
martedì 30 settembre 2008
per il sig. Giorgio Fracchiolla
egregio Sig. Giorgio
approvo in pieno la prima parte della su mail. la sua riflessione è assolutamente corretta. non pretendo di essere considerato bravo solo perche' ho un foglietto di carta con sopra scritto che sono architetto e un'altro con cui lo stato dichiara che sono effettivamente capace di farlo.... però se una persona, cliente o altro che si rivolge a me per un parere o consulenza o altro suppongo che non sia capace di farlo da solo oppure mi considera adatto a risolvee i suoi problemi. altrimenti si rivolgerebbe altrove non le pare? non è obbligatorio venire da me, ci sono molti professionisti in giro. se uno viene da me allora deve essere disposto ad ascoltare il mio pensiero e la mia visone delle problema concedendomi fiducia e lasciandosi consigliare per il meglio, accettare anche di cambiare in parte le proprie idee,. in fondo sto facendo i suoi interessi dopotutto.
le città sono brutte non per colpa della categoria che rappresento ( seppur riconosco che ci sono, come dappertutto, pecore nere) ma delle commissioni edilizie. noi proponiamo un progetto al comune, se poi viene accettato significa che è stato riconosciuto gradevole e che rispetta le leggi urbanistiche e non , della zona dove viene costruito. ciò che può essere costruito dipende da chi approva il progetto non da chi lo propone. se mi viene rifiutato tutto rimane sulla carta. (..."caro comune ti piace questa schifezza che voglio costruire ?" se il comune dice "si.. mi piace , falla pure!" io la faccio, altrimenti il mio progetto sarà destinato al cassonetto dela carta da riciclare)
non confonda saper assemblare una casa da saper progettare una casa il nostro lavoro non si limita a evitare che non vi piova sulla testa. proprio perchè si tratta dei soldi del cliente e di case spesso se ne possono permettere solo una nella loro vita, spesso si è restii ad abbandonarsi nelle mani di un professionista però il parallelo è lo stesso per un ingegnere o avvocato o un dentista. forse il vero motivo è che il nostro lavoro è più visibile e forse apparentemente più cmprensibile ai più. i calcoli statici di un ingegnere o il lavoro di un dentista sono lavori "misteriosi" e difficili da capire e quindi da criticare .. può essere.. non ho ancora una risposta..
postato da
Andrea Cavattoni
martedì 30 settembre 2008 alle ore 12:36
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lunedì 29 settembre 2008
ordini professionali
cari colleghi concedetemi un piccolo sfogo
sono ormai 10 anni di professione.. mi rendo conto che la frase "...siamo tutti un po' architetti.. " è sempre più vera. ognuno, qualunque grado di istruzione abbia, qualunque mestiere possa mai fare si sente in diritto di discutere, smontare valutare un'opera architettonica senza sospettare minimamente l'entità dello sforzo creativo che l'ha generata. moltissime persone forti del fatto di essere nostri "clienti" quindi pressochè inattaccabili dal professionista medio, che ci sventolano davanti riviste con tante foto colorate esclamando "...archietto, guardi che bello questo bagno qui... me lo fa uguale anche a me vero?" alchè si è tentati di rispondere ".. ma signora , ma se sa già cosa fare perchè viene da me ?" . molti clienti insistono su scelte squisitamente architettoniche anche se di professione fanno i farmacisti o i bidelli. spesso non importa nulla del nostro parere , eppure ci pagano per questo. ...
se io vado da un medico e questo mi consiglia di farmi operare al fegato io non discuto ed eseguo. di sicuro non mi metto a dire ".. no guardi, una mia amica mi ha detto di farmi una lavanda gastrica...preferisco!" perchè non è così anche per noi ????
baci a tutti
postato da
Andrea Cavattoni
lunedì 29 settembre 2008 alle ore 18:07
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