I nuovi corsi di laurea di architettura includono un tirocinio obbligatorio all'interno del corso di studi. Questa potrebbe sembrare una buona cosa, ma solo sulla carta. In realtà accade che l'ordine degli architetti fa da tramite affinché gli studi di architettura contattino grazie all'università gli stagisti. Il risultato finale è che ogni studio di architettura ha a disposizione diversi studenti che sono costretti dal corso di laurea a dover svolgere uno stage formativo. Ogni studio ha quindi diversi giovani da poter sfruttare senza cacciare una monetina di denaro, li ha tutto l'anno e si permette anche di sceglierli in base alla loro bravura. Ogni studio di architettura non assumerà mai un architetto neolaureato nè avrà interesse a farlo entrare nel suo studio retribuendo con un minimo il suo lavoro, perché, semplicemente, può accingere a quel bacino di studenti belli giovani e inattesa di essere sfruttati. Il giovane studente è vero che fa un minimo di esperienza ma di fatto disegna al pc e basta, fa cioè l'unica mansione per la quale un giovane architetto laureato potrebbe avere una speranza di entrare all'interno di uno studio. Il giovane studente stagista prima o poi finirà il suo corso di laurea ma non troverà mai lavoro, perché il suo posto è occupato da quegli studenti che come lui in passato hanno dovuto fare lo stage obbligatorio imposto dall'università alla quale è stato a sua volta imposto dall'ordine........
= ci castrano al momento della nascita
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Alessandro Astorino
giovedì 30 luglio 2009 alle ore 18:15| commenti: 30 |
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Fabio Cinesu
giovedì 30 luglio 2009 alle ore 18:25
Non c'è bisogno del tirocinio obbligatorio per sfruttare i giovani laureati. In ingegneria non c'è l'obbligo del tirocinio, ma ti sfruttano nell'identico modo. Forse l'hanno reso obbligatorio, così non si sentono dire che sfruttano i giovani. E lo fanno con "onestà".
"Che diventassero sordi, cechi e muti, ma non per sempre, che gli tornassero i sensi sporadicamente, solo per dire una cazzata e poi di nuovo..."
Alex Drastico.
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Alessandro Astorino
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 01:45
Si infatti Fabio, quando scrivevo questo post pensavo proprio a te.
Per non aver rimorsi preferiscono legalizzare la cosa e l'ordine gli da una mano......
Anche questa poteva essere una buona idea ma l'obiettivo era un altro, come si è capito.
Invece di preoccuparsi di formare le nuove menti del futuro pensavano a pararsi il sedere, cacciando meno soldi e continuando a sfruttare il lavoro degli altri.
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Elena Fedi
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 01:59
Comunque , anche noi vecchi abbiamo lavorato gratis o quasi per un bel pò di tempo ....non crediate che sia l'unico destino di voi giovani .
Nel nostro lavoro è sempre stata un pò la regola ,però poi dopo un periodo di pratica , un pò di lavoro riuscivamo pure a trovarcelo ! Oggi la situazione è peggiore perchè il nostro numero è cresciuto a dismisura ,questo è il vero problema insolubile .
E gli architetti raramente vanno in pensione presto ....
Forse la soluzione sta veramente fuori dall'Italia nel mondo globalizzato ; a proposito, Fuksas ho visto che cerca architetti che sappiano l'arabo e l'inglese ,oppure il cinese e l'inglese . Che dite dobbiamo imparare le lingue araba e cinese ?
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francesco amadori
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 08:56
Quello presentato da Alessandro è il caso tipico, esattamente come il decreto Bersani, di una proposta in sè giusta che diventa sbagliata e di tutt'altro segno di quello immaginabile nelle intenzioni quando calata nella nostra realtà.
Quando si dice fare cose giuste non lo si dice in modo idealistico, ma sempre commisurato alla realtà.
Questo dovrebbe essere il compito della politica, tenere conto della situazione reale.
Una cosa giusta, in una realtà che ne trasforma il senso, è una cosa sbagliata.
Francesco
Cara Elena
E' vero che anche voi avete lavorato gratis
Ma innanzitutto era una vostra scelta, propedeutica ad un avvenire professionale di cui avevate la quasi certezza. Si trattava, in sostanza, di una sorta di trentesimo esame.
E poi - l'hai detto tu stessa - erano diverse le condizioni di mercato:
Avete lavorato gratis in un momento in cui c'era un sacco di lavoro e c'era carenza di tecnici intellettuali. Oggi, al contrario, c'è sovrabbondanza di tecnici intellettuali e scarsità di lavoro. L'intero fabbisogno di manodopera nel settore della progettazione edilizia potrebbe essere soddisfatto da tirocinanti, dando luogo ad un'ulteriore impennata della disoccupazione non solo giovanile.
Una società che permette un avvenire di questo genere per i propri giovani, è destinata ad esplodere in breve tempo.
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Elena Fedi
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 13:54
Caro Massimo ,è quello che sostengo da 15 mesi su questo blog ....che una società così è iniqua e destinata ad esplodere ....
Il problema è cercare la soluzione ....insieme ...se c'è .
Ma i miei appelli all'unità hai visto che ti scatenano ???
Su una cosa non sono d'accordo con te : che ci sia scarsità di lavoro . No lavoro ce n'è ma è troppo concentrato nelle mani di pochi . Ti cito un passo di un mio intervento in una sede politica ... in cui si analizzavano le motivazioni di una sconfitta pesante :
" Sapete quanti voti ,che erano ns in questo mondo ,sono andati all'astensionismo ,a Di Pietro o addirittura dall'altra parte ? Molti e perchè ? per il modo in cui nei comuni da noi amministrati si gestisce il mercato degli incarichi professionali ....la questione è tutta politica.
Come può un giovane architetto ,il cui unico destino è quello di andare a fare la scimmia da CAD in uno studio di quelli privilegiati, votare per noi ? Come può riconoscersi nei ns uomini ,che fanno arricchire spropositatamente solo alcuni studi, ( sempre i soliti da anni ) e fanno languire tutti gli altri che a loro potrebbero dare un lavoro serio ,e pagato il giusto ,e potrebbero farli crescere professionalmente ?
La ns provincia si distingue nel panorama italiano per la quasi totale assenza di concorsi di progettazione e finanche di bandi per assegnazione professionale . E quando anche vengono banditi sono tali da escludere il 90 % degli studi ! "
ERANO PRESENTI TUTTI GLI AMMINISTRATORI LOCALI del mio partito !
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Alessandro Astorino
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 14:27
Infatti ormai da tempo il PD non è più un partito che rispetta il suo statuto (ammesso che ne abbia uno). Ed è giusto che perda voti perché è ancor più deludente dell'attuale coalizione di governo. Ciò si ripercuote anche sulla nostra professione e ancor più sui giovani che iniziano questa professione
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Elena Fedi
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 14:35
Astorino ,una curiosità : cosa è meno deludente ,invece, della attuale coalizione di governo ?
lo statuto lo trovi sul sito ,giusto per tua informazione ....
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Alessandro Astorino
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 14:56
Quello è lo statuto per me e per te. Io mi riferivo al reale statuto, quello degli inciuci...... Scritto e rispettato dai dirigenti più illustri, mica dai comuni mortali come noi......
Elena non era un attacco personale a te eh..... Mi sei simpatica ma questo non c'entra nulla con quello che penso del PD
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Fabio Cinesu
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 15:39
Secondo me il tuo è integralismo. E noi siamo gli infedeli. Poi non sono io a cercare di farti cambiare idea, perchè so che non ci riuscirei neanche portandoti prove certe. Perchè ormai sei istituzionalizzata alla militanza politica di parte. Solo che se fai propaganda, dicendo corbellerie, io ti faccio notare che, forse, osservate da un altro punto di vista, le cose non sono così limpide come dici tu.
Io vengo da una famiglia di destra (fascista per la precisione), ma io non lo sono. Ho passato tutta la mia vita discutendo con mio padre, sul male e sul bene di quell'ideologia. Ci tengo a precisare che mio padre è fascista perchè lo era all'epoca (e pure lui condanna certe scelte del regime, come tu condanni quelle del tuo partito). Ma le nuove generazioni dovrebbero progredire non fossilizzarsi su vecchi e anacronistici ideali.
Non è un'attenuante che tu fai politica da 44 anni. Non è che se uno ha creduto in una cosa, ci deve credere per forza tutta la vita, nonostante le evidenze, perchè la tua educazione è stata quella.
Per me quello è integralismo.
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Antonio La Malfa
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 16:03
Fabio, mi costringi a farti un altro elogio. Salutami caramente tuo padre. Mio nonno, umile calzolaio, era fascista purtroppo è morto quando ero piccolo e non ho potuto dialogarci. So che quando arrivarono gli americani tutti i notabili si tolsero la casacca e lo denunciarono additandolo. Lo deportarono srtappadondolo dalle braccia di mia nonna. Mio padre, allora decenne corse dietro al camion finchè non gli stava per scoppiare il cuore. Come nella scena di Roma città aperta. meno male che a lui non gli spararono.
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Fabio Cinesu
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 16:18
In quel periodo storico, molti errori son stati fatti, ci son state molte vittime innocenti delle varie ideologie. Un morto di qualsiasi schiieramento e de degno di rispetto.
Mio padre, che ti saluterò, non ha cambiato idea. Nè per convenienza nè per altro. Ha sempre condannato le leggi razziali, secondo lui: il più grande errore commesso dal regime.
E ne ha conosciuto tanti, di convinti fascisti che in un giorno son diventati grandi antifascisti (dichiaratisi sempre tali). Ha sempre apprezzato chi combatteva il fascismo durante il regime, ma gli fanno schifo quelli che millantavano di esser stati sempre antifascisti. I tanti Gianfranco Fini dell'epoca, per intenderci.
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venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:01
Antonio La Malfa, ti faccio presente che stai superando il limite del lecito.
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Fabio Cinesu
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:14
Antonio La Malfa, dice quel che pensa, giusto o sbagliato che sia, ma si firma con nome è cognome.
E facile nascondersi. Se non ci si prende le responsabilità delle proprie affermazioni, giuste o sbagliate, queste parole non valgono nulla. Poi parli di parcondicio e ti metti in una condizione favorevole, rispetto a chi si firma.
Ti vergogni di ciò che scrivi? Di cio che sei?
O sei solo un codardo?
Chiedo scusa: l'anonimo di prima ero io. Avevo semplicemente dimenticato di fare login.
Ad ogni modo Antonio La Malfa è adulto e conosce la legge italiana: può dire quel che vuole nei limiti del lecito
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Alessandro
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:22
Diciamo che un tempo i cittadini si dividevano in due categorie, di sinistra e di destra. Oggi non più. Oggi il colore politico non ha più nessuna importanza, perché le due categoria sono cambiate e si dividono in ONESTI E CORROTTI, in VENDITORI DI CHIACCHIERE INTRALLAZZONI e in chi invece fa le cose secondo coscienza. Ecco cosa manca oggi la coscienza.
trasversalmente queste due tendenze invadono entrambi i due schieramenti e chi sostiene il contrario è un nostalgico e un sognatore e prima o poi ne uscirà profondamente deluso.
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Fabio Cinesu
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:28
"trasversalmente queste due tendenze invadono entrambi i due schieramenti e chi sostiene il contrario è un nostalgico e un sognatore e prima o poi ne uscirà profondamente deluso."
Giusta sintesi.
Scusa Massimo per la mia reazione, ma gli attacchi anonimi mi fanno incazzare, anche se non son rivolti a me.
Hai ragione da vendere.
Quando avevo 14 anni, all'uscita del secondo giorno di scuola della prima superiore, fui aggredito e preso a catenate da tre fascisti con tanto di divisa ma col volto coperto: anonimi. Avevano intuito le mie tendenze "di genere", delle quali nemmeno io ero pienamente consapevole. E pensavano di fare cosa buona e giusta nel darmi una solenne raddrizzata.
Fino al giorno prima non avevo mai avuto una precisa opinione politica, se non qualche idea vagamente libertaria da adolescente di fine anni '70. Il giorno dopo, evidentemente, cominciai a formarmi più a fondo.
Puoi capire quanto, anch'io, possa odiare l'anonimato.
Chiedo ancora scusa
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Antonio La malfa
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:42
Quelli erano solo dei delinquenti che si mascherano dietro una parvenza politica. A questa gente una tiratina di collo la farei volentieri, come anche a quelli dei centri sociali.
Io , per esempio, penso che fascista era D'Annunzio. Lo conosci? Hai mai letto a fondo qualcosa di lui? lo vuoi paragonare e quei teppisti che ti hanno aggredito. Oppure lo era Pirandello, che chiese personalmente al duce la tessera del partito. Che ne pensi? Sto facendo apologia?
Quelli erano delinquenti organici alla loro parte politica. Molto più organici di quanto lo fossero le BR per la cultura di sinistra.
Comunque non ho intenzione di discutere
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Antonio La Malfa
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:57
Ma ti rendi conto di quello che dici? Le BR erano poco organici alla cultura di sinistra? e i morti ammazzati a cosa li riconduciamo? alla stranezze del fato? Non mi hai risposto su pirandello e D'Annunzio.
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Alessandro Astorino
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:57
Guarda caso poi tutti i delinquentelli che devono mascherarsi dietro una parvenza politica attecchiscono tutti a destra eh......
Anzi, al fascio, perché al mondo esiste anche una destra seria rispetto a quella che abbiamo sempre conosciuto in Italia.
Io non sono mai stato aggredito da un giovane militante dei centri sociali, mai. Eppure fanno tendenza in questo periodo, ce ne sono diversi, non li condivido, non mi stanno simpatici, ma intanto non mi hanno mai rotto le balle.........
I "boia chi molla" invece che supereranno evidentemente accurate selezioni per diventarlo, sono sempre a zonzo a dare noia.....
E per noia intendo a cercar grane di quelle grosse
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Antonio La Malfa
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 18:01
Alessandro, non poi cosi. Dove li metti i black blok, i no global e quelli dei centri sociali? sono forse damigelle che cospargono fiori sul proprio cammino? il fatto è che i delinquenti sono ovunque. I partiti seri dovrebbero buttarli fuori.
I partiti seri, come per esempio il PCI, hanno sempre condannato e combattuto il terrorismo di ogni colore.
Non così il MSI, che non ha mai detto una parola né contro le stragi di Portella della Ginestra, di Milano, di Bologna, del treno Italicus eccetera, nè contro il teppismo neo-fascista, dal quale venivano i suoi stessi militanti (due nomi qualunque di ex teppisti: Agostino Ghiglia e Gianni Alemanno)
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Antonio la Malfa
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 18:19
e dentro la fiat la propaganda politica la facevo io? Comunque sia a me l'MSI non interessa. Quello che mi interessa è non avere trai piedi gente ipocrita e ignorante che fa carriera politica e che difende ideologie faziose e false. Ho orrore del comunismo e lo condanno accogliendo il pensiero di Woitila. Io amo la libertà e il mio essere individuale unico ed inimitabile e non vorrei mai fare parte di una massa al servizio di un partito o di uno stato. La scienza è il mio metodo di indagine. I miei limiti li percorro giorno per giorno.E per citare un grande: vorrei arrivare alla morte ad occhi aperti.
"A me l'MSI non interessa"
Comodo così eh?
Evviva il metodo scientifico
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Antonio la malfa
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 18:28
Se hai letto bene avrai visto che ho scritto che condanno la "gente ipocrita e ignorante che fa carriera politica e che difende ideologie faziose e false" mi pare implicito che dentro ci sta tutto. sono più chiaro: quella gente stava anche nel MSI. Va bene?
Ma ancora aspetto un commento su Pirandello e su D'Annunzio.
Pirandello chiese la tessera del partito nazionale fascista il 28 ottobre 1923 - quando il fascismo era appena in fase germinale - e ne appoggia l'interpretazione anarchica, presto soffocata dal partito stesso. Non sconfesserà mai completamente questa scelta, che però non esita a definire "dettata da vanità".
D'Annunzio? Incarna esattamente il tipo di intellettuale che non l'ho mai amato.
postato da
Alessandro Astorino
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 18:51
D'Annunzio era un gran poeta decadente, ma aveva il difettuccio del nazionalismo...... E' stato responsabile quanto i grandi gerarchi fascisti per aver fatto credere ai poveri italiani che eravamo un popolo di gran combattenti. Sapeva benissimo che non avevamo nemmeno gli stivali per marciare..........
Grandi letterati come tu stesso ricordi il nome di Pirandello, erano molto nazionalisti e ciò li convinse che il fascismo era la decisione più saggia. Anche Ungaretti detto "il vecchio" ne era convinto, poi però quando si trovò in trincea iniziò a piangere lacrime amare e si accorse di quanto brutta è la guerra. Al suo ritorno ritrattò e divenne un accanito antifascista.
E non era mica uno stupido Ungaretti eh, ma come tutti aveva preso un abbaglio.
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Elena Fedi
sabato 1 agosto 2009 alle ore 02:06
Faccio notare a chi scrive che io faccio propaganda " comunista " ed a chi mi taccia di integralismo ...
che io alle 1.59 del 31 /7 commentavo il post di Astorino sulla condizione dei giovani laureati ed ironicamente scrivevo che forse dovevamo imparare il cinese e l'arabo ....
Alle 13,54 del 31/7 commentavo un successivo post di Battaglio ,aggiungendo che personalmente credevo che il lavoro fosse , più che poco ,mal distribuito e ...trascrivendo un duro attacco da me fatto ,in una sede politica ,all'abitudine di concentrare gli incarichi in favore di pochi eletti ,di fare pochi concorsi e pochi bandi ...
NON MI PAREVA DI AVERE PARLATO DI POLITICA ...
Guardate che è successo dopo ...a me è sembrato di leggere frasi molto gravi ,al limite del lecito !!!
Mio nonno era proprio saggio ....
Un paese di cartapesta. Scuole e ospedali, ponti e gallerie, edifici pubblici e privati costruiti con «cemento taroccato», depotenziato con la sabbia e allungato con acqua. Quello dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento non è un caso isolato, ma la punta di un iceberg di un «gigante dai piedi d’argilla» che arricchisce la cosche mafiose. È quanto rivela un dossier stilato da Legambiente sulle costruzioni dal «cemento fasullo», intitolato: «Le mani della criminalità dietro appalti e imprese del calcestruzzo».
Ne emerge una mappa sconcertante, nella quale edifici pubblici rischiano di sbriciolarsi come castelli di sabbia, come è successo con il terremoto in Abruzzo: scuole calabresi, il commissariato di Polizia di Castelvetrano nel trapanese, interi padiglioni di ospedali siciliani, gallerie e autostrade dal Molise al Veneto. Una scia di sabbia che dal Sud sale al Nord con le betoniere di società gestite direttamente dai clan, oppure da ditte che, risparmiando milioni sul cemento, pagano un «pizzo» alle mafie. Cemento taroccato violando la norma Uni En 206-1 sull’equilibrio dell’impasto, quando non vengono usati rifiuti tossici, come a Crotone.
Un sistema mafioso scoperto dalle Procure spesso grazie alle intercettazioni telefoniche. Un rete sull’uso di soldi pubblici che «ingrassano un sistema mafioso-clientelare che ha i suoi addentellati fin dentro le istituzioni», come denunciò Giovanni Falcone.
Il primato della SiciliaIl commissariato di Polizia di Castelvetrano, che pure sorge su un bene confiscato alla mafia, la sede dela Calcestruzzi Mzara Spa era già stata accertata come quartier generale di Cosa Nostra, tant’è che oggi, finalmente, il 90 per cento della produzione di calcestruzzo è in mano dello Stato, sottratta ai boss. A rischio anche i palazzi di Messina, ad alto rischio sismico, costruiti con cemento povero nella piena consapevolezza dei costruttori Pellegrino. E così sotto inchiesta sono gli aeroporti di Palermo e Trapani, il porto turistico di Balestrate, il lungomare di Mazara del Vallo e altri edifici. Un giro d’affari di almeno 50 milioni l’anno, che ingrassano i boss.
Su 48 edifici pubblici verificati dalla Protezione civile siciliana, 43 non hanno superato i test antisismici, fatti con «cemento molle».
La Calabria«Metti meno cemento e più sabbia», raccomandava al telefono un boss della mala reggina al compare, per la costruzione della scuola pubblica Euclide a Bova Marina. E l’altro protestava perché troppa sabbia avrebbe inceppato la pompa, non perché l’edificio non avrebbe retto.
Nel bel mezzo della costruzione da parte delle «Condotte Spa», una galleria è crollata sulla statale 106 in provincia di Reggio Calabria: salvi per un pelo gli operai, fuggiti in tempo: era stato usato pessimo calcestruzzo, fornito da due imprese legate alle cosche Morabito-Bruzzaniti-Palamara, come ha rivelato poi l’indagine della Dda.
A Tropea la scuola media in via Coniugi Crigna è in piedi per miracolo, scrive il dossier di Legambiente, fatta più con la sabbia della vicina spiaggia che con cemento. E a Crotone per gli impasti sono stati usati anche rifiuti tossici (come ha scoperto l’inchiesta «Leucopetra» della procura di Reggio Calabria); nell’intera città, per altro, scorie tossiche della lavorazione dello zinco sono state «smaltite» nelle strade, nei parcheggi e nelle scuole.
Il Molise dai piedi d’argilla:
È il nome dell’inchiesta sulla costruzione della Variante di Venafro, nove chilometri sulla termoli San Vittore: con prove di laboratorio falsificate sul calcestruzzo sono stati truffati l’Anas (che ha speso due milioni di euro in più per cambiare i piloni) e i cittadini.
l record Campano:
Per il cemento di mafia e l’abusivismo edilizio, spiega il dossier. Nel colloquio tra un imprenditore e suo figlio (ribellatisi alle cosche), commentano che «le betoniere di quella ditta trasportano lota...», monnezza. Sono le betoniere della ditta «Dipendenti Cafa 90 srl». risalente al clan Polverino (sequestrati 17mila ettari di terreno). Con il calcestruzzo «taroccato» sono state costruite case abusive nella zona di Camaldoli, o usato per i grandi parcheggi nella zona del Vomero. E chi ha denunciato la truffa si è beccato due colpi di pistola alle gambe.
Le cosche del cemento fasullo non conoscono confini: alcune inchieste ne stanno svelando l’uso, come nei Lotti 9 e 14 dell’autostrada A31 Valdastico, nel vicentino.
29 luglio 2009
postato da
Alessandro Astorino
giovedì 30 luglio 2009 alle ore 15:01| commenti: 5 |
E vogliamo parlare della legge sulle intercettazioni???
http://www.youtube.com/watch?v=0GTeHgPFA_I
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Elena Fedi
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 02:02
Si parliamone ...pure quella è legge voluta dalla destra !
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venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:03
Elena, se non altro per par condicio, devo invitarti a non dare del destro a tutti quelli che non appoggiano il piddì. Cosa ne sai di cosa voti Alessandro Astorino?
postato da
Fabio Cinesu
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 17:08
Sarei proprio curioso di conoscere il nome di questo garante della par-condicio.
Almeno un nome darebbe valore alle tue parole.
postato da
Alessandro Astorino
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 18:06
No ma Elena non sarebbe mai così scortese da mettermi in bocca cose che non ho mai detto....
Vero Elena?? C'ho pure allegato il video di Marco Travaglio che di sicuro non lusinga il ministro alfaniello...............