito oltre confine (non solo europeo: usa, cina, india…) e ci dobbiamo adeguare a un contesto europeo sempre più concreto, non solo sulla carta, basta vedere le politiche e le normative europee sempre più calzanti, e integranti (penso anche all’area Euro e alla zona Shengen).
Si parla del praticantato pure questo in modo generale. Io l’ho fatto in Germania, e in Italia, e quando ho capito che in una situazione non crescevo ho preso strade nuove, e nonostante la difficoltà del rischio iniziale, ogni cambiamento è sempre stato un passo avanti, un miglioramento. Ma anche qui non c’è una regola e ognuno si porta fino a dove riesce e fin dove crede, aiutato in parte anche dalla fortuna. In Germania va fatto obbligatoriamente anche prima di laurearsi! E le lezioni si tengono nei cantieri! Va ripetuto anche per ottenere il titolo professionale (va provato che si sono seguite tutte le fasi della progettazione, non importa in che paese venga fatto!) e sinceramente lo trovo più costruttivo e formante di un’esame di stato, sta poi nell’abilità di ognuno di definire i termini con chi ti aiuta ad acquisire la pratica, e se una volta si sbaglia la prossima si ha imparato, anche questa è una lezione di vita. Quindi non sarei così categorica neanche in questo argomento.
Ho letto anche sulle fonti alternative di energia (bellissimo il progetto della vela!), con accenni negativi al nucleare! Purtroppo è utopico pensare di farne a meno, perchè il potenziale energetico che rappresenta è enorme! Le nuovi fonti di energia sono considerate nell’ottica del rendimento, e il nucleare ha un rendimento troppo vantaggioso per non tenerlo in considerazione ( e in questi termini il solare termico e il fotovoltaico sono mondi ancora da approfondire, rendimenti troppo bassi e tempo di ritorno dell’investimento troppo lunghi). Semmai andrà discusso il modo in cui il nucleare andrebbe applicato, bisognerebbe valutare le nuove strade che la ricerca intraprende, per esempio il recupero delle scorie radioattive, o la scelta di isotopi con tempi di dimezzamento più brevi e più stabili, oggi si parla di fissione prima che di scissione di atomi i quali decadono in altri più stabili, …; e poi non bisogna dimenticare i progressi nella medicina nucleare con sostanze che irradiano selettivamente ed esclusivamente le cellule tumorali, le tecniche della scintigrafia che permettono la quantificazione del funzionamento degli organi… e pure questi campi di applicazione toccano gli ambiti delicati della sostenibilità e della tutela dell’ambiente, e dell’uomo, naturalmente su altra scala…
Ecco, anche affrontando questo tema sono molto impreparata per un contesto da salotto, non so generalizzare, mi piace parlare e imparare nel dettaglio, …
(… mi ha sempre affascinato l’estensione di una legge matematica, fisica, dell’universo alla dimensione umana , la non conservazione d’energia, quell’attingere dall’esterno del sistema, le relazioni fra gli insiemi, il campo dei numeri immaginari …)
E’ la dimensione personale e soggettiva che mi interessa; quando parlo con l’interlocutore, mi piace capire di lui, cosa lo turba, perché si mangia le unghie , da cosa nasce la sua ansia, o il suo sorriso, … e sono sempre molto diretta
Per il momento sono in un angolo di questo salotto quasi privato dato che il dibattito è alimentato quasi sempre dalle stesse persone, in un appuntamento quotidiano, e al quale inizio ad affezionarmi e con il quale la distanza sta diminuendo, intravedo gli ospiti a volte molto emotivi e coinvolti nelle loro discussioni, a volte molto severi anche con me, spesso anche molto buoni con me, (preferisco però quando non dicono nulla, quando passo inosservata), e in questo angolo in penombra e nella quiete mi concentro sul mio tempo per un mio pensiero una mia riflessione un mio ricordo, e non è facile essere molto precisi attenti e sintetici, avere la forza di cogliere un’idea al giorno, una tra quelle che mi danno respiro, nel mio mondo. Credo in questo di non usare violenza o molestia.
postato da
anna baldi
domenica 2 agosto 2009 alle ore 00:17
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